• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.9/01934/069 in sede di esame del disegno di legge AS 1934: "Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti.", premesso...



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/1934/69 presentato da ALESSIA PETRAGLIA
giovedì 25 giugno 2015, seduta n. 473

Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge AS 1934: "Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti.",
premesso che:
dal punto di vista normativo la scuola pubblica non include la scuola paritaria, sebbene ci siano alcune scuole paritarie che sono anche pubbliche (quelle degli enti locali);
è lo stesso articolo 1, comma 1, della legge 62 del 2000 a precisare che il sistema nazionale di istruzione è costituito "dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali", creando la tripartizione fondamentale del sistema: a) suola statale; b) scuola privata paritaria; c) scuola paritaria pubblica degli enti locali. L'utilizzo della stessa espressione "privata" la contrappone a "pubblico";
la scuola paritaria svolge un servizio pubblico (ex articolo 1, comma 3 legge n. 62/2000), ma ciò non trasforma in "enti" pubblici i soggetti che gestiscono il servizio, tranne che la loro stessa natura giuridica sia pubblica (es. Comuni). Non va confuso, pertanto, lo svolgimento di un servizio definito pubblico con la definizione di pubblico (come quando usiamo la definizione 'scuola pubblica') che sta ad indicare che il servizio promana da un ente pubblico. Come è noto, l'organizzazione pubblica nel suo complesso consta di una pluralità di organizzazioni, in genere dotate di propria personalità giuridica, e come tali idonee ad essere titolari di poteri amministrativi;
per Amministrazioni pubbliche (in senso soggettivo ) possono intendersi gli apparati che svolgono le attività che costituiscono l'Amministrazione pubblica in senso oggettivo, cioè le attività svolte nell'interesse dei cittadini, in attuazione dell'indirizzo degli apparati politici e nel rispetto di specifici principi costituzionali e di una articolata disciplina che ne costituisce svolgimento;
una elencazione abbastanza esaustiva delle pubbliche Amministrazioni nel nostro ordinamento è quella contenuta nell'articolo 1, comma 2, del Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n. 165, recante "norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche", laddove, nel dichiarato fine di disciplinare "l'organizzazione degli uffici e i rapporti di lavoro e di impiego alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche", si precisa che "per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300";
peraltro, la natura 'pubblica'di un ente comporta la sottoposizione al controllo della Corte dei conti, cosa che è vera e avviene sulla scuola statale o sulle attività svolte dagli enti locali, ma non sugli enti che gestiscono scuole private paritarie;
nello stato di previsione del Ministero dell'Istruzione, dell'università è della ricerca, il capitolo 1477, inserito nel programma 22.9 - "Istituzioni scolastiche non statali", nell'ambito della missione 22 - "Istruzione scolastica", concerne i trasferimenti alle istituzioni scolastiche non statali, senza distinguere tra quelle appartenenti ad enti locali e quelle private, di cui alla legge n. 62/2000;
il trasferimento da parte del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca è avvenuto per le scuole paritarie, per la somma di sua competenza, nel corso del 2014, a giugno, per una quota di circa 273 milioni, a valere sul capitolo specifico, che è il 1477. Una somma ulteriore, di 220 milioni, a valere sul capitolo 1299 dello stesso Programma/Missione fa riferimento alla legge n. 203/2008 come modificata dalla legge di stabilità 2015 (articolo 1, comma 169, della legge n. 190/2014), dedicata, invece, alle 'scuole paritarie e assegnata alle Regioni con vincolo di destinazione sulle scuole paritarie stesse,
il 25 novembre del 2014, il MEF, con decreto ha provveduto al riparto e al trasferimento delle risorse dello stesso capitolo 1299 alle Regioni per il sostegno alle scuole paritarie, sulla base del numero delle scuole paritarie, delle classi e degli alunni che le frequentano;
impegna il Governo:
per una maggiore trasparenza dei bilanci pubblici, a suddividere il capitolo 1477 citato in due distinti capitoli recanti rispettivamente i trasferimenti a favore delle istituzioni scolastiche paritarie non statali degli enti locali ed i trasferimenti a favore delle istituzioni scolastiche paritarie private, ed a chiedere alle Regioni, in sede di consuntivo, di operare la medesima distinzione per le erogazioni alle scuole paritarie delle somme derivanti dal capitolo 1299 citato.
(numerazione resoconto Senato G1.168)
(9/1934/69)
PETRAGLIA, DE PETRIS, URAS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, STEFANO, GAMBARO, BOCCHINO, MUSSINI, BIGNAMI, CAMPANELLA, Maurizio ROMANI, BENCINI, MOLINARI