• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00716 premesso che: nel dicembre del 2008 è stato approvato il pacchetto «Clima-Energia», che istituisce, attraverso sei nuovi strumenti legislativi europei, i metodi per tradurre in...



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00716presentato daSEGONI Samueletesto diMartedì 30 giugno 2015, seduta n. 451

La Commissione VIII,
premesso che:
nel dicembre del 2008 è stato approvato il pacchetto «Clima-Energia», che istituisce, attraverso sei nuovi strumenti legislativi europei, i metodi per tradurre in pratica gli obiettivi al 2020 (1o ridurre i gas ad effetto serra del 20 per cento del 30 per cento in caso di accordo internazionale, 2o ridurre i consumi energetici del 20 per cento aumentando l'efficienza energetica; 3o soddisfare il 20 per cento del fabbisogno energetico europeo con le energie rinnovabili), tra questi è stata varata la direttiva Emission Trading n. 2009/29/EC (direttiva ETS), la quale regola in forma armonizzata tra tutti gli Stati membri le emissioni nei settori energivori, che pesano per circa il 40 per cento delle emissioni europee. La direttiva prevede che, dal 1o gennaio 2005, gli impianti dell'Unione europea con elevati volumi di emissioni non possano funzionare senza un'autorizzazione ad emettere gas serra. Ogni impianto autorizzato deve monitorare annualmente le proprie emissioni e compensarle con quote di emissione europee (European Union Allowances, EUA e European Union Aviation Allowances, EUA A – equivalenti entrambi a 1 tonnellata di CO2 eq.) che possono essere comprate e vendute sul mercato. In generale, i gestori degli impianti possono scegliere tra investire per ridurre le proprie emissioni introducendo tecnologie a basso contenuto di carbonio o attraverso misure di efficienza energetica, e acquistare quote. Come criterio generale, gli Stati membri dell'Unione europea assegnano le quote agli operatori a titolo oneroso attraverso aste pubbliche europee;
il sistema europeo di scambio di quote di emissione (European Union Emissions Trading Scheme – EU ETS) è il principale strumento adottato dall'Unione europea, in attuazione del protocollo di Kyoto;
in Italia la direttiva 2009/29/CE è stata recepita dal decreto legislativo 30/2013, il cui articolo 19, prevede principalmente che la messa all'asta della quantità di quote determinata con decisione della Commissione europea, è disciplinata dal regolamento sulle aste, i cui proventi sono versati al Gestore dei servizi energetici in un apposito conto corrente dedicato e che dei proventi delle aste il 50 per cento viene assegnato al Ministero dello sviluppo economico per il rimborso dei crediti spettanti agli operatori «nuovi entranti» degli impianti ETS mentre l'altro 50 per cento è suddiviso per il 70 per cento a favore del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e per il 30 per cento a favore del Ministero dello sviluppo economico per attività finalizzate a ridurre le emissioni dei gas ad effetto serra, sviluppare le energie rinnovabili, rafforzare la tutela degli ecosistemi terrestri e marini ed altre attività in campo ambientale;
al 31 dicembre del 2014, sono stati trasferiti alla Tesoreria dello Stato proventi per oltre 464 milioni di euro relativi alle aste e agli interessi maturati nel corso degli anni 2012 e 2013; riguardo ai 365 milioni di euro di ricavi delle aste relative al 2014, questi avrebbero dovuto essere trasferiti dal GSE alla Tesoreria entro e non oltre il 20 maggio 2015;
l'ETS (Emission Trading System) ha dato via ad un mercato di crediti sulle emissioni di gas serra in atmosfera che possono essere scambiati e venduti paragonabile ad una «Borsa ambientale», e l'assenza di regole chiare ha dato il via a truffe miliardarie (in Europa ogni anno l'ETS movimenta almeno 90 miliardi di euro). L'Interpol ha scritto di recente che il «mercato delle emissioni è ancora immaturo se paragonato ai suoi simili in altri settori. La regolamentazione e il monitoraggio di questo mercato non sono ancora pervasive come dovrebbero e il suo potenziale di attività criminale finora è stato scarsamente approfondito. Mentre gli scambi sono regolati dall'UNFCCC (la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici) e tracciati a livello internazionale, i dati dei conti di deposito di questi crediti sono ancora esposti ai furti e alle frodi tramite internet. L'assenza di un bene fisico alla base dei crediti rubati rende poi la tracciabilità della vera proprietà dei crediti più difficoltosa»;
in Italia il GSE è parte del Comitato ETS (Comitato nazionale per la gestione della direttiva 2009/29/EC e per il supporto nella gestione delle attività di progetto del protocollo di Kyoto), l'organo interministeriale che assolve alla funzione di autorità nazionale competente per la gestione della direttiva ETS. Il Comitato ETS è presieduto, in alternanza, dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dal Ministro dello sviluppo economico. Il registro ETS è gestito dall'ISPRA, che finora ha collaborato con le indagini gestendo situazioni complicate, ma come ente pubblico di ricerca è stato colpito negli anni da pesanti tagli finanziari, e difficilmente potrà investire, come necessario, per far fronte alle nuove sfide della criminalità finanziaria;
da fonti stampa si apprende che la corte distrettuale de l'Aia ha sentenziato che il Governo olandese dovrà ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 25 per cento rispetto ai livelli del 1990, e questo entro il 2020. La Corte ha pubblicamente rivelato che finora lo stesso governo non ha intrapreso misure idonee a combattere l'inquinamento atmosferico. Le dichiarazioni dei magistrati non lasciano troppo spazio alle interpretazioni di parte: «Lo Stato deve fare di più per allontanare i rischi e rendere migliore l'ambiente in cui vivono i propri cittadini. Perciò non può nascondersi dietro la scusa che la soluzione al problema del clima globale non dipende solo dagli sforzi dell'Olanda»,

impegna il Governo:

ad assumere iniziative per dedicare la totalità dei proventi delle aste a finanziare l'attuazione delle misure contenute nella strategia di adattamento ai cambiamenti climatici, ivi compreso il finanziamento di attività di ricerca e sviluppo in tema di mitigazione e adattamento;
ad assumere iniziative per escludere le fonti energetiche basate sulla combustione dalle energie rinnovabili il cui sviluppo viene finanziato con i proventi delle aste;
a garantire la massima trasparenza e pubblicità circa l'effettivo utilizzo di tutte le risorse provenienti dalla messa all'asta della quote di emissione dei gas ad effetto serra, pubblicando regolarmente i dati circa il loro impiego sui siti istituzionali di riferimento e redigendo un report semestrale alle commissioni parlamentari competenti;
a selezionare attraverso procedure pubbliche e trasparenti i membri idonei a rappresentare interessi diffusi all'interno del Comitato ETS;
ad operare a livello internazionale affinché vengano stabiliti idonei criteri e regole in relazione al mercato dell'ETS al fine di contrastare concretamente le frodi e le truffe ad esso connesse, e a livello nazionale per potenziare i dispositivi di controllo per eliminare i margini di speculazione finanziaria;
in riferimento all'esempio olandese, ad attivarsi concretamente affinché l'obbiettivo principale dell'agenda governativa italiana sia l'immediata e consistente riduzione delle emissioni clima-alteranti.
(7-00716) «Segoni, Artini, Baldassarre, Barbanti, Bechis, Matarrelli, Mucci, Prodani, Rizzetto, Turco».