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Atto a cui si riferisce:
C.1/00929 premesso che: il G7 tenutosi a Elmau lo scorso 7 e 8 giugno 2015 ha riconosciuto l'importanza della garanzia dei migliori standard di salute possibili come uno dei diritti...



Atto Camera

Mozione 1-00929presentato daCAPUA Ilariatesto diMercoledì 1 luglio 2015, seduta n. 452

La Camera,
premesso che:
il G7 tenutosi a Elmau lo scorso 7 e 8 giugno 2015 ha riconosciuto l'importanza della garanzia dei migliori standard di salute possibili come uno dei diritti fondamentali di ogni essere umano. Per questo motivo, i Paesi del G7, tra cui l'Italia, hanno ritenuto di impegnarsi fortemente per rafforzare i sistemi sanitari attraverso programmi bilaterali e strutture multilaterali;
il caso Ebola ha dimostrato che bisogna comunque migliorare le capacità di prevenzione, di protezione e di risposta a emergenze che mettono rischio a livello globale la salute pubblica e ha evidenziato quanto siano cruciali una mobilitazione puntuale e il dispiegamento di appropriate capacità di risposta. Il G7 è dunque pronto a sostenere ogni rafforzamento dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) capace di aumentare il suo grado di prontezza a crisi complesse, riaffermando il ruolo centrale di questa istituzione;
in quest'ottica il G7 sostiene l'implementazione del regolamento sanitario internazionale dell'Organizzazione mondiale della sanità e intende offrire assistenza ad almeno 60 Paesi, inclusi gli Stati dell'Africa Occidentale, per i prossimi cinque anni, sulla base delle competenze dei singoli Paesi e delle partnership esistenti. Un sostegno simile arriva dal G7 anche al piano della Banca Mondiale di sviluppare pandemic emergency facilities per convogliare rapidamente fondi a Governi, agenzie, organizzazioni non governative e altri attori e finanziare così il contenimento di pericolose epidemie prima che si trasformino in pandemie;
un altro importante tema sollevato dal G7 a Elmau è la resistenza antimicrobica, una nuova minaccia globale da sconfiggere per il successo attuale e futuro della medicina umana e veterinaria. L'impegno dei 7 Paesi non si ferma a garantire sostegno al piano globale d'azione adottato dall'Organizzazione mondiale della sanità, ma coinvolge anche l'atteggiamento delle singole nazioni con i loro piani specifici, nella convinzione della necessità di un utilizzo prudente degli antibiotici e di uno stimolo alla ricerca per lo sviluppo di nuovi antibiotici e alle terapie alternative. Il tutto secondo un approccio integrato one health che tiene insieme salute, uomo, animale e ambiente;
anche la lotta alle malattie tropicali neglette è entrata nell'agenda salute del G7, sancendo l'impegno per un investimento nella prevenzione e nel controllo di queste malattie anche grazie al sostegno alla mappatura e alla ricerca orientata a vaccini convenienti e di facile uso. Si tratta di un gruppo eterogeneo di malattie infettive croniche, che riguardano quasi esclusivamente le popolazioni che vivono in condizioni di estrema miseria nelle regioni in via di sviluppo dell'Africa, dell'Asia e delle Americhe. Ogni sforzo del G7 è mirato all'eliminazione di queste malattie nel 2020 anche attraverso un rifinanziamento nel 2016 del fondo globale contro Aids, tubercolosi e malaria;
l'Italia, anche grazie alle proprie comprovate esperienze e competenze di livello internazionale, non può esimersi da un ruolo attivo e in prima linea su ogni punto discusso in occasione del G7,

impegna il Governo:

a contribuire, nelle sedi opportune alla definizione del modello di riforma dell'Organizzazione mondiale della sanità ampiamente discusso e mai attuato, che porti alla riorganizzazione dell'Organizzazione mondiale della sanità nel contesto di una più ampia valutazione delle attività delle agenzie delle Nazioni Unite che si occupano di emergenze (sanitarie e non) in ambito umano, animale, ambientale e di sicurezza;
a promuovere modelli di cooperazione internazionale che includa anche il rafforzamento dei servizi sanitari dei Paesi a risorse limitate, anche attraverso la promozione di rapporti virtuosi con agenzie internazionali come Organizzazione mondiale della sanità, Food and Agricolture organization (FAO), Organizzazione mondiale della sanità animale (OIE), Programma alimentare globale (WFP);
a promuovere l'Italia come partner preferenziale nelle attività previste dalla Global Health Security Agenda promossa dal Governo degli Stati Uniti, anche in vista della posizione strategica dell'Italia per i Paesi del Mediterraneo;
ad essere parte attiva nel partenariato verso enti pubblici e associazioni non governative nella prevenzione, nella diagnosi e nella risposta a emergenze epidemiche come Ebola;
a declinare a livello nazionale secondo un approccio «one health» le indicazioni del G7 esposte nel documento «Sforzi congiunti per la lotta alla resistenza antimicrobica» in maniera tale da preservare, da un lato, l'efficacia degli antimicrobici esistenti e futuri e, dall'altro, promuovere la ricerca e lo sviluppo di nuovi antimicrobici, vaccini, trattamenti alternativi, e strumenti di diagnosi rapida e precoce;
a contribuire, economicamente e con le proprie risorse umane e di know how al piano di eradicazione globale delle malattie tropicali neglette, nell'ottica di un miglioramento delle condizioni di vita dei Paesi più poveri, da cui peraltro partono i flussi migratori verso il nostro Paese, con l'obiettivo di garantire condizioni sanitarie, ma anche complessivi contesti di vivibilità, che consentano a ciascun individuo di poter vivere aspettative esistenziali dignitose in qualsiasi nazione del mondo.
(1-00929) «Capua, Vargiu, Matarrese, Vitelli, Cimmino, Sottanelli, Quintarelli, Vecchio, Oliaro, Antimo Cesaro, Monchiero, Mazziotti Di Celso, Catania, Molea, Galgano, Rabino, Librandi, Pinna, D'Agostino, Bombassei».