• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/00801 con legge n. 71 del 24 giugno 2013, si è realizzata la conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, recante, tra l'altro, misure di contrasto ad emergenze...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-00801presentato daMANNINO Claudiatesto diMercoledì 31 luglio 2013, seduta n. 62

MANNINO e BUSTO. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:
con legge n. 71 del 24 giugno 2013, si è realizzata la conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, recante, tra l'altro, misure di contrasto ad emergenze ambientali e specificamente all'articolo 2 norme per evitare l'interruzione del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti urbani nel territorio di Palermo;
in relazione a tale legge, durante l’iter di conversione nella seduta n. 38, di venerdì 21 giugno 2013, il Governo ha accolto l'ordine del giorno n. 9/01197/048 a prima firma della deputata Mannino che impegna il Governo «ad adottare ogni idoneo provvedimento volto a privilegiare il completamento e/o la realizzazione dell'impianto di selezione di Partanna Mondello, dell'impianto di trattamento degli sfabricidi dell'edilizia e dell'impianto di trattamento del percolato entrambi previsti all'interno della discarica di Bellolampo»;
in data 26 giugno 2013, il commissario delegato per l'emergenza rifiuti in Sicilia di cui all'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 3887/2010 come prorogata sino al 31 dicembre 2013 decreto-legge n. 43 del 2013, dottor Marco Lupo ha presentano domanda di Autorizzazione integrata ambientale (A.I.A.) al dipartimento acqua e rifiuti dell'assessorato regionale energia e servizi di pubblica utilità della regione Sicilia, diretto dal medesimo dottor Marco Lupo, per i «Progetti degli impianti della piattaforma logistica per la gestione integrata dei rifiuti sita in località Bellolampo del comune di Palermo» relativi alla gestione, stoccaggio e recupero dei rifiuti;
in particolare, detta istanza riguarda, tra l'altro, «la realizzazione e la gestione di un impianto di biostabilizzazione aerobica previo trattamento di tritovagliatura e selezione del rifiuto per una capacità massima di 1000 tonn/giorno»;
l'istanza richiamata a firma del commissario dottor Marco Lupo è assolutamente coerente con la relazione tecnica, recante il progetto definitivo predisposto dal medesimo commissario relativamente alla Realizzazione di un impianto per il trattamento meccanico biologico della frazione residua di rifiuti solidi urbani (RSU), in cui si prevede la produzione di CSS (combustibile solido secondario, pagine 9 e 10 del documento) che ha come unica logica conseguenza l'incenerimento dello stesso, dato che si tratta di un combustibile ad alto potere calorifero che in quanto tale non può, per legge, andare in discarica ma solo finire in inceneritori o cementifici;
la stessa relazione richiamata prevede a pagina 33, paragrafo 6.3 relativo alla sezione di trattamento meccanico che «tale frazione troverà collocazione per i seguenti utilizzi: recupero di energia presso termovalorizzatori; invio ad impianti di recupero per la produzione di CDR; smaltimento in discarica»;
in data 17 luglio 2013 il Movimento 5 Stelle, nella persona del deputato dell'Assemblea regionale siciliana, Giorgio Ciaccio, denunciava che, in base a quanto risultava dai documenti prodotti dal dipartimento della protezione civile Sicilia, nella discarica di Bellolampo è prevista la realizzazione di un inceneritore;
in particolare nel verbale del 3 gennaio 2013, acquisito in forza di un accesso agli atti realizzato dal deputato Ciaccio, relativo alla «realizzazione degli impianti e delle infrastrutture di completamento della piattaforma integrata di Bellolampo» si può leggere come il responsabile unico del procedimento «rappresenta la necessità di determinare un quadro planimetrico dell'intera piattaforma di Bellolampo (...) individuando anche un'area per la localizzazione di un impianto di valorizzazione termica del rifiuto residuale da TMB» (le cosiddette ecoballe). In un verbale di qualche giorno prima, il responsabile unico del procedimento precisa che «l'impostazione progettuale (...) produrrà una frazione residuale secca che (...) dovrà essere inviata ad un impianto di valorizzazione energetica (esempio pirolisi o altro) da prevedere anche nell'ambito della medesima piattaforma di Bellolampo per il completamento del ciclo»;
in data 19 luglio il commissario Marco Lupo, a mezzo stampa, ha smentito la circostanza che sia previsto un impianto di termovalorizzazione o pirolisi tra i progetti per la piattaforma di Bellolampo, a Palermo, in particolare ha detto categoricamente che «i termovalorizzatori non sono previsti a Bellolampo, non sono previsti nel piano regionale e la Regione siciliana non intende ritornare a discutere di questo argomento che ritiene definitivamente superato»;
quanto affermato a mezzo stampa dal dottor Lupo lascia impregiudicata la questione sulla destinazione delle ecoballe (CDR o CSS) che verranno prodotte dal nuovo impianto di Bellolampo;
la realizzazione e la gestione di un impianto di «biostabilizzazione aerobica previo trattamento di tritovagliatura e selezione del rifiuto per una capacità massima di 1000 tonn/giorno» risulta essere del tutto sproporzionata rispetto alle necessità di un impianto che prevedesse un serio e sistematico ampliamento del ciclo della raccolta differenziata dei rifiuti;
la capacità massima di trattamenti pianificata per l'impianto di tritovagliatura costruendo è pari all'attuale tonnellaggio/giorno di rifiuti indifferenziato conferito (con una raccolta differenziata ferma al 6 per cento circa);
il combustibile solido secondario (CSS) si utilizza con finalità il recupero energetico (energia elettrica e/o termica) prevalentemente nei cementifici (nessun impianto in Sicilia ha l'autorizzazione AIA necessaria), inceneritori (la regione Sicilia ne è sprovvista) e centrali termoelettriche (non è conveniente per la quasi totalità degli impianti perché non è un buon combustibile, sporca la camera e il camino e ha bisogno di notevole combustibile per essere bruciato e mantenere la temperatura di servizio);
le abnormi dimensioni dell'impianto di tritovagliatura da costruire sono accompagnate dall'assenza di un verosimile programma di smaltimento delle ecoballe prodotte –:
se non ritenga urgente intervenire, per quanto di competenza, per verificare la rispondenza dell'attività pianificatoria del commissario agli obiettivi fissati dal Governo, modificando gli interventi previsti affinché le risorse destinate alla realizzazione del sovradimensionato impianto di tritovagliatura e biostabilizzazione siano destinate prioritariamente all'ampliamento ed al miglioramento degli impianti e delle attrezzature per la raccolta differenziata, attualmente ferma al 6 per cento.
(5-00801)