• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/01605 risale al 28 maggio 2015 la notizia, apparsa sul Corriere della Sera, della diffida che la Commissione europea, avrebbe indirizzato al nostro Paese; tale diffida è relativa alla...



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-01605presentato daMELILLA Giannitesto diMercoledì 8 luglio 2015, seduta n. 457

MELILLA. — Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . — Per sapere – premesso che:
risale al 28 maggio 2015 la notizia, apparsa sul Corriere della Sera, della diffida che la Commissione europea, avrebbe indirizzato al nostro Paese;
tale diffida è relativa alla elaborazione casearia;
è noto che l'Italia col suo prodotto, il made in Italy, detiene l'eccellenza per quello che riguarda la produzione di formaggi e latticini che si basa essenzialmente sull'uso di prodotto latteario fresco. La legislazione nazionale, con la legge n. 138 del 1974, vieta l'uso di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostruito per la produzione dei formaggi. Questo ha fatto sì che la produzione italiana divenisse una delle eccellenze alimentari in Europa, e nel mondo, data l'alta qualità del prodotto certificato ed espressamente riportato in etichetta;
la scelta assunta dall'Unione europea di obbligare l'Italia agli standard europei, sebbene con una piccola clausola che preserverebbe il marchio DOP, rappresenta un chiaro attacco alla produzione italiana migliore, minando così la superiorità del prodotto italiano e, quindi, abbassandone la qualità e la competizione economica all'interno dei mercati europei e alterandone il gusto. Il tutto a sfavore della economia nazionale e, invece, a favore delle economie altrui;
si viene così a ricreare, anche in questo campo la supremazia economica di alcune nazioni su altre, modificando sapore e qualità della produzione italiana e omologandola agli standard europei;
a fronte di questa scelta, a parere dell'interrogante, impropria e dannosa, le associazioni nazionali di produttori e consumatori stanno esprimendo il loro disappunto con iniziative e manifestazioni anche di grande levatura (in particolare di Coldiretti, Confagricoltura, CIA). C’è da chiedersi il motivo di questa decisione della Commissione europea, che solleva il dubbio di voler penalizzare una nazione che vanta una produzione alta di qualità di un bene alimentare non dannoso (eccetto le allergie individuali) alla salute pubblica e, oltretutto, non particolarmente dispendioso e abbordabile dalle tasche di molti –:
come intendano operare, i Ministri interroganti, nei confronti dell'Unione europea al fine di:
a) salvaguardare la produzione casearia italiana e la legislazione in merito alle scelte nazionali di produzione;
b) difendere l'eccellenza del made in Italy. (3-01605)