• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.9/01327/027 premesso che: la celiachia è un'intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente in avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale. Nel soggetto affetto,...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/01327/027presentato daNICCHI Marisatesto diMercoledì 31 luglio 2013, seduta n. 62

La Camera,
premesso che:
la celiachia è un'intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente in avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale. Nel soggetto affetto, il consumo di questi cereali provoca una reazione avversa dovuta all'introduzione di prolamine e gliadine con il cibo all'interno dell'organismo e provoca gravi danni alla mucosa intestinale, tra cui l'atrofia dei villi intestinali;
secondo la Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia per il 2010, nel nostro Paese la prevalenza della celiachia sia nei bambini che negli adulti è stimata intorno all'1%, per cui se si considera che la popolazione in Italia è di poco superiore a 60 milioni, significa che il numero potenziale dei celiaci si aggira intorno a 600 mila persone contro i circa 122 mila effettivamente diagnosticati e censiti;
curare la celiachia significa escludere dal proprio regime alimentare alcuni degli alimenti più comuni, come pane, pasta, biscotti, eccetera, e spesso eliminare ogni minima traccia di glutine dalla dieta. Questo incide notevolmente sulle abitudini quotidiane e sulla dimensione sociale del celiaco, rendendo necessarie un'adeguata educazione alimentare e appropriate garanzie da parte delle aziende che commercializzano prodotti contenenti glutine;
attualmente i prodotti senza glutine (con glutine inferiore a 20 ppm) sono considerati «prodotti dietetici» e godono quindi di una specifica normativa che ne garantisce la sicurezza per il consumatore celiaco in termini di assenza di glutine. In Italia, questi prodotti sono elencati nel registro nazionale dei prodotti dietetici senza glutine (decreto legislativo n. 111 del 1992) ed erogati gratuitamente ai celiaci dal Sistema Sanitario Nazionale (legge n. 123 del 2005);
il recente regolamento (UE) n. 609/2013 del 12 giugno 2013 prevede, dal 20 luglio 2016, l'abrogazione del regolamento (CE) 41/2009 relativo alla composizione e all'etichettatura dei prodotti alimentari adatti alle persone intolleranti al glutine, che stabilisce i criteri per la composizione e l'etichettatura dei prodotti dietetici destinati ai soggetti intolleranti al glutine;
la distinzione tra persone sane e persone con problemi di salute impone una differente disciplina, e se per le persone sane può valere la disciplina generica di tutela del consumatore, per quelle con problemi di salute occorre una disciplina specifica che – per quanto riguarda le persone affette da celiachia – veniva individuata proprio dal suddetto regolamento (CE) n. 41/2009, ora oggetto di prossima abrogazione dal regolamento (UE) n. 609/2013. Dal 21 luglio 2016, scomparirà dalle etichette la dicitura «prodotto dietetico»;
il regolamento (UE) n. 609/2013, finalizzato a introdurre elementi di semplificazione, indebolisce quindi quanto fatto fino ad oggi a favore dei celiaci. Come suesposto, viene infatti cancellata dalle etichette dei prodotti alimentari, la definizione di «prodotto dietetico», riducendo a una etichetta genetica la dicitura «senza glutine», e rimuovendo così la speciale protezione riservata ai celiaci garantita da una normativa stringente sui requisiti nutrizionali specifici e sui controlli relativi,

impegna il Governo

ad attivarsi nelle opportune sedi comunitarie, al fine di garantire una disciplina specifica a tutela delle persone affette da celiachia, mantenendo le garanzie finora a loro riservate dal regolamento (CE) 41/2009 – abrogato dal 20 luglio 2016 dal regolamento (UE) n. 609/2013 – riguardo la composizione e l'etichettatura dei prodotti dietetici destinati ai soggetti intolleranti al glutine.
9/1327/27. Nicchi, Piazzoni, Aiello, Vezzali.