• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/02994-B/053 premesso che: il provvedimento all'esame reca disposizione relative alla prevenzione e al contrasto della «dispersione scolastica»; entro il 2020, l'Italia dovrà raggiungere...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/02994-B/053presentato daBRESCIA Giuseppetesto diMercoledì 8 luglio 2015, seduta n. 457

La Camera,
premesso che:
il provvedimento all'esame reca disposizione relative alla prevenzione e al contrasto della «dispersione scolastica»;
entro il 2020, l'Italia dovrà raggiungere l'obiettivo del 10 per cento riguardo al fenomeno della dispersione scolastica; si tratta di uno fra i problemi più complessi e preoccupanti non solo del nostro paese ma anche in ambito europeo e mondiale. La «dispersione», infatti, non si identifica semplicemente con l'abbandono, ma può essere definita come un insieme di fattori che modificano il regolare svolgimento del percorso di studi di un ragazzo fino a determinarne un'uscita anticipata dal sistema scolastico;
l'indicatore che viene utilizzato per dar conto del fenomeno della dispersione in ambito europeo è quello degli early school leavers, definito come la quota di giovani fra i 18 e i 24 anni che hanno conseguito un titolo di studio al massimo di scuola secondaria di primo grado e che non partecipano ad alcuna attività di educazione e/o formazione;
nel nostro Paese vi è ancora una sensibile disparità di: attualmente al Sud la «dispersione» è diminuita dal 2013 a oggi passando dal 28,7 per cento al 21,5 per cento, tuttavia la media nazionale è del 19,2 per cento, ancora molto distante dall'obiettivo europeo da raggiungere; il tasso di scolarizzazione superiore è aumentato dal 67,4 per cento al 74,6 per cento e il tasso di partecipazione agli istituti superiori è passato dal 91,8 per cento al 94,2 per cento, in controtendenza con le Regioni del Nord che registrano un tasso inferiore;
considerato che:
poco più di due miliardi (2 miliardi e 160 milioni, per l'esattezza) arriveranno dal Fondo sociale europeo (FSE) e 860 milioni dal Fondo europeo sviluppo regionale (FESR) e saranno così ripartiti: 2,1 miliardi per le Regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), 200 milioni per le regioni in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna) e 700 milioni per tutte le altre più sviluppate del Centro-Nord. In totale saranno interessati circa novemila istituti, tre milioni di studenti e duecentocinquantamila tra docenti e personale scolastico;

impegna il Governo

a garantire che, nelle aree a forte disagio socio-ambientale e nelle scuole «a rischio», il numero di alunni e alunne per classe non sia superiore a 20.
9/2994-B/53. Brescia.