• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.5/06031 il sistema Mose (modulo sperimentale elettromeccanico) è un sistema di paratoie mobili a scomparsa, concepito per la difesa di Venezia e della sua laguna dalle acque alte, i cui lavori di...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-06031presentato daSPESSOTTO Ariannatesto diGiovedì 9 luglio 2015, seduta n. 458

SPESSOTTO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo . — Per sapere – premesso che:
il sistema Mose (modulo sperimentale elettromeccanico) è un sistema di paratoie mobili a scomparsa, concepito per la difesa di Venezia e della sua laguna dalle acque alte, i cui lavori di esecuzione sono stati affidati al Consorzio Venezia Nuova;
a seguito delle recenti indagini condotte dalla procura di Venezia per una serie di reati legati alla realizzazione del Mose, i lavori per la costruzione delle paratoie mobili alle bocche di porto, risultano, per quanto di conoscenza, fermi da otto mesi, così come i cantieri del consorzio Venezia Nuova;
in particolare, tale interruzione nell'esecuzione dei lavori sarebbe conseguente allo svolgimento delle indagini tuttora in corso da parte della magistratura e all'impossibilità di bandire nuove gare d'appalto per le opere ancora in via di realizzazione;
stando alle ultime notizie di stampa, un ulteriore slittamento della data conclusiva dei lavori di realizzazione del Mose al 2018 appare altresì altamente probabile, proprio alla luce dei ritardi accumulati soprattutto negli ultimi mesi, con un costo quantificato pari a oltre 150 milioni di euro, relativo ai danni dell'interruzione dei lavori per l'opera di cui in oggetto;
per quanto riguarda i lavori di realizzazione del Mose, data l'ampiezza della bocca di porto e la presenza di due canali con profondità diverse, in località Lido sono previste due schiere di paratoie: una sul canale di Treporti a nord (21 paratoie per uno sviluppo di 420 metri) e una sul canale di San Nicolò a sud (20 paratoie per uno sviluppo di 400 metri);
in particolare, il progetto per il canale di Lido Treporti — largo 420 metri e profondo 6 metri — prevede per questa barriera 21 paratoie, ciascuna delle quali lunga 18,55 metri e larga 20 metri, incernierate ai 7 cassoni di alloggiamento, costruiti all'interno del bacino lato mare del porto rifugio;
con deliberazione del consiglio comunale di Cavallino Treporti n. 22 del 13 aprile 2015, è stato adottato il Masterplan riferito al lungomare Dante Alighieri in località di Cavallino, area paesaggistica che è stata investita, nel corso degli ultimi dieci anni, dalle consistenti opere del Mose che ne hanno alterato profondamente la conformazione e le originarie valenze ambientali;
il lungomare confina con ambiti paesaggistici di rilievo e sta subendo una profonda trasformazione, non ancora completata, a causa della realizzazione del gigantesco progetto del MOSE, che in questo punto ha realizzato le barriere mobili con il rifacimento completo delle sponde oltre ad un'isola centrale in mezzo alla bocca di porto, comportando una radicale trasformazione dell'assetto urbanistico e paesaggistico dell'intera area adiacente;
proprio in ragione degli interventi strutturali previsti per il Mose, tale progetto ha modificato per sempre, in questo tratto di Cavallino, il rapporto tra il lungomare ed il canale di porto ed ha di fatto negato l'interfaccia con il mare che era sempre rimasta nel corso degli anni;
a causa della grande trasformazione messa in atto dal MOSE, si verifica la cesura del rapporto tra il lungomare Dante Alighieri e l'acqua, sia acqua della laguna che acqua della bocca di porto. Questa cesura si attua sia sul piano orizzontale, poiché la linea di costa si è letteralmente spostata di decine di metri verso l'acqua, sia sul piano verticale poiché buona parte dell'opera idraulica si situa ad una quota superiore rispetto al piano stradale di circa 1,5 metri. Questi fattori fisici vanno a detrimento della situazione del lungomare che ora assume quasi un ruolo di retro rispetto al rapporto con l'acqua;
inoltre, si rileva come l'infrastruttura del Mose arrivi ad a avere quote di 3,5 metri dall'altezza medio mare, creando un vero ostacolo all'accesso all'acqua, mentre generalmente le sponde in laguna misurano 1,7 metri e il progetto di base prevedeva terrapieni aventi quote conformi al territorio. Questo indicatore di altezza rappresenta un ulteriore forte impatto negativo sul territorio di Cavallino Treporti per le attività imprenditoriali dell'area;
nonostante l'area situata al termine del lungomare Dante Alighieri, verso il Faro di Punta Sabbioni, rappresenti una zona di grande interesse paesaggistico facente parte della Rete Natura 2000, riconosciuta come zona SIC e ZPS, attualmente l'area versa in uno stato di grave abbandono e degrado;
al contrario delle altre bocche di porto, quelle riferite al lato Lido nord, lato Cavallino-Treporti (VE), presentano, a ridosso del cantiere, oltre alle numerose abitazioni private, anche numerose attività economiche, turistiche e commerciali, come campeggi, affitta camere e appartamenti, e attività di ristorazione (bar, ristoranti, pizzerie);
a causa dei sopracitati ritardi nell'esecuzione dei lavori, sia le attività economiche che gli abitanti di Cavallino, oltre a subire i disagi legati a cantieri costantemente rumorosi, inquinanti e spesso privi di controlli efficaci, sono stati privati, durante questi lunghi 11 anni, della visione e del contatto con la laguna, elemento paesaggistico considerato vitale dalla comunità, insieme alla sua spiaggia e alla sua acqua;
i comitati cittadini della comunità di Cavallino-Treporti hanno denunciato in questi anni la perdita, per il territorio del litorale, di importanti risorse turistiche legate alla laguna, oltre ad aver subito gravi danni economici, mai realmente compensati;
nello specifico, per quanto di conoscenza, la zona lagunare avrebbe subito un progressivo depauperamento dovuto ai metodi di lavoro adottati fin dall'inizio per la realizzazione delle paratoie, spesso irriguardosi nei confronti di chi li abita e lavora: scarico di sassi a terra — effettuati direttamente dai ribaltabili dei camion — con conseguenti vibrazioni che hanno provocato danni strutturali agli edifici; traffico di mezzi pesanti che hanno distrutto la sede stradale e ciclabile di Cavallino, ancora oggi da sistemare; macchine operatrici ed imbarcazioni che hanno operato, a ridosso delle abitazioni, a tutte le ore del giorno e della notte, con effetti inquinanti sia con riguardo all'acustica sia alla qualità dell'aria; e non ultimi i recenti lavori di frantumazione a vibrazione degli inerti in cemento armato a pochi metri dalle abitazioni;
inoltre, nonostante fosse previsto il trasferimento «attraverso acqua» dei materiali utilizzati per i vari cantieri del Mose, risulta agli interroganti, come denunciato dagli abitanti di Cavallino, che i suddetti materiali per la costruzione dell'isola nuova siano passati dalle piarde sud e soprattutto nord di Punta Sabbioni, a ridosso della città di Cavallino –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza della grave situazione di disagio vissuta dagli abitanti della località di Cavallino Treporti a causa del ritardo fatto registrare nel completamento dei lavori per la realizzazione delle paratoie del Mose e se possa riferire informazioni certe, per quanto di competenza, in merito alla presunta data di conclusione dei suddetti lavori e all'accessibilità alle piarde e al bacino;
a fronte dei fatti esposti in premessa, per la sua valenza specifica di strumento ordinatore, se il Ministro non ritenga opportuno acquisire per il Masterplan riferito al lungomare Dante Alighieri il parere della soprintendenza per le belle arti e il paesaggio per Venezia e laguna ed assumere, per quanto di competenza, ogni iniziativa utile per far rimuovere quelle parti del cantiere di Cavallino Treporti ormai dismesse e divenute inutilizzabili, in modo da favorire la graduale liberazione della zona di Treporti, interessate dalla presenza di ormeggi per imbarcazioni da pesca, dai cantieri e restituire in tal modo anche a chi vive e lavora nella zona del lungomare Dante Alighieri l'affaccio sulla laguna;
in un'ottica di compensazione della esternalità negativa provocata dalla realizzazione del MOSE, se il Ministro possa riferire informazioni aggiornate in merito alla previsione o meno, nell'ambito dei costi complessivi stimati per la realizzazione dell'opera, anche degli oneri previsti per le opere di sistemazione, per i danni provocati alle infrastrutture di Cavallino Treporti e se siano stati altresì programmati, in particolare, interventi urgenti per la sistemazione delle opere viarie della zona, disastrate da undici anni di cantieri. (5-06031)