• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/00699 ORRU', PADUA, PAGLIARI, MOSCARDELLI, MORGONI, MIRABELLI, MATTESINI, MINEO, DEL BARBA, COLLINA, BIANCO, PARENTE - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-00699 presentata da PAMELA GIACOMA GIOVANNA ORRU'
giovedì 1 agosto 2013, seduta n.087

ORRU', PADUA, PAGLIARI, MOSCARDELLI, MORGONI, MIRABELLI, MATTESINI, MINEO, DEL BARBA, COLLINA, BIANCO, PARENTE - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

l'attuale linea ferroviaria che collega Palermo a Trapani, della lunghezza di 125,17 chilometri, via Milo e Calatafimi, venne inaugurata il 28 ottobre 1937, quando venne aperto all'esercizio il tratto di linea, lungamente atteso, di 47 chilometri tra Alcamo diramazione, Milo e Trapani. Il primo collegamento tra le due città tuttavia risale al 1881, quando la Società sicula occidentale inaugurò l'ultimo tratto intermedio di collegamento;

la linea ferroviaria Palermo-Trapani via Milo è l'ideale prosecuzione della linea costiera Messina-Palermo e collega i due capoluoghi di provincia;

il 25 febbraio 2013, a seguito della caduta sui binari di circa 40 metri cubi di detriti, franati da un terrapieno a causa del maltempo, è stata sospesa poco dopo le ore 14.00 la circolazione ferroviaria tra Salemi e Castelvetrano, sulla linea Palermo-Alcamo-Trapani via Milo. Subito dopo il cedimento strutturale le squadre tecniche di Rfi, che gestisce per conto di Ferrovie dello Stato l'intera rete ferroviaria italiana, si sono messe all'opera per ripristinare le condizioni di circolazione, prevedendo di riprendere la normale circolazione nei giorni immediatamente successivi al cedimento;

da febbraio ad oggi, tuttavia, la tratta non è mai stata riaperta e Rfi, nonostante abbia un contratto con la Regione Sicilia, ha deciso di sospendere definitivamente la tratta a partire dall'11 agosto;

la tratta ferroviaria è strategica per la provincia di Trapani, in quanto la allaccia all'aeroporto di Birgi e, soprattutto, mette in collegamento i due aeroporti della Sicilia occidentale (Punta Raisi di Palermo e Birgi di Trapani). Il danno che si è creato con il mancato ripristino della tratta ferroviaria, dunque, non riguarda solo la provincia di Trapani ma ha ripercussioni su tutto il territorio nazionale in termini di mancata ricaduta economica legata al turismo della Sicilia e dell'Italia, oltreché sulla mobilità di un migliaio di persone tra lavoratori e passeggeri;

la tratta costituisce, infatti, una via cruciale per lo sviluppo del territorio che necessita di potenziamento, non di interruzioni e dismissioni e che, però, poiché i problemi della linea sono di tipo strutturale, sembra essere stata dimenticata dal Programma infrastrutture strategiche emanato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nell'aprile 2013;

infatti, da notizie di stampa, si apprende che la chiusura della tratta Alcamo-Trapani sarebbe in netto contrasto con quanto concordato da Rfi con il Ministero nell'ambito del contratto di programma 2012-2014;

finora il percorso è stato assicurato da un servizio sostitutivo effettuato in pullman ma anche questo servizio sembrerebbe a rischio: pare infatti che vi sia l'intenzione di mantenerlo attivo solo per un breve periodo. Ciò significa che, da metà agosto 2013, si potrà andare da Palermo a Trapani via ferrovia solo via Castelvetrano con un dispendio di tempo di 5 ore;

sin dall'immediato periodo successivo alla mancata riapertura della tratta, da parte dei sindacati del settore e della popolazione locale coinvolta sono state rivolte richieste, più volte reiterate, al Ministro, al Presidente della Regione Sicilia e al prefetto di Trapani, oltre che ai vertici regionali e nazionali di Ferrovie dello Stato SpA e di Rfi, nonché sono stati promossi numerosi incontri a livello locale, ricevendo sempre risposte vaghe che rinviavano puntualmente alla responsabilità di altri organi;

a quanto consta agli interroganti, sembrerebbe che Rfi non abbia più interesse alla riapertura della tratta ferroviaria per gli elevati costi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Se così fosse, a giudizio degli interroganti si tratterebbe dell'ennesimo atto sconsiderato contro il diritto alla mobilità e condurrebbe al progressivo isolamento di alcuni comuni come Trapani, Calatafimi-Segesta e Alcamo, oltre al mancato collegamento veloce tra i due aeroporti richiamati. Tutto ciò condurrebbe ad una decrescita dell'economia trapanese già fortemente in crisi,

si chiede di conoscere:

quali siano gli enti a cui attiene la responsabilità decisioria della tratta ferroviaria Alcamo-Trapani via Milo;

se al Ministro in indirizzo risultino, qualora fosse realmente confermata la notizia della dismissione della tratta, le determinazioni sulla base delle quali si è arrivati a tale decisione;

quali siano gli intendimenti del Ministro al fine di garantire, al più presto, il collegamento più celere possibile tra gli aeroporti di Punta Raisi di Palermo e Birgi di Trapani, ed il territorio coinvolto dalla presunta dismissione della tratta.

(4-00699)