• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/00255 da anni i cittadini di Pisticci, comune in provincia di Matera, lamentano lo stato di disagio e di invivibilità cui è sottoposta in particolare la comunità residente soprattutto nel quartiere...



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-00255presentato daLATRONICO Cosimotesto diVenerdì 2 agosto 2013, seduta n. 64

LATRONICO. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:
da anni i cittadini di Pisticci, comune in provincia di Matera, lamentano lo stato di disagio e di invivibilità cui è sottoposta in particolare la comunità residente soprattutto nel quartiere residenziale di Pisticci scalo, ma anche nell'intera area della città, dovuta alla persistente presenza di miasmi che spesso provocano malesseri nelle popolazioni costrette a convivere con tali emissioni; i cittadini per non percepire gli odori nauseabondi sono costretti a tenere i balconi chiusi e lamentano patologie quali diarrea, depressione, stanchezza cronica, mal di testa e ansia;
secondo il comitato cittadino da tempi costituiti allo scopo, gli odori nauseabondi provengono dalla Tecnoparco Valbasento spa che si occupa di smaltimento e trattamento di rifiuti industriali e speciali e produce energia utilizzando una centrale ad olio di palma;
il sindaco di Pisticci, responsabile cittadino della salute pubblica e di recente delegato per la questione dal governatore della regione Basilicata, ancora non ha attivato il tavolo tra i comitati cittadini, le istituzioni e la società Tecnoparco spa, nonostante la promessa di chiudere la questione entro il mese di aprile 2013;
dal canto suo la Tecnoparco spa evidenzia posizioni contraddittorie non avendo avviato, nonostante le promesse, alcuna interlocuzione col comitato cittadino «Pisticci Scalo Pulita»; viceversa la dirigenza dell'azienda ha affermato alla stampa che «la lavorazione industriale dei nostri rifiuti non provoca danni all'ambiente, anzi»; inoltre ha dichiarato che «in nome del corretto rapporto istituzionale e con le popolazioni, abbiamo deciso di accettare la copertura (delle vasche di depurazione), in modo da eliminare anche qualche minimo odore che potrebbe esserci»;
infine, motivando l'iniziativa come sistema per allontanare i miasmi da Pisticci Scalo, la società ha già inoltrato istanza di autorizzazione allo stoccaggio dei materiali trattati (e di ulteriori nuovi reflui) in un altro impianto di depurazione, ubicato a circa 2.500 metri dal quartiere, a monte e sopravento rispetto al centro abitato;
la stampa denunzia altresì che non risultano effettuati controlli sufficienti e significativi delle acque trattate immessi dalla Tecnoparco nei corpi idrici, nonostante siano diverse la Autorità competenti: agenzie regionali, forestale, ASL, nuclei specializzati dei carabinieri; mancherebbe soprattutto un misuratore di portata a valle dell'impianto, che consenta di ottenere un bilancio idraulico e di impedire che il carico inquinante sia ridotto, fin sotto ai limiti di legge, per semplice diluizione con acqua pulita (tassativamente proibita dalla norma) e senza alcun trattamento biochimico;
se, in relazione alla vicenda esposta in premessa, i Ministri interrogati non ritengano opportuno assumere iniziative, nei limiti delle loro competenze ai fini della verifica del rispetto delle normative ambientali e di tutela della salute pubblica anche per il tramite del comando dei Carabinieri per la tutela dell'ambiente. (3-00255)