• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/01586 in data 20 aprile 2013, il signor Marcolino Marra, nato a Cellino San Marco, il 4 novembre 1967, veniva tratto in arresto, presso la propria abitazione, dagli agenti Canali Vincenzo, Capaldo...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-01586presentato daZAN Alessandrotesto diLunedì 5 agosto 2013, seduta n. 65

ZAN. — Al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che:
in data 20 aprile 2013, il signor Marcolino Marra, nato a Cellino San Marco, il 4 novembre 1967, veniva tratto in arresto, presso la propria abitazione, dagli agenti Canali Vincenzo, Capaldo Enrico, Sacco Marco, Sapochetti Mattia, Carlesi Anna e Cutrone Gianfranco, in servizio presso il commissariato di pubblica sicurezza Viminale di Roma, per i reati di resistenza a pubblico ufficiale, atti osceni alla pubblica decenza, oltraggio a pubblico ufficiale, minacce aggravate;
dal verbale di arresto risulta che gli agenti di polizia intervenivano per una richiesta del signor Marco Calvani, nato a Prato l'11 dicembre 1980, che segnalava una lite in Roma, via Milazzo n. 59;
sui luoghi non apparivano tracce riferibili ad una lite, né alla commissione di alcun reato. Peraltro, occorre segnalare, che esattamente di fronte si trova una caserma dei Carabinieri;
quindi, sulla scorta delle dichiarazioni del Calvani relative ad una presunta appropriazione indebita commessa ai suoi danni, gli agenti di polizia si spostavano all'interno dell'edificio, presso l'abitazione privata del signor Marra, e procedevano, oltre che all'identificazione personale, ad ispezione e perquisizione;
tuttavia gli agenti di polizia non effettuavano alcun riscontro sulle dichiarazioni del Calvani, né relativamente alla lite, né sull'asserita appropriazione indebita, rispetto alla quale neanche procedevano ad individuare gli oggetti, la loro provenienza e la relativa proprietà;
l'intervento degli agenti di polizia appariva all'interrogante abnorme per i mezzi e le modalità con le quali veniva espletato. Sui luoghi, in mancanza di riscontri sulla commissione di alcun reato, convergevano tre o quattro volanti della polizia, almeno sei agenti procedevano e verbalizzavano, altri ancora attendevano in strada. Un impiego di personale e di mezzi che appare all'interrogante ingiustificato rispetto ad una segnalazione di quel tipo, in assenza flagranza di reato e di qualunque accertamento;
quindi, gli agenti si recavano presso l'abitazione privata del signor Marra e procedevano al suo arresto per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Nel verbale, tuttavia, si ometteva di annotare la presenza di numerosi condomini, che accorrevano in soccorso del signor Marra allarmati dalle modalità di svolgimento di tali operazioni;
il signor Marra è stato colto all'improvviso nel sonno, indossava un pigiama, non offendeva, non minacciava, né tanto meno opponeva resistenza agli agenti di polizia giudiziaria, ma era sensibilmente confuso e impaurito, chiedeva solo spiegazioni e che gli fosse consentito di esibire i documenti. Precisano, inoltre, che toni e atteggiamenti di prevaricazione erano riferibili proprio ad alcuni agenti di polizia giudiziaria, i quali procedono all'arresto del signor Marra, lo trascinano per le scale, svestito, scalzo, di fronte a tutti, senza consentirgli di prendere qualche effetto personale –:
se risulti che l'operazione di polizia sia stata effettuata con mezzi e forze sproporzionate;
se sia o meno da considerarsi anomala la procedura di identificazione personale avvenuta presso un'abitazione privata, nonché l'ispezione e la perquisizione;
se non vi siano irregolarità sullo stato di flagranza. (4-01586)