• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/09871 la Tirreno Power è uno dei principali produttori di energia elettrica in Italia; è presente con 20 centrali di cui 3 termoelettriche (tra le quali Vado Ligure), e 17 centrali elettriche; ...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09871presentato daZOLEZZI Albertotesto diGiovedì 16 luglio 2015, seduta n. 463

ZOLEZZI, TERZONI, BUSTO, DE ROSA, DAGA, MICILLO e MANNINO. – Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:
la Tirreno Power è uno dei principali produttori di energia elettrica in Italia; è presente con 20 centrali di cui 3 termoelettriche (tra le quali Vado Ligure), e 17 centrali elettriche;
tra il 2000 e il 2007, secondo la procura della Repubblica di Savona, circa quattrocento persone residenti nell’«area di ricaduta» della centrale elettrica Tirreno Power di Vado Ligure e Quiliano sarebbero decedute per gli effetti delle emissioni in atmosfera dei gruppi a carbone che alimentano la centrale stessa;
secondo il procuratore ci sarebbero stati anche «tra i 1.700 e i 2.000 ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari e 450 bambini sarebbero ricoverati per patologie respiratorie e attacchi d'asma tra il 2005 e il 2012»;
sull'attività di Tirreno Power sono aperti da tempo due filoni d'inchiesta da parte della procura, uno per disastro ambientale e l'altro per omicidio colposo. Per il primo filone sono arrivate anche le dimissioni dell'ex direttore generale della centrale di Vado Ligure, chiamato a rispondere sulle emissioni degli impianti e indagato per disastro ambientale;
l'11 marzo 2014 il gip di Savona ha disposto il sequestro di due gruppi a carbone della centrale di Vado Ligure, per il superamento alcuni limiti di emissioni imposti dall'autorizzazione integrata ambientale;
da quanto riportato su un articolo di Ferruccio Sansa de il Fatto Quotidiano, del 15 luglio 2015, le registrazioni degli investigatori «dimostrano come la pubblica amministrazione con particolare riferimento all'allora Viceministro dello sviluppo economico, Claudio De Vincenti, si adoperi per suggerire la strada a Tirreno Power per aggirare la prescrizione che impone la copertura del carbone. De Vincenti secondo gli investigatori avrebbe ipotizzato di chiedere al Csm un'azione disciplinare contro il pm Francantonio Granero.». E per proseguire «le frasi dei dirigenti dei Ministeri sono rivelatrici: Se si volesse fare una cosa pulita. Questa pulita non potrà mai essere meno sporca...» e ancora «Abbiamo una porcata da fare in trenta minuti, scritta da loro, dallo sviluppo economico [...] Mi sputerei in faccia da solo». Fino ad un riferimento forse all'ILVA: «stiamo scrivendo un'altra norma porcata... c'ho un conato»;
sul quotidiano La Stampa, del 15 luglio 2015, a firma di Marco Grasso e Marco Menduni così viene riportata la vicenda: «la macchinazione per costruire una norma ad hoc che contenga un'interpretazione di più favorevole a Tirreno Power, coinvolge i più alti livelli e nell'inchiesta dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Genova si citano spesso (anche se non appaiono mai direttamente) due membri del Governo. Il primo è Claudio De Vincenti (PD), ex viceministro dello sviluppo economico, oggi sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che secondo i militari si adopera per suggerire la strada a Tirreno Power per aggirare le prescrizioni ambientali, e vorrebbe un'ispezione del Csm per bloccare il titolare delle indagini, il procuratore di Savona Francantonio Granero. Il secondo è il suo ex superiore, Federica Guidi, nel cui ufficio riceverebbe l'ex Guardasigilli Paola Severino, avvocato difensore della Tirreno Power. Tema del summit, per gli inquirenti, sarebbe proprio il piccolo “Porcellum”»;
dalle intercettazioni ambientali di due alti funzionari del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, Giuseppe Lo Presti, dipendente della divisione per il rilascio dell'AIA (autorizzazione integrata ambientale) e Antonio Milillo emerge il dissenso e il disgusto per la predisposizione di una norma volta a «stressare il sistema»;
continuando, dall'intercettazione risulta che «l'avvocato Paola Severino abbia a questo proposito un incontro con il Ministro dello sviluppo economico Federica Guidi»;
da quanto appreso dal quotidiano la Repubblica, del 15 luglio 2015, si evince che l'ex presidente della regione Liguria, Claudio Burlando, abbia operato per «delegittimare la consulenza tecnica epidemiologica ambientale». Precisamente «il 18 giugno del 2014 Minervini», direttore del dipartimento ambiente regionale «chiama Franco Merlo, biologo dell'istituto nazionali tumori di Genova. Merlo: ...Ti manderemo qualcosa... ma poi insomma ti organizzi... la metti insieme in un documento unico o ciascuno ? Minervini: Si e la firmo io in un verbale... che noi abbiamo fatto una cosa che era... diciamo così, che seguiva gli schemi scientifici» –:
se il Governo, in virtù di quanto esposto in premessa, specie in relazione agli ultimi gravi avvenimenti che hanno interessato le figure del Ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi, e del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, considerato che le intercettazioni sembrano, secondo gli interroganti, confermare il tentativo di «aggirare le prescrizioni ambientali» a vantaggio della Tirreno Power, non ritenga opportuno avviare una valutazione in merito all'effettive responsabilità dei membri del Governo coinvolti nelle vicende riportate a mezzo stampa;
se il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare non intenda adoperarsi per un'analisi della produzione energetica mediante centrali a carbone avviando il nostro Paese al superamento di tale tecnologia inquinante, inutile e dannosa per la salute e per l'ambiente. (4-09871)