• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00741 premesso che: l'aeroporto «Giuseppe Verdi» di Parma attraversa da tempo notevoli difficoltà di sviluppo, dovute principalmente alle scarse risorse finanziarie messe a disposizione...



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00741presentato daBERGAMINI Deborahtesto diVenerdì 17 luglio 2015, seduta n. 464

La IX Commissione,
premesso che:
l'aeroporto «Giuseppe Verdi» di Parma attraversa da tempo notevoli difficoltà di sviluppo, dovute principalmente alle scarse risorse finanziarie messe a disposizione dagli enti locali azionisti, registrando perdite croniche che oscillano tra i 3,5 e i 4 milioni di euro l'anno. La situazione di profonda crisi ha rappresentato, in particolare nell'ultimo anno, una costante minaccia per l'intero territorio della città emiliana, che rischia di perdere un'infrastruttura così importante e strategica;
alle scarse risorse si aggiunge la forte disattenzione da parte delle istituzioni, in particolare della regione, che avrebbe dovuto provvedere, già da diverso tempo, allo sviluppo di un progetto coordinato tra le aerostazioni di Parma, Forlì e Rimini, al fine di consentire uno sviluppo tra gli stessi aeroporti che invece si sono trovati a dover affrontare autonomamente una ingente crisi economica e, soprattutto, di gestione delle stesse aerostazioni;
per far fronte a tale situazione di crisi, il 4 febbraio 2015 ha avuto luogo un incontro, in municipio, tra la città di Parma ed una società cinese intenzionata ad acquistare l'aeroporto «Giuseppe Verdi». Con l'occasione i rappresentanti della società cinese avevano illustrato la volontà di costruire a Parma un centro espositivo commerciale, che avrebbe potuto rappresentare un importante punto di riferimento per il mercato europeo e nordafricano;
dal febbraio 2015, non si è però avuta alcuna ulteriore notizia in merito all'investitore cinese interessato all'acquisto dell'aeroporto e, soprattutto, comune e regione non sono stati in grado di trovare una soluzione alla crisi dello scalo;
in prossimità della definitiva crisi dell'aeroporto, dopo che il presidente ed il direttore generale della società Sogeap, che gestisce lo scalo parmense, hanno denunciato la definitiva impossibilità di proseguire l'attività per mancanza di fondi, gli industriali parmensi hanno generosamente provveduto ad offrire all'aeroporto una soluzione, anche se temporanea, in grado di bloccarne la chiusura;
l'8 giugno 2015, alla vigilia dell'assemblea dei soci Sogeap dell'11 giugno, che avrebbe deciso sulla messa in liquidazione della società, si è tenuto infatti un consiglio direttivo straordinario dell'Unione Industriali di Parma, che si è impegnato a sottoscrivere un aumento di capitale di cinque milioni di euro, permettendo all'aeroporto «Giuseppe Verdi» di rimanere operativo per i prossimi due anni;
l'impegno economico messo a disposizione dall'Unione parmense degli industriali deve essere funzionale ad un serio progetto di rilancio, capace di attirare nuovi investitori e rendere competitivo l'aeroporto, per evitare, in questo modo, la chiusura nei prossimi due anni;
è necessario quindi monitorare la stesura di un corretto piano industriale che consenta all'aeroporto di Parma di superare definitivamente la crisi, aumentando il numero dei passeggeri che vi transitano (che oggi è pari a 200.000, ma che potrebbe arrivare almeno a 800.000), e implementandone l'uso per finalità commerciali legate all'import e all'export dei prodotti locali;
tale ambizioso obiettivo richiede un'azione coordinata che deve essere garantita in primis dalle Istituzioni, in particolare attraverso l'interesse fattivo di regione e comune, che hanno tenuto fino ad ora un atteggiamento troppo incerto e mai decisivo sul destino dell'aeroporto, che oggi è salvo solo grazie al provvidenziale intervento degli industriali;
l'aeroporto di Parma costituisce una importante risorsa per il collegamento di un territorio che ospita una sede universitaria di prestigio, con settori di ricerca nel campo medico e fisico, dotato di un'alta concentrazione di attività economiche, artigianali, industriali e del terziario. Inoltre, dal 2007 Parma è sede dell'autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), al cui insediamento è stata subordinata la presenza in città di un aeroporto internazionale;
è importante sottolineare che, in futuro, una eventuale chiusura dell'aeroporto «Giuseppe Verdi» si prospetta assolutamente dannosa sia per il territorio che per gli scali aeroportuali vicini a quello di Parma al quale, molto spesso, è richiesto un supporto logistico in situazioni di maltempo. Inoltre, qualora l'aeroporto dovesse chiudere, la città di Parma si troverebbe ad essere collegata soltanto da treni regionali, non essendo nemmeno raggiungibile attraverso treni ad alta velocità,

impegna il Governo

ad intraprendere le opportune iniziative di competenza volte a sostenere ed agevolare la stesura di un corretto piano industriale che consenta all'aeroporto «Giuseppe Verdi» di Parma di superare definitivamente la crisi, nonché a monitorare gli sviluppi del progetto di rilancio, affinché questo sia in grado di rendere competitivo lo scalo, attraverso l'aumento del numero di passeggeri che oggi vi transitano, ed il potenziamento del proprio utilizzo in termini di attività legate al commercio dei prodotti locali.
(7-00741) «Bergamini, Nizzi, Squeri».