• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/03098-A/052 premesso che: il presente disegno di legge presenta agli articoli 14 (comma 1, lettera m), punto 2) e 15 numerose disposizioni in materia di servizi pubblici locali; la materia...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/03098-A/052presentato daFRATOIANNI Nicolatesto diVenerdì 17 luglio 2015, seduta n. 464

La Camera,
premesso che:
il presente disegno di legge presenta agli articoli 14 (comma 1, lettera m), punto 2) e 15 numerose disposizioni in materia di servizi pubblici locali;
la materia concerne, tra le altre, anche la questione del servizio idrico, sulla quale, si ricorda, si sono espressi negli ultimi anni una pluralità di soggetti, tra cui la Corte Costituzionale e i cittadini, attraverso alcuni quesiti referendari;
il 12 e il 13 giugno 2011, infatti si è svolto il referendum abrogativo di alcune norme concernenti la modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica e la determinazione della tariffa del servizio integrato in base alla remunerazione del capitale investito, nel quadro di un più complesso momento referendario che prevedeva quattro quesiti;
in particolare, il quesito 1 chiedeva ai cittadini di esprimere la propria volontà circa l'abrogazione dell'articolo 23-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 e successive modificazioni, e il comma 1, articolo 154, del decreto legislativo 2 aprile 2006, n. 152;
il referendum abrogativo si è espresso in maniera cristallina, con percentuali che hanno superato il 95 per centro per entrambi i quesiti, circa il rifiuto di una possibile gestione privatistica dell'acqua, configurabile come bene comune, per il quale viene richiesta, invece, una gestione pubblica a tutela di una risorsa essenziale che, come tale, non può essere soggetta alla dinamiche di mercato;
il 28 luglio 2010 anche l'Assemblea Generale delle Nazioni unite ha riconosciuto, con la risoluzione GA/10967, il diritto all'acqua quale diritto umano universale e fondamentale, il quale deve essere garantito come salubre ed accessibile;
all'interno del disegno di legge, tuttavia, viene previsto solamente un generico impegno a «tenere conto» dei risultati del referendum, una formulazione che appare assolutamente lacunosa e in grave contrasto con quanto stabilito dalla sentenza della Corte Costituzionale del 17-20 luglio 2012, n. 199, che cassò l'articolo 4 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 in quanto violava il divieto di ripristino della normativa abrogata dalla volontà popolare, desumibile dall'articolo 75 della Costituzione,

impegna il Governo

a tenere conto nei successivi interventi normativi e finanziari concernenti i servizi pubblici locali di rilevanza economica della volontà popolare emersa dal referendum abrogativo del 12 e 13 giugno 2011, che hanno indicato in modo chiaro quale sia l'orientamento dei cittadini in materia di proprietà e gestione delle risorse idriche.
9/3098-A/52. (Testo modificato nel corso della seduta) Fratoianni, Scotto, Quaranta, Costantino.