• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/00712 LEPRI - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e per la pubblica amministrazione e la semplificazione - Premesso che: con una nota del 16 aprile 2013 l'Inps ha chiesto al...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-00712 presentata da STEFANO LEPRI
martedì 6 agosto 2013, seduta n.089

LEPRI - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e per la pubblica amministrazione e la semplificazione - Premesso che:

con una nota del 16 aprile 2013 l'Inps ha chiesto al Dipartimento per la funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri un parere in ordine alla possibilità di sospendere, per tutto l'anno 2013, gli obblighi di assunzione relativi ai soggetti disabili e ai centralinisti non vedenti previsti rispettivamente dalla legge 12 marzo 1999, n. 68, e dalla legge 29 marzo 1985, n. 113, categorie protette nei confronti dei quali la legge prevede particolari tutele in materia di occupazione;

la richiesta di sospensione formulata dall'Inps si fonda sulle modifiche organizzative cui l'ente è stato sottoposto negli ultimi anni a causa degli interventi normativi che hanno disposto la soppressione dell'Inpdap e dell'Enpals, con trasferimento delle relative funzioni all'Inps e dalla riduzione delle dotazioni organiche delle pubbliche amministrazioni;

il Dipartimento con il parere n. 23580 del 22 maggio 2013 si è espresso sul punto, stabilendo di fatto la sospensione dell'obbligo di coprire le quote di riserva per tali categorie di persone con l'eccezione dei centralinisti non vedenti "fintanto che le amministrazioni pubbliche non abbiano posti disponibili nella dotazione organica";

le categorie protette comprendono invalidi civili, soggetti con minoranze fisiche, psichiche e sensoriali e portatori di handicap, con una percentuale di invalidità non inferire al 46 per cento. Ed, inoltre, invalidi del lavoro, non vedenti, non udenti, invalidi di guerra, invalidi civili di guerra, invalidi per servizio;

considerato che:

le argomentazioni addotte dal Dipartimento nel parere si pongono in palese contrasto con le disposizioni di cui alla legge n. 68 del 1999 e non tengono conto di quello che è la precisa finalità della legge stessa ovvero quella di riservare ai soggetti meritevoli di tutela una percentuale di posti in ragione del numero dei lavoratori occupati e non della dotazione organica (art. 3, comma 1);

a quanto risulta all'interrogante il parere non è condivisibile anche sotto altri, molteplici aspetti in quanto non tiene conto che: 1) la possibilità che la stessa legge offre di vedere sospesi gli obblighi di assunzione per le imprese private e gli enti pubblici economici che versano in particolari situazioni occupazionali (procedure di cassa integrazione, mobilità, eccetera) non si applica agli enti pubblici non economici come appunto è l'Inps (art. 3, comma 6); 2) nella circolare n. 6 del 2009 a firma del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione pro tempore Renato Brunetta prevede espressamente: "si ritiene siano esclusi dal divieto di assumere le categorie protette, nel limite di completamento della quota d'obbligo. Trattasi di una categoria meritevole di tutela in quanto rientrante tra le fasce deboli della popolazione che rimane normalmente esclusa dai blocchi e dai vincoli assunzionali, attesa l'esigenza di assicurare in maniera permanente l'inclusione al lavoro dei soggetti beneficiari della normativa di riferimento. Si ricorda che la mancata copertura della quota d'obbligo riservata alle categorie protette è espressamente sanzionata sul piano penale, amministrativo e disciplinare secondo quanto previsto dall'art. 15, comma 3, della legge 12 marzo 1999, n. 68"; 3) la disparità di trattamento riservata ai centralinisti non vedenti si configura come una palese discriminazione nei confronti di tutte le altre categorie di persone con disabilità titolari del medesimo diritto ad avere un lavoro all'interno degli enti pubblici; 4) escludere i lavoratori disabili dalla possibilità di trovare una collocazione lavorativa anche all'interno della pubblica amministrazione limita ulteriormente l'ingresso degli stessi in un mercato del lavoro attualmente falcidiato dalla crisi; 5) incentivare e non ostacolare il diritto al lavoro di tali persone anche all'interno delle pubbliche amministrazioni è già di per sé un vantaggio per lo Stato: solo attraverso il lavoro le persone con disabilità possono contribuire al benessere proprio e della collettività non essendo soggetti da assistere ma persone attive che si mantengono da sole e pagano le tasse; 6) infine, le indicazioni espresse nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità approvata dall'Assemblea ONU il 13 dicembre 2006 e ratificata dal Parlamento con legge 3 marzo 2009, n. 18, convenzione che, all'art. 27, comma 1, lett. g), raccomanda di "assumere persone con disabilità nel settore pubblico",

si chiede di sapere:

se il Governo non ritenga che la sospensione dell'obbligo di coprire le quote di riserva per le categorie protette di cui alla legge n. 68 del 1999 stabilita dal Dipartimento per la funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri con il parere richiamato non si ponga in palese contrasto con lo spirito e gli effetti della stessa legge rispetto al diritto di accesso al lavoro dei lavoratori disabili;

se, pertanto, non ritenga di dover riconsiderare tale decisione;

quali iniziative intenda adottare per garantire comunque il diritto di accesso al lavoro per i disabili nelle amministrazioni pubbliche.

(4-00712)