• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/02105 Elena FERRARA, BOCCHINO, IDEM, CARDINALI, COLLINA, CUOMO, DIRINDIN, FASIOLO, FAVERO, LAI, LANIECE, MANASSERO, PALERMO, PUPPATO, SOLLO - Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-02105 presentata da ELENA FERRARA
lunedì 27 luglio 2015, seduta n.491

Elena FERRARA, BOCCHINO, IDEM, CARDINALI, COLLINA, CUOMO, DIRINDIN, FASIOLO, FAVERO, LAI, LANIECE, MANASSERO, PALERMO, PUPPATO, SOLLO - Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo - Premesso che:

il 1° luglio 2014 è stato emanato (e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, Serie generale n. 191 del 19 agosto 2014) il decreto ministeriale "Nuovi criteri per l'erogazione e modalità per la liquidazione e l'anticipazione di contributi allo spettacolo dal vivo, a valere sul Fondo unico per lo spettacolo";

il 6 maggio 2015 la 7a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) del Senato, a conclusione dell'esame dell'affare assegnato sull'offerta culturale nel settore musicale, ha approvato all'unanimità la risoluzione Doc. XXIV, n. 47, con cui impegna il Governo a prevedere un puntuale monitoraggio, anche in sede parlamentare, dell'efficacia del citato decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo;

considerato che:

da un articolo pubblicato in data 22 luglio 2015 sul quotidiano "La Stampa" si apprende che la compositrice Silvia Colasanti avrebbe rassegnato le sue dimissioni da componente della Commissione musica del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, l'organismo che decide la ripartizione del Fondo unico per lo spettacolo per quel che riguarda le attività musicali;

secondo quanto riportato dalla stampa, la compositrice romana avrebbe motivato la sua decisione sostenendo in una lettera inviata al Ministro in indirizzo e al direttore generale per lo spettacolo dal vivo che l'attuale normativa (il decreto ministeriale citato) lascerebbe poco spazio all'aspetto qualitativo nella valutazione dell'attività delle varie istituzioni musicali, mettendola dunque nell'impossibilità di perseguire gli obiettivi culturali legati al suo ruolo;

oltre alle dimissioni della Colasanti (compositrice tra le più prestigiose nel panorama italiano, le cui opere sono eseguite regolarmente in tutta Europa) preoccupano profondamente anche le rimostranze di numerose associazioni quali Anbima e Feniarco, che raggruppano migliaia di bande e di cori, in ordine alla ripartizione dei fondi statali alla musica che, a differenza di quanto annunciato, non avverrebbe sulla base "del merito e dell'oggettività" che il nuovo meccanismo predisposto avrebbe dovuto assicurare;

forti critiche al nuovo regolamento del FUS sono state mosse anche dalla federazione CEMAT, importante e riconosciuta struttura di promozione della musica contemporanea, che risulterebbe colpita da un provvedimento di cancellazione non rientrando tra i pochissimi soggetti che avranno accesso al finanziamento, che in una lettera inviata al Ministro chiede un incontro per un approfondimento, nonché di valutare l'opportunità di prevedere una riformulazione;

secondo quanto sostenuto, il regolamento del FUS emesso nel 2014 è basato su algoritmi che avrebbero dovuto, a detta degli esperti, generare maggiore equità e riconoscimento di merito, ma, al contrario, si starebbe rilevando inadeguato a questi scopi;

durante la recente audizione del 12 maggio 2015 in 7a Commissione del Senato, in sede di Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi del direttore generale spettacolo dal vivo del Ministero, non emergevano evidenze rispetto a penalizzazioni importanti nel mondo della musica anche a soggetti che per mesi si sono attivati per produrre istanze complete e programmaticamente importanti per la candidatura ai finanziamenti;

buona parte dei verbali delle commissioni di valutazione non sono ancora stati resi noti,

si chiede di sapere:

se la notizia delle dimissioni della compositrice Silvia Colasanti da componente della Commissione musica del Ministero corrisponda al vero e se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quali siano le motivazioni di tale grave decisione;

quale sia lo stato dei lavori delle diverse commissioni istituite per la ripartizione del Fondo unico per lo spettacolo;

se stia monitorando, o non ritenga di dover monitorare, l'efficacia del decreto ministeriale 1° luglio 2014, come richiesto nella risoluzione Doc. XXIV n. 47, anche coinvolgendo le Commissioni parlamentari competenti.

(3-02105)