• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/10037 il 15 luglio, la prefettura di Treviso ha disposto l'invio di 101 presunti profughi nel comune di Quinto di Treviso, allo scopo di smistarli in una trentina di appartamenti sfitti, situati in...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10037presentato daSALTAMARTINI Barbaratesto diMercoledì 29 luglio 2015, seduta n. 471

SALTAMARTINI, BUSIN, FEDRIGA, ALLASIA, ATTAGUILE, BORGHESI, BOSSI, CAPARINI, GIANCARLO GIORGETTI, GRIMOLDI, GUIDESI, INVERNIZZI, MARCOLIN, MOLTENI, GIANLUCA PINI, RONDINI e SIMONETTI. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:
il 15 luglio, la prefettura di Treviso ha disposto l'invio di 101 presunti profughi nel comune di Quinto di Treviso, allo scopo di smistarli in una trentina di appartamenti sfitti, situati in palazzine dove vivono anche famiglie trevigiane;
all'arrivo dei citati migranti ha fatto seguito lo scoppio di proteste da parte della popolazione locale, che ha cercato di opporsi alla distribuzione dei presunti profughi nelle palazzine dove si è deciso di alloggiarli;
la sistemazione per i presunti profughi a Quinto di Treviso derivava da una convenzione che sarebbe stata stipulata tra la società immobiliare proprietaria dei condomini interessati ed una cooperativa che si occupa della gestione dei migranti irregolari;
in seguito all'intensità delle proteste, il Governo ha ripiegato su una soluzione alternativa, trasferendo i sedicenti profughi in una caserma dismessa e arrivando addirittura a rimuovere il prefetto che aveva disposto l'operazione;
suscitano tuttavia preoccupazione le dichiarazioni rese dal prefetto Morcone, secondo le quali il Veneto non potrebbe rifiutare l'accoglienza ai sedicenti profughi, minacciando ulteriori interventi unilaterali;
due giorni dopo, il 17 luglio, è stata la volta di Roma, città nella quale il Governo ha individuato in una ex scuola di dubbia agibilità, la Socrate, situata nell'area disagiata di Casale San Nicola, la destinazione di altri 100 presunti profughi, di cui i primi 19 arrivati lo stesso giorno e altri 39 arrivati il 21, determinando ulteriori, gravi tensioni, dimostrazioni e proteste;
anche in questo caso, il trasferimento dei sedicenti profughi risulta essere stato autorizzato dal prefetto territorialmente competente, Franco Gabrielli;
gli scontri si sono conclusi con un bilancio pesante di feriti, tanto tra le forze dell'ordine, chiamate loro malgrado a dar corso alle deliberazioni assunte dal Governo e a fronteggiare l'ira comprensibile della piazza, quanto tra i residenti –:
se il Governo ritenga di dover proseguire nella sua politica di distribuzione forzata dei sedicenti profughi sul territorio nazionale, prescindendo dall'effettiva disponibilità di strutture, dall'opinione dei cittadini residenti e dal parere delle autorità locali. (4-10037)