• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/01458/104 premesso che: secondo i risultati dell'indagine «La povertà in Italia - Anno 2012 predisposta dall'ISTAT il 12,7 per cento delle famiglie italiane è «relativamente» povero, per un...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/01458/104presentato daRONDINI Marcotesto diMercoledì 7 agosto 2013, seduta n. 67

La Camera,
premesso che:
secondo i risultati dell'indagine «La povertà in Italia - Anno 2012 predisposta dall'ISTAT il 12,7 per cento delle famiglie italiane è «relativamente» povero, per un totale di 3 milioni 232 mila persone, corrispondente al 15,8 per cento della popolazione. Il 6,85 per cento è povero in termini assoluti, non riuscendo a sostenere una spesa mensile minima necessaria per acquisire i beni e servizi essenziali a uno standard di vita minimamente accettabile: si tratta di un milione e 725 mila famiglie, cioè il 6,8 per cento di quelle residenti, pari a 4 milioni 814 mila individui (l'8 per cento della popolazione);
secondo l'Istat, la soglia di povertà per una famiglia di due componenti risulta di 990,88 euro, ed è in calo di circa 20 euro rispetto a quella del 2011. I segnali di peggioramento sono diffusi in tutto il territorio nazionale, con una crescita al 4,9 per cento al 6,2 per cento nel Nord, dal 6,4 per cento al 7,1 per cento nel Centro e dal 23,3 per cento al 26,2 per cento nel Mezzogiorno;
se si rientra nella categoria dei poveri relativi o assoluti, ogni anno viene stabilita la cosiddetta soglia: nel 2011, per esempio la «famiglia di due persone, di età compresa tra i 18-59 anni» residente in un grande comune del nord Italia era considerata assolutamente povera se aveva una spesa minima mensile inferiore a 1.036,37 euro; per un analogo nucleo residente in una città del Sud la soglia di povertà assoluta era di 801,77 euro. Una sola persona al Nord (stessa fascia di età, stessa città) era povera assoluta se spendeva meno o fino a 746,75 euro, al Sud lo era se spendeva meno o fino a 560,60 euro;
le soglie do povertà espresse dai numeri esprimono come in tutto il paese siano presenti aree di difficoltà estrema per alcuni strati della popolazione;
le difficoltà e la forbice aumentano quando queste sono collocate nel nord del paese come ben evidenziato dai dati ISTAT;
l'istituzione della carta per l'inclusione sociale che a detta del Governo è un intervento contro la povertà estrema, uno degli elementi che crea oggi maggiore preoccupazione e fatica: contro di essa viene creata questa carta estesa a tutto il mezzogiorno e legata alla sperimentazione che cerca di combattere povertà estrema;
contestualmente, viene prorogata per tutto l'anno anche la prima e storica «carta acquisti», la cosiddetta «social card»: una decisione che riguarda 425mila persone. Il provvedimento si aggiunge alla sperimentazione su una «nuova social card», destinata in particolare al contrasto della povertà estrema delle famiglie, già in corso nelle dodici città italiane con più di 250 mila abitanti estendo la sperimentazione della nuova social card, già prevista per le città di Napoli, Bari, Palermo e Catania, ai restanti territori delle regioni del Mezzogiorno;
i dati evidenziati dimostrano come anche nel Nord del paese sia numerosa la categoria dei poveri relativi o assoluti, soprattutto perché si devono confrontare con soglie più alte di spesa minima mensile,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di predisporre un nuovo strumento per le altre regioni del Paese affinché anche per gli strati sociali che rientrano nelle categorie di povertà indicate nelle statistiche vi sia un sostegno diffuso.
9/1458/104. (Testo modificato nel corso della seduta) Rondini, Fedriga, Busin.