• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/00319 ORRU' - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che: la linea ferroviaria Palermo-Trapani via Milo è l'ideale prosecuzione della linea costiera Messina-Palermo e...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00319 presentata da PAMELA GIACOMA GIOVANNA ORRU'
mercoledì 7 agosto 2013, seduta n.092

ORRU' - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

la linea ferroviaria Palermo-Trapani via Milo è l'ideale prosecuzione della linea costiera Messina-Palermo e collega i due capoluoghi di provincia;

il 25 febbraio 2013, a seguito della caduta sui binari di circa 40 metri cubi di detriti, franati da un terrapieno a causa del maltempo, è stata sospesa poco dopo le ore 14.00 la circolazione ferroviaria tra Salemi e Castelvetrano, sulla linea Palermo-Alcamo-Trapani via Milo. Subito dopo il cedimento strutturale le squadre tecniche di RFI, che gestisce per conto di Ferrovie dello Stato SpA l'intera rete ferroviaria italiana, si sono messe all'opera per ripristinare le condizioni di circolazione, prevedendo di riprendere la normale circolazione nei giorni immediatamente successivi al cedimento;

da febbraio ad oggi, tuttavia, la tratta non è mai stata riaperta e RFI, nonostante abbia un contratto con la regione Sicilia, ha deciso di sospendere definitivamente la tratta a partire dall'11 agosto prossimo;

la tratta ferroviaria in questione è strategica per la provincia di Trapani, in quanto la allaccia all'aeroporto di Birgi e, soprattutto, mette in collegamento i due aeroporti della Sicilia Occidentale (Punta Raisi di Palermo e Birgi di Trapani). Il danno che si è creato con il mancato ripristino della tratta ferroviaria, dunque, non riguarda solo la provincia di Trapani ma ha ripercussioni su tutto il territorio nazionale in termini di mancata ricaduta economica legata al turismo della Sicilia e dell'Italia, oltreché sulla mobilità di un migliaio di persone tra lavoratori e passeggeri;

la tratta costituisce, infatti, una via cruciale per lo sviluppo del territorio che necessita di potenziamento, non di interruzioni e dismissioni e che, però, poiché i problemi della linea sono di tipo strutturale, sembra essere stata dimenticata dal programma infrastrutture strategiche emanato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nell'aprile 2013;

infatti, da notizie di stampa, si apprende che la chiusura della tratta Alcamo-Trapani sarebbe in netto contrasto con quanto concordato da RFI con il Ministero delle Infrastrutture nell'ambito del Contratto di programma 2012-2014;

finora il percorso è stato assicurato da un servizio sostitutivo effettuato in pullman ma anche questo servizio sembrerebbe a rischio: pare che vi sia l'intenzione di mantenerlo attivo solo per un breve periodo. Ciò significa che, da metà agosto 2013, si potrà andare da Palermo a Trapani via ferrovia solo via Castelvetrano con un dispendio di tempo di cinque ore;

sin dall'immediato periodo successivo alla mancata riapertura della tratta, da parte dei sindacati del settore e della popolazione locale coinvolta sono state rivolte richieste più volte reiterate al Ministro in indirizzo, al Presidente della Regione Siciliana e al prefetto di Trapani, oltre che ai vertici regionali e nazionali di Ferrovie dello Stato SpA e di RFI, nonché sono stati promossi numerosi incontri a livello locale, ricevendo sempre risposte vaghe che rinviavano puntualmente alla responsabilità di altri organi;

a quanto consta all'interrogante, sembrerebbe che RFI non abbia più interesse alla riapertura della tratta ferroviaria per elevati costi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Se così fosse, a giudizio dell'interrogante si tratterebbe dell'ennesimo atto sconsiderato contro il diritto alla mobilità e condurrebbe al progressivo isolamento di alcuni comuni come Trapani, Calatafimi-Segesta e Alcamo, oltre al mancato collegamento veloce tra i due aeroporti sopra richiamati. Tutto ciò condurrebbe ad una decrescita dell'economia trapanese già fortemente in crisi;

su tale evento l'interrogante, il 1° agosto 2013, ha presentato un'interrogazione (4-00699) nella speranza che, nelle more di una risposta formale, le autorità competenti si attivassero per addivenire al più presto alla soluzione del problema;

si deve, invece, riscontrare che non solo non si è posto mano alla soluzione del problema, ma è notizia di stampa di queste ultime ore che, oltre alla mancata riattivazione della tratta, sono stati soppressi ben 16 treni in servizio tra Alcamo e Palermo, disagio che si aggiunge, appunto, all'interruzione della tratta Alcamo-Trapani (via Milo), che perdura ormai da mesi;

risulta, dunque, inaccettabile ormai che, con questa ulteriore decisione di fatto, sia stato al momento reso inutilizzabile un collegamento ferroviario fra due capoluoghi di provincia;

è auspicabile che questo ulteriore taglio non preluda alla volontà di chiusura definitiva della tratta,

si chiede di conoscere:

se al Ministro in indirizzo risultino le reali immediate intenzioni degli enti a cui attiene la responsabilità decisioria della tratta ferroviaria Alcamo-Trapani via Milo;

qualora fosse realmente confermata la notizia dell'ulteriore soppressione di ben 16 treni sulla base di quali determinazioni si è addivenuti a tale decisione;

quali siano gli intendimenti del Ministro affinché venga ripristinato il diritto alla mobilità degli utenti della zona e dei siciliani in generale con un reale potenziamento dei servizio in tutta l'Isola e la riapertura della tratta Alcamo-Trapani, nonché il ripristino dei convogli nella tratta Alcamo-Palermo.

(3-00319)