• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.9/00974/059 in sede di esame del disegno di legge di conversione del decreto«legge 21 giugno 2013, n. 69. recante disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia (A.S. 974) premesso...



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/974/59 presentato da DONATELLA ALBANO
martedì 6 agosto 2013, seduta n. 090

Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge di conversione del decreto«legge 21 giugno 2013, n. 69. recante disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia (A.S. 974)
premesso che:
l'economia originata dal lavoro frontaliero rappresenta la fonte primaria per le popolazioni e per lo sviluppo dei territori confinanti con l'Italia;
le mansioni che i nostri cittadini occupano sono in molti casi di rilievo e di elevata professionalità, e la loro attività è regolata e garantita da uno specifici accordi bilaterali tra Italia e gli Stati limitrofi;
inoltre, i lavoratori frontalieri sono considerati da sempre una risorsa per il nostro Paese, visto che oltre ad importare il know how e l'esperienza appresa all'estero nel territorio italiano creano redditi assoggettabili a tassazione in Italia, «importando» ricchezza da altri Stati;
dal 2003 è stata prevista una franchigia fiscale per i lavoratori italiani sottoposti a doppia imposizione fiscale: sono i lavoratori che risiedono in Italia e lavorano in Stati esteri;
la franchigia si è resa necessaria in quanto a norma dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), i soggetti residenti in Italia sono tassati su tutti i redditi posseduti, ovunque prodotti;
a seguito dell'abrogazione della lettera c) del comma 3 del medesimo articolo 3, che prevedeva l'esclusione dalla formazione del reddito Irpef dei redditi derivanti da lavoro dipendente prestato all'estero in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto, i soggetti residenti in Italia che prestano lavoro dipendente all'estero sono soggetti ad imposizione in Italia su tali redditi;
dal momento che tale reddito subirà l'imposizione anche nello Stato estero della fonte, in quanto erogato da un soggetto ivi residente, il lavoratore dipendente residente in Italia potrebbe incorrere in una doppia tassazione, che verrebbe solo in parte mitigata dal credito di imposta per le imposte pagate all'estero riconosciuto ai sensi dell'articolo 165 del citato TUIR;
la franchigia viene dunque garantita per mitigare l'imposizione fiscale dei lavoratori che potrebbero legittimamente spostare la propria residenza nel Paese limitrofo, trasferendosi nel luogo dove prestano la propria opera;
così facendo, l'Italia perderebbe definitivamente la propria podestà impositiva, mantenendola esclusivamente sui redditi prodotti dal lavoratore nel territorio dello Stato;
considerato che:
la legge di stabilità 2013 (legge 24 dicembre 2012, D, 228) ha modificato la lettera b) dell'articolo 1, comma 204, della legge finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244), prorogando anche per l'anno 2013 la franchigia fiscale per i frontalieri nella medesima misura già prevista per l'anno 2012;
pertanto, i redditi derivanti da lavoro dipendente prestato, in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto, all'estero in zone di frontiera e in altri Paesi limitrofi da soggetti residenti nel territorio dello Stato, concorrono a formare il reddito complessivo dell'anno 2013 per l'importo eccedente 6.700 euro, pari a quello già previsto per il 2012, anche se inferiore rispetto a quello previsto fino al 2011;
per quanto concerne l'acconto dell 'Irpef dovuta per il medesimo anno 2013, anche a seguito della modifica operata dall'articolo 1, comma 549, della legge di stabilità 2013, rimane fermo che la relativa determinazione deve avvenire non tenendo conto del beneficio fiscale in esame;
in altri termini, la misura dell'acconto dovuto per il 2013 deve essere determinata facendo comunque concorrere al reddito complessivo l'importo di 6.700 euro (importo dell'agevolazione comune per gli anni 2012 e 2013);
infine, il citato comma 549 prevede che la misura dell'acconto dell'lrpef dovuto per l'anno 2014 debba essere determinato non tenendo conto ell'agevolazione in esame,
impegna il Governo a valutare la possibilità di evitare ai cosiddetti frontalieri di incorrere in una doppia tassazione, a pone in essere, già con il prossimo intervento di carattere finanziario, ogni atto di competenza volto a tener conto dell'agevolazione fiscale di cui all'articolo 1, comma 204, lettera b), della legge 24 dicembre 2012, n. 228, ai fini della determinazione della misura dell'acconto dell'imposta sul reddito delle persone fisiche dovuto per gli anni 2013 e 2014.
(numerazione resoconto Senato G36.100)
(9/974/59)
ALBANO