• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/06246 con le due sentenze dell'8 luglio scorso (n. 14225 e n. 14226) la Corte di cassazione ha accolto il ricorso con cui il comune di Livorno aveva chiesto il pagamento dell'Ici (anni 2004-2009) a...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-06246presentato daBUSIN Filippotesto diMartedì 4 agosto 2015, seduta n. 475

BUSIN. — Al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che:
con le due sentenze dell'8 luglio scorso (n. 14225 e n. 14226) la Corte di cassazione ha accolto il ricorso con cui il comune di Livorno aveva chiesto il pagamento dell'Ici (anni 2004-2009) a due scuole religiose di Livorno, condannandole in questo modo a pagare al comune gli arretrati dell'Ici per un totale di 422 mila euro;
la Corte di Cassazione ha considerato infatti legittima la richiesta dell'amministrazione comunale livornese che nel 2010 spedì gli avvisi di accertamento per omessa dichiarazione e omesso pagamento dell'Ici per gli anni dal 2004 al 2009, ritenendo che la scuola svolgesse un'attività di carattere commerciale in ragione della retta pagata dai frequentanti;
il comune di Livorno ha inoltre dichiarato che la sentenza avrà i suoi effetti non soltanto per gli importi dovuti per il 2010 e il 2011, ma anche sull'Imu del 2012;
un simile precedente andrebbe quindi a colpire un intero comparto che svolge un'attività pubblica fondamentale sostituendosi ad un vuoto statale altrimenti incolmabile;
lo stesso Sottosegretario all'istruzione, Gabriele Toccafondi, ha dichiarato che «Se le scuole paritarie devono pagare l'Imu molte aumenteranno le rette o chiuderanno. Lo Stato, di conseguenza, dovrà trovare nuove risorse per costruire nuove scuole e gestirle e la parità scolastica non solo sarà minima nel nostro Paese, ma proprio scomparirà». «L'Imu le scuole pubbliche statali non la pagano» – ha continuato il Sottosegretario – «ed è giusto che lo stesso valga anche per le scuole pubbliche non statali. Tutte e due fanno un servizio di pubblica utilità. Le paritarie chiedono una retta per coprire i costi dei contratti degli insegnanti e per le utenze»;
infatti molte di queste scuole sembrano avere già i bilanci in rosso e buona parte, se dovessero sostenere anche la spesa del pagamento dell'Imu, rischieranno il fallimento, mentre, attualmente, nonostante l'importante funzione pubblica svolta, non pesano quasi nulla sul bilancio statale;
in tutta Europa, le scuole paritarie sono sostenute sotto il profilo legislativo, economico e fiscale, al contrario, in Italia, non soltanto questi istituti non sono affatto supportati, ma vengono spesso osteggiati non tenendo in debito conto il vuoto che si potrebbe creare dalla loro scomparsa –:
quali iniziative intenda adottare al fine di esentare con certezza le scuole paritarie al pagamento dell'Imu per evitare la scomparsa di un numero consistente di istituti che adempiono ad un servizio pubblico e la cui chiusura potrebbe pregiudicare gravemente, non solo la libertà di scelta, ma il diritto stesso all'istruzione sancito dalla Costituzione. (5-06246)