• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.9/02021/027 in sede di discussione dell'AS 2021, in materia di "Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell'amministrazione...



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/2021/27 presentato da LUCIANO URAS
martedì 4 agosto 2015, seduta n. 497

Il Senato,
in sede di discussione dell'AS 2021, in materia di "Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell'amministrazione giudiziaria"
premesso che:
il Ministro della giustizia, un anno fa, presentando la riforma della giustizia, annunciava la riqualificazione del personale;
sino ad oggi tutti gli interventi da parte del Governo non hanno preso in considerazione le problematiche del personale di ruolo e dell'organizzazione del lavoro;
l'articolo 21 del decreto-legge n. 83 del 2015, in corso di conversione alla Camera, prevede che il Ministero della giustizia acquisisca un contingente massimo di 2.000 unità di personale amministrativo proveniente dalle aree vaste (Province) da inquadrare nel ruolo dell'amministrazione giudiziaria, a valere sul fondo istituito ai sensi dell'articolo 1, comma 96, della legge n. 190 del 2014;
sono trascorsi ormai 5 anni dall'inizio dei percorsi di formazione avviati nel biennio 2010-2012 per circa 3.000 soggetti all'interno degli uffici giudiziari di tutta Italia. Con l'approvazione della legge n. 228 del 2012 (articolo 1, comma 25, lettera c)) il Ministero della giustizia ha preso in carico tutti quei soggetti cassaintegrati, in mobilità, socialmente utili, disoccupati e inoccupati che a partire dall'anno 2010 avevano partecipato ai progetti formativi regionali o provinciali presso detti uffici giudiziario Attraverso detta previsione normativa, nonché attraverso le successive previsioni e gli ulteriori stanziamenti di fondi pubblici, espressamente finalizzati al completa mento ed al perfezionamento del percorso, emerge l'inequivocabile intenzione da parte del Ministero di considerare lo stesso, pur nella sua frammentarietà temporale e originaria, come un unicum finalizzato alla formazione di nuovo personale che potesse essere proficuamente impiegato negli uffici, dove, al fianco del personale già presente in organico avrebbe potuto, tra l'altro, contribuire a dare attuazione alla riforma della giustizia;
appare di tutta evidenza il fatto che l'impegno e la volontà da parte dei tirocinanti di contribuire attivamente alla prestazione di un servizio delicato e importante come quello prestato dall'amministrazione giudiziaria da un lato, e la grave carenza di organico dall'altro, costituiscano un insieme di circostanze che, nella pratica dei singoli uffici, ha condotto in modo innegabile ad un uso distorto dello strumento del tirocinio, allontanandolo dalla sua unica finalità, identificata dallo stesso Ministero del lavoro e delle politiche sociali con un percorso di formazione al fine dell'inserimento nel mondo del lavoro, e ciò in palese contrasto con gli intenti espressamente sanciti a livello legislativo dall'articolo 1, comma 34, della legge n. 92 del 2012, nonché con quanto espresso attraverso la dettagliata disciplina prevista dalle "Linee guida in materia di tirocini" approvate dalla Conferenza Stato-Regioni nel gennaio 2013;
è evidente che sinora si è permesso, attraverso un uso reiterato di detto strumento, il perpetrarsi di una situazione di illegalità, in cui sono state utilizzate, attraverso forme più o meno varie di progetti formativi, persone senza lavoro, principalmente allo scopo di coprire la grave carenza di organico che affligge da anni il Ministero della giustizia;
l'intento di porre un freno a tale uso distorto dello strumento formativo appare ad oggi ancora più evidente alla luce della recente nota emessa dal Ministero del lavoro in data 3 aprile 2015, nella quale si esclude la possibilità di ospitare tirocinanti da parte degli enti pubblici, e ciò in conseguenza dell'impossibilità da parte degli stessi di addivenire ad un'assunzione se non a seguito di pubblico concorso, così venendo meno il fine di inserimento nel mondo del lavoro per gli eventuali tirocinanti che abbiano prestato servizio presso uffici pubblici;
considerato che:
il fondo di cui all'articolo 1, comma 96, della legge n. 190 del 2014 è stato inizialmente istituito per rendere maggiormente efficienti gli uffici e, in parte, da quanto dichiarato dal Ministro della giustizia, avrebbe dovuto essere destinato alle procedure relative alla riqualificazione del personale di ruolo, unico nel comparto Stato a non aver mai effettuato alcuna progressione di carriera da oltre 20 anni;
impegnando interamente il fondo nelle procedure di mobilità senza prevedere alcuna norma per le procedure di progressione, si crea un vulnus, una forte disparità di trattamento per il personale di ruolo,
impegna il Governo:
a valutare la possibilità, per il personale interno, nel momento di avvio delle procedure alla mobilità,
di espletare le procedure di riqualificazione mai effettuate e, allo stesso tempo, tenere conto, nell'ambito dell'espletamento delle mobilità, dei posti che devono essere riservati al personale giudiziario;
a prevedere la possibilità che le mobilità vengano finanziate per il 50 per cento con il fondo di cui all'articolo 1, comma 96, della legge n. 190 del 2014, e per il restante 50 per cento con il fondo per la mobilità, istituito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 dicembre 2014, garantendo così le somme per le procedure di riqualificazione del personale giudiziario;
a destinare le somme non utilizzate del fondo di cui all'articolo 1, comma 96, della legge n. 190 del 2014, al Fondo unico di amministrazione;
ad individuare con certezza i soggetti che hanno completato il tirocinio formativo ai sensi della legge n. 228 del 2012 e della legge n. 147 del 2013 per far parte dell'ufficio per il processo al fine di svolgere uno stage di durata non superiore a 12 mesi, tenuto conto delle valutazioni di merito e delle esigenze organizzative degli uffici giudiziari, in via prioritaria a supporto dei servizi di cancelleria. Nell'individuazione dei criteri sarebbe opportuno riconoscere priorità al titolo di studio, assicurare un'equa ripartizione territoriale delle risorse, tenendo conto delle dimensioni degli uffici giudiziari, nonché riconoscere come criterio qualificante l'aver frequentato i suddetti corsi in uno degli uffici giudiziari della regione in cui si presenta la domanda;
a prevedere, a norma dell'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica n. 487 del 1994, nei concorsi indetti dalla pubblica amministrazione e nelle procedure concorsuali indette o/e da indire, che il completa mento del periodo di stage formativo presso l'ufficio per il processo costituisca titolo di preferenza a parità di merito introducendo, altresì, meccanismi finalizzati a valorizzare l'esperienza formativa acquisita mediante il completamento del periodo di stage;
a prevedere la possibilità di finanziare l'assunzione dei circa 2.650 tirocinanti, ricorrendo al Fondo unico di giustizia di cui all'articolo 2, comma 7, lettera b), del decreto-legge n. 143 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 181 del 2008, e, eventualmente, per la parte eccedente utilizzare le risorse di cui all'articolo 1, comma 96, della legge n. 190.del 2014.
(numerazione resoconto Senato G21-quater.1)
(9/2021/27)
URAS