• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/DOC.VIII,N ... premesso che: lo spreco alimentare ha assunto, e sta sempre più assumendo, una dimensione di portata mondiale, tant’è che metà del cibo prodotto nel mondo non arriva mai ad essere...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/Doc. VIII, n. 6/076presentato daZACCAGNINI Adrianotesto diMercoledì 5 agosto 2015, seduta n. 476

La Camera,
premesso che:
lo spreco alimentare ha assunto, e sta sempre più assumendo, una dimensione di portata mondiale, tant’è che metà del cibo prodotto nel mondo non arriva mai ad essere consumato. Il problema dello spreco alimentare è da ritenersi connesso alle politiche economiche e di marketing che, negli ultimi vent'anni, hanno prodotto fattori e azioni comportamentali altamente distorsivi della realtà fattuale e delle conseguenze effettuali che da tali modus comportandi e vivendi ne sono conseguite;
la sproporzione della produzione alimentare, senza che ciò abbia nel corso degli ultimi quattro lustri consentito di ridurre drasticamente il numero delle persone che nel mondo non hanno accesso alla nutrizione, ha, al contrario, polarizzato, ulteriormente, le fasce sociali del pianeta. Questa paradossale ipertrofia produttiva ha sull'ambiente impatti devastanti e, se non fermata per tempo, irreversibili;
nell'immaginario collettivo dei Paesi cosiddetti «ricchi» l'educazione alimentare, erroneamente, si traduce in «performanti» diete, o nuovi «costumi alimentari», che si rivelano dannosi per l'organismo umano con ricadute sulla spesa sanitaria che diventa crescente a fronte di nuove patologie connesse all'alimentazione. I dati sullo spreco di cibo nei Paesi industrializzati ammonta a 222 milioni di tonnellate, ossia il corrispettivo della produzione alimentare disponibile nell'Africa Sub-Sahariana che è di 230 milioni di tonnellate;
il ruolo dell'educazione alimentare da impartire fin dalla scuola per l'infanzia e la diffusione di buone pratiche sono al riguardo decisivi. Il buon esempio sull'alimentazione deve arrivare in primo luogo dalle più alte istituzioni del Paese, a partire dalla Camera dei Deputati;
è importante, inoltre, che la Camera dei deputati si adoperi maggiormente per attivare politiche di approvvigionamento di beni e servizi volte a introdurre criteri ecologici nelle relative forniture, e criteri ambientali minimi da inserire nelle proprie procedure d'acquisto al fine di dare maggiore impulso agli acquisti sostenibili;
l'introduzione di criteri ecologici e la diffusione delle tecnologie ambientali nelle gare di appalto per la fornitura di beni e servizi della Camera sono in linea con quanto negli ultimi anni sta – seppur lentamente e in modo ancora insufficiente – avvenendo nelle amministrazioni pubbliche dopo l'avvio del Piano nazionale d'azione sul GPP (acquisti verdi). Detto Piano d'azione sul GPP (Green Public Procurement) è stato avviato nel 2008, e aggiornato con Decreto ministeriale del 10 aprile 2013,

invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori

a valutare l'opportunità di:
predisporre le opportune misure al fine di contrastare lo spreco alimentare, affinché gli alimenti e le bevande invendute o non utilizzate dal ristorante, dalla mensa dei dipendenti e dai bar della Camera, siano conferiti ad associazioni di volontariato, quali ad esempio la Caritas, per essere redistribuiti ai poveri o utilizzati nelle mense che distribuiscono pasti agli indigenti;
privilegiare, nell'ambito degli acquisti relativi alla ristorazione, la fornitura di prodotti agroalimentari provenienti da operatori dell'agricoltura sociale e prevedere che almeno la metà dei prodotti agroalimentari provenga da filiera corta.
9/Doc. VIII, n. 6/76. Zaccagnini.