• Testo DDL 2027

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Atto a cui si riferisce:
S.2027 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Croazia sulla cooperazione transfrontaliera di polizia, fatto a Zagabria il 5 luglio 2011


Senato della RepubblicaXVII LEGISLATURA
N. 2027
DISEGNO DI LEGGE
presentato dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale (GENTILONI SILVERI)
di concerto con il Ministro della giustizia (ORLANDO)
e con il Ministro dell'economia e delle finanze (PADOAN)

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 28 LUGLIO 2015

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Croazia sulla cooperazione transfrontaliera di polizia, fatto a Zagabria il 5 luglio 2011

Onorevoli Senatori. -- L'Accordo sulla cooperazione transfrontaliera di polizia tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Croazia sancisce l'impegno dei due Paesi a sviluppare una più efficace azione di contrasto al crimine transfrontaliero, in particolare quello connesso all'immigrazione illegale, alla tratta di esseri umani e al traffico illegale di sostanze stupefacenti.

L'intesa si pone come finalità quella di creare uno strumento giuridico per regolamentare la collaborazione di polizia, sia sotto il profilo strategico che operativo, consentendo di intensificare i rapporti tra gli omologhi organismi dei due Paesi preposti alla sicurezza pubblica.

Essa si inserisce nell'ambito di un contesto internazionale, soprattutto regionale, che richiede sempre più attenzioni sulla necessità di collaborazioni più strette per il contrasto al crimine organizzato transnazionale nelle sue varie forme e per garantire la sicurezza ed il benessere della comunità internazionale.

Sotto il profilo tecnico-operativo, l'Accordo si rende necessario per realizzare una cooperazione transfrontaliera bilaterale di polizia, in modo da renderla più aderente alle attuali esigenze di entrambi i Paesi, in conformità a quanto previsto dai rispettivi ordinamenti giuridici e dagli obblighi internazionali. Il testo dell'Accordo è stato redatto sulla base di un modello accolto dal Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno.

L'Accordo precisa innanzitutto l'obiettivo, ovvero l'impegno a svolgere le attività di cooperazione di polizia per prevenire e reprimere i crimini, in particolare quelli connessi all'immigrazione illegale, alla tratta di esseri umani e al traffico illecito di sostanze stupefacenti (articolo 1) e individua le Autorità competenti responsabili dell'attuazione dell'intesa (articolo 2), che sono:

-- per la Parte italiana, il Ministero dell'interno -- Dipartimento della pubblica sicurezza;

-- per la Parte croata, il Ministero dell'interno -- Direzione generale della polizia con le proprie unità organizzative interne e le unità locali di polizia, nel quadro delle proprie responsabilità.

L'Accordo inoltre specifica gli ambiti di competenza delle Parti per territorio, entro i quali le Autorità competenti all'applicazione dell'intesa svolgono la propria collaborazione (articolo 3).

Seguono le disposizioni che definiscono le modalità della cooperazione, tra le quali, lo scambio delle informazioni (articolo 4), i collegamenti per le comunicazioni e le telecomunicazione, che vedono le applicazioni, nel distacco a breve termine di esperti, nelle visite di studio (articolo 5), nell'armonizzazione delle attività, attraverso la designazione di punti di contratto, nelle analisi congiunte e nei piani su operazioni in mare, porti e aeroporti, nelle attività operative coordinate in mare (articolo 6) e nelle iniziative di formazione (articolo 7). Inoltre, l'Accordo prevede anche forme organizzative speciali di cooperazione transfrontaliera, quali lo scambio di funzionari di polizia (articolo 8), l'istituzione di gruppi di lavoro congiunti (articolo 9), l'invio di ufficiali di collegamento (articolo 10) e le attività operative coordinate, per la cui esecuzione sono stabiliti indirizzi regolamentari (articolo 11).

L'Accordo sancisce altresì che le Autorità competenti all'applicazione dell'intesa possono, se opportuno, stipulare protocolli per l'attuazione delle attività operative coordinate in mare e di tutte le altre forme di cooperazione indicate nell'atto internazionale (articolo 14).

Adeguata tutela è riservata per la trattazione dei dati personali e sensibili (articoli 12 e 13).

Nell'atto internazionale, che ha una durata illimitata (articolo 17) e non pregiudica i diritti e gli obblighi derivanti da altri trattati internazionali vincolanti per le Parti (articolo 15), sono indicate le procedure da seguire per la composizione delle controversie (articolo 16) e per la sua entrata in vigore (articolo 17).

Relazione tecnica

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Analisi tecnico-normativa

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Analisi di impatto della regolamentazione (AIR)

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DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

(Autorizzazione alla ratifica)

1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Croazia sulla cooperazione transfrontaliera di polizia, fatto a Zagabria il 5 luglio 2011.

Art. 2.

(Ordine di esecuzione)

1. Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 17 dell'Accordo stesso.

Art. 3.

(Copertura finanziaria)

1. Agli oneri derivanti dalle spese di cui agli articoli 5, 7, 8, 9 e 10 dell'Accordo di cui all'articolo 1, valutati in euro 117.879 annui a decorrere dall'anno 2015, e dei restanti articoli, pari a euro 42.108 annui a decorrere dall'anno 2015, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2015-2017, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2015, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

2. Ai sensi dell'articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministro dell'interno provvede al monitoraggio degli oneri di cui alla presente legge e riferisce in merito al Ministro dell'economia e delle finanze. Nel caso si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni di cui al comma 1, il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro dell'interno, provvede con proprio decreto alla riduzione, nella misura necessaria alla copertura finanziaria del maggior onere risultante dall'attività di monitoraggio, delle dotazioni finanziarie rimodulabili di parte corrente di cui all'articolo 21, comma 5, lettera b), della legge 31 dicembre 2009, n. 196, destinate alle spese di missione e di formazione nell'ambito del programma «Contrasto al crimine, tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica» e, comunque, della missione «Ordine pubblico e sicurezza» dello stato di previsione del Ministero dell'interno.

3. Il Ministro dell'economia e delle finanze riferisce senza ritardo alle Camere con apposita relazione in merito alle cause degli scostamenti e all'adozione delle misure di cui al comma 2.

4. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 4.

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

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