• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
S.2/00063 MARINELLO, D'ALI', ESPOSITO Giuseppe, ALICATA, GUALDANI, GIBIINO, MANCUSO, PAGANO, RUVOLO, SCOMA, TORRISI, MALAN, AIELLO, CARIDI, D'ASCOLA, GENTILE, SCILIPOTI, AMORUSO, AZZOLLINI, BRUNI,...



Atto Senato

Interpellanza 2-00063 presentata da GIUSEPPE FRANCESCO MARIA MARINELLO
giovedì 8 agosto 2013, seduta n.093

MARINELLO, D'ALI', ESPOSITO Giuseppe, ALICATA, GUALDANI, GIBIINO, MANCUSO, PAGANO, RUVOLO, SCOMA, TORRISI, MALAN, AIELLO, CARIDI, D'ASCOLA, GENTILE, SCILIPOTI, AMORUSO, AZZOLLINI, BRUNI, BRUNO, CASSANO, D'AMBROSIO LETTIERI, IURLARO, LIUZZI, PERRONE, TARQUINIO, ZIZZA, CARDIELLO, D'ANNA, DE SIANO, FALANGA, FASANO, LANGELLA, LONGO Eva, MILO, MUSSOLINI, PALMA, SIBILIA, VILLARI, VICECONTE - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

il tragico naufragio sull'isola del Giglio, avvenuto nel gennaio 2012, impone il problema dello smaltimento del relitto della nave da crociera Costa "Concordia" di proprietà della compagnia di navigazione genovese Costa crociere, ad oggi ancora arenata sul luogo dell'incidente e in attesa del termine delle operazioni di raddrizzamento dello scafo e di rigalleggiamento (chiusura falla e svuotamento del relitto);

secondo quanto pubblicato il 6 agosto 2013 dal quotidiano "la Repubblica" edizione di Palermo, la società Fincantieri avrebbe inviato al Ministero dello sviluppo economico un documento riservato all'interno del quale, sarebbe stata realizzata un'analisi elaborata su richiesta dello stesso dicastero, che illustrerebbe i tempi ed i metodi con cui dovrebbero essere avviate le operazioni di smantellamento e di demolizione del relitto della nave Costa Concordia, individuando come luogo più idoneo il cantiere navale di Palermo;

il rapporto rileverebbe inoltre che il porto di Piombino, il cui scalo marittimo rappresenta il principale concorrente del capoluogo siciliano per l'aggiudicazione della commessa, per le iniziative di demolizione del relitto della nave da crociera, non è in grado di accogliere il natante a causa di gravi e oggettive carenze strutturali, per rimediare alle quali servirebbero almeno tre anni di lavori per l'adeguamento delle strutture portuali e delle necessarie infrastrutture logistiche, al netto di eventuali imprevisti e contenziosi;

le operazioni di smontaggio, come evidenzierebbe il medesimo dossier riservato, che indicherebbe tra l'altro i tempi contingentati con cui avverrebbero i lavori, implicano che il relitto della nave da crociera, dovrebbe essere raddrizzato, trainato verso il porto di destinazione, parzialmente smantellato e successivamente trainato in Turchia per la demolizione definitiva;

il quotidiano riporta fra l'altro come sia in atto una forte pressione politica, affinché la commessa sia aggiudicata direttamente al porto toscano (come risarcimento del danno causato alla medesima regione, a seguito dell'incidente del gennaio 2012, che provocò il naufragio della nave e numerose vittime);

tali sollecitazioni politiche, suggellate anche dal Governo attraverso un iniziale finanziamento di 110 milioni di euro per lavori di adeguamento, peraltro non ancora avviati, del porto toscano, sembrano indirizzare, ai fini della demolizione, la compagnia di navigazione Costa Crociere verso una soluzione dai tempi e dai costi incerti;

diversamente da soluzioni geografiche meno distanti dal luogo dell'incidente, come Piombino, il cantiere navale di Palermo rappresenta il più grande complesso cantieristico del Mediterraneo, unico bacino di carenaggio in Europa da 400.000 tonnellate, in grado di garantire le necessarie operazioni di demolizione, con una darsena così consistente per contenere un colosso della navigazione di circa 300 metri;

l'assegnazione delle operazioni di smaltimento e smantellamento del relitto ai cantieri navali di Palermo comporterebbe quindi oneri inferiori a carico del bilancio dello Stato, perché non si renderebbero necessari lavori di adeguamento e garantirebbe al contempo il ripristino dei livelli occupazionali, di maestranze di provata esperienza, oggi in cassa integrazione, con un notevole risparmio economico, aspetto assolutamente non trascurabile in tempi di tagli alla spesa pubblica, e un notevole accorciamento delle tempistiche;

il 6 agosto, in occasione della visita nella città di Piombino, per la firma del protocollo d'intesa per l'infrastrutturazione e la riqualificazione ambientale dell'area portuale e industriale, il Ministro dello sviluppo economico Flavio Zanonato ha espresso la necessità di ampliare il porto, per poter costruire una filiera corta per la rottamazione e l'uso del ferro rottamato nella siderurgia, e la necessità, d'intesa con altri Ministri interessati, di scegliere il porto di Piombino quale sede per lo smantellamento della nave Concordia;

stupisce che il Ministro non consulti per questa decisione l'armatore interessato e che non sappia che il porto di Piombino non è in condizioni di ospitare lo smantellamento della Concordia, perché si tratta di bacino non idoneo, per il cui adeguamento occorrono, come già sopra evidenziato, lavori dispendiosi e tempi incerti e lunghissimi,

si chiede di sapere:

se, in considerazione della complessità e dell'importanza della vicenda dal punto di vista economico, finanziario e della tutela dell'ambiente, non si ritenga di fornire chiarimenti in merito al presunto l'affidamento dei lavori di smantellamento della Costa Concordia al porto di Piombino;

se non si ritenga infine urgente e necessario informare le sedi parlamentari competenti, in considerazione della complessità e dell'importanza della vicenda dal punto di vista economico, finanziario e della tutela dell'ambiente e dell'ecosistema marino, della opportunità d'indirizzare il relitto della nave Costa Concordia verso i cantieri navali di Palermo, così come sottolineato nel report predisposto dalla stessa Fincantieri e in possesso del Ministro dello sviluppo economico.

(2-00063 p. a.)