• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/00342 PUGLIA, AIROLA, BATTISTA, BENCINI, BERTOROTTA, BLUNDO, BOCCHINO, BOTTICI, BUCCARELLA, BULGARELLI, CASTALDI, CATALFO, CIAMPOLILLO, CIOFFI, COTTI, CRIMI, DE PIETRO, DONNO, ENDRIZZI, FATTORI,...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00342 presentata da SERGIO PUGLIA
giovedì 5 settembre 2013, seduta n.096

PUGLIA, AIROLA, BATTISTA, BENCINI, BERTOROTTA, BLUNDO, BOCCHINO, BOTTICI, BUCCARELLA, BULGARELLI, CASTALDI, CATALFO, CIAMPOLILLO, CIOFFI, COTTI, CRIMI, DE PIETRO, DONNO, ENDRIZZI, FATTORI, GAETTI, GIARRUSSO, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MARTON, MOLINARI, MONTEVECCHI, MORONESE, MORRA, MUSSINI, NUGNES, PAGLINI, PEPE, PETROCELLI, ROMANI Maurizio, SANTANGELO, SCIBONA, SERRA, TAVERNA, VACCIANO - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

vaste aree della regione Campania, in particolare i territori a nord di Napoli e a sud di Caserta, negli ultimi 30 anni hanno subito un'autentica, impietosa devastazione, soprattutto per il sistematico smaltimento illegale di rifiuti tossici provenienti anche dalle industrie del nord (non solo dell'Italia ma anche dell'Europa) e dal tessuto dell'economia illegale locale;

la questione dello smaltimento dei rifiuti tossici è un grave problema che vede a giudizio degli interroganti la "coalizione politica-mafia-industria" pericolosamente unita a danno della salute pubblica. La Campania è solo la punta dell'iceberg. Il vero problema coinvolge tutto il meridione, discarica a cielo aperto per tutti i rifiuti prodotti da "imprenditori evasori" che, in accordo con la camorra, usano le terre del Sud Italia per nascondere il marciume di quei rifiuti. Lobby di poteri e di criminalità che hanno un prezzo troppo alto da pagare: la salute di tutti, nessuno escluso;

tali problemi risalgono alla fine degli anni '80, quando la criminalità organizzata di stampo camorristico ha intuito quale fonte di ricchezza si celasse dietro il settore dei rifiuti. Da allora lo scempio perpetrato ai danni del territorio è stato costante e i danni incalcolabili oltre che, verosimilmente, irreversibili se si tiene conto del trasferimento delle sostanze inquinanti dall'ambiente alla catena alimentare;

ne consegue che intere popolazioni sono condannate, per i prossimi anni e per le future generazioni, a pagare con la morte per cancro o con altre gravi patologie e malformazioni, lo smaltimento illegale di rifiuti tossici;

si tratta di una realtà incontrovertibile che è stata anche oggetto di esame di Commissioni parlamentari d'inchiesta nonché di indagini della Magistratura ancora in corso;

lo smaltimento dei rifiuti tossici, interrati illegalmente, rappresenta il business più lucroso per la criminalità organizzata e questo lucroso affare, tuttora in essere, è stato favorito, a parere degli interroganti, anche da complicità e connivenze di esponenti delle istituzioni, alimentando la mancata gestione dei rifiuti urbani, perfettamente funzionale allo sviluppo del sistema criminoso;

la cronaca degli ultimi giorni, con le dichiarazioni di uno dei protagonisti di questa realtà (il camorrista "collaboratore di giustizia" dal 1993, Carmine Schiavone), ha riacceso i riflettori sul terrificante e torbido scenario dei suddetti crimini, collusioni e complicità, che rischiano di indebolire la credibilità delle istituzioni e delle forze dell'ordine;

dagli stralci di interviste a Carmine Schiavone, trasmesse da "Tg sky 24" del 24 agosto 2013, emerge una realtà sulla quale, a giudizio degli interroganti, è necessario che il Parlamento intervenga con assoluta urgenza;

a quanto risulta agli interroganti Carmine Schiavone afferma che, nelle province di Napoli e Caserta, sarebbero stati seppelliti fanghi radioattivi e tossici di vario tipo, anche con la complicità delle istituzioni preposte al governo e controllo del territorio;

a notizia degli interroganti il "Coordinamento Comitati Fuochi", che rappresenta circa 50 associazioni e comitati presenti sul territorio in questione, chiede che vengano pubblicati tutti gli atti relativi alle dichiarazioni rese da Carmine Schiavone compresi quelli in possesso della Commissione parlamentare;

lo stesso Comitato a notizia degli interroganti chiede inoltre che siano resi pubblici, in dettaglio, i luoghi degli sversamenti di cui ha parlato il camorrista; vengano effettuate analisi a tappeto nel vasto territorio citato da Carmine Schiavone e precedentemente anche da altri pentiti (vedi Gaetano Vassallo); vengano interdette a scopo precauzionale, finché non termineranno le indagini, tutte le coltivazioni e l'allevamento nelle zone citate da Schiavone; si avvii la conversione dei suddetti terreni agricoli in agricoltura no food; siano immediatamente comunicati i nomi dei responsabili delle industrie e delle società implicate a qualsiasi titolo nella produzione, trasporto e smaltimento illecito di materiali tossici nelle province di Napoli e Caserta e anche altrove; siano resi noti altresì i nomi dei poliziotti, finanzieri, carabinieri, politici, rappresentanti a qualsiasi titolo delle istituzioni (così come dichiarato da Carmine Schiavone) coinvolti nello smaltimento illecito dei rifiuti tossici,

si chiede di sapere:

se il Governo non intenda promuovere tutte le opportune iniziative, nelle relative sedi di competenza, al fine di dare seguito alle richieste del Coordinamento Comitati Fuochi ed in particolare di procedere alla conversione dei terreni agricoli in agricoltura no food, qualora dai rilievi si accerti che si tratta di terreni altamente inquinati e di lunga riconversione;

se il Ministro in indirizzo ritenga necessario prestare le dovute attenzioni al problema dello smaltimento illegale dei rifiuti pericolosi nella regione Campania, ed in particolare nei territori a nord di Napoli e a sud di Caserta, sotto l'aspetto sia della tutela della salute pubblica sia delle possibili connessioni di tale fenomeno con l'attività di organizzazioni malavitose e di conseguenza, accertandone i presupposti, dichiarare lo stato d'emergenza;

quali iniziative inoltre voglia assumere per favorire la pianificazione di un'azione di difesa delle aree in questione garantendo ai cittadini il ripristino delle più ottimali condizioni di salubrità e vivibilità.

(3-00342)