• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/00800 CROSIO - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che: a metà agosto 2013 è entrato in vigore il provvedimento concernente l'ennesimo strumento di contrasto all'evasione...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-00800 presentata da JONNY CROSIO
giovedì 5 settembre 2013, seduta n.096

CROSIO - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

a metà agosto 2013 è entrato in vigore il provvedimento concernente l'ennesimo strumento di contrasto all'evasione fiscale messo a punto dall'Agenzia delle entrate, il cosiddetto "redditometro", che incrociando numerose banche dati prenderà di mira tutti i soggetti che evidenzieranno una discrasia trai redditi dichiarati in Italia e le spese effettuate;

in particolare lo strumento utilizzato dall'Agenzia delle entrate per stanare gli evasori attraverso il monitoraggio del reddito in base ai consumi, prevede che gli accertamenti scattino ogni qual volta verrà misurata una spesa superiore del 20 per cento rispetto alle entrate denunciate;

lo strumento così concepito dimostra ancora una volta la scarsa comprensione e l'assoluto disinteresse dell'apparato burocratico di questo paese per le realtà territoriali specifiche del nord, in particolare per il fenomeno tipico dell'arco alpino del frontalierato;

si tratta di migliaia di lavoratori che da sempre varcano il confine del Paese quotidianamente per lavorare nei Paesi confinanti, apportando un importante contributo economico alle aree dove ogni sera fanno ritorno. Nell'attuale situazione di gravissima crisi economica ed occupazione, i frontalieri, arrivati a quasi 60.000 nell'ultimo anno, svolgono anche una funzione calmieratrice su un mercato del lavoro nazionale in preda alla disoccupazione e agli ammortizzatori sociali;

per contro, l'Agenzia delle entrate fa finta che il fenomeno non esista, senza nulla avere imparato dalle precedenti negative esperienze connesse alle pratiche burocratiche, citando a titolo esemplificativo quelle più eclatanti relative allo scudo fiscale che avevano vessato assurdamente i frontalieri, benché nulla avessero a che vedere con la movimentazione di ingenti capitali a scopo elusivo;

è insito nel nuovo redditometro il rischio che i frontalieri, che percepiscono redditi all'estero ed effettuano consumi in Italia, con un contributo netto al buon andamento della nostra economia, verranno invece puntualmente vessati come se fossero evasori, chiamati a subire verifiche e a dovere rendere giustificazioni, subendo costi e tempi della burocrazia più degli altri cittadini, con una evidente ed ingiusta disparità di trattamento;

i frontalieri, in particolare quelli che si recano in Svizzera, sono obbligati a percepire i redditi su un conto estero, e sono tassati interamente alla fonte. Non hanno nulla a che fare con gli evasori dunque e non hanno margine di scelta ma sono vincolati dalle leggi del paese in cui lavorano, leggi certamente note all'Agenzia delle entrate e più volte riportate alla sua attenzione;

a giudizio dell'interrogante l'accanimento dunque dell'Agenzia, che non ha fino ad oggi adottato atti specifici e di buon senso volti a non aggravare di oneri burocratici ingiustamente i lavoratori frontalieri, pare dunque doloso;

la possibilità, prevista dall'Agenzia, di giustificare la provenienza estera dei propri redditi appare comunque subordinata ad una richiesta dell'Agenzia e dunque ad un onere aggiuntivo per i frontalieri, che si concretizzerà certamente nella necessità di predisporre appositi moduli o documentazione in misura maggiore rispetto a tutti gli altri cittadini,

si chiede di sapere in che termini si applichino anche ai frontalieri le nuove regole sul redditometro, ovvero se il Ministro in indirizzo intenda promuovere le iniziative di competenza per l'adozione celere di una circolare esplicativa o altro provvedimento atto a chiarire il caso di specie, senza inutili e ingiusti gravami a carico dei lavoratori frontalieri.

(4-00800)