• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.4/01729 la legge di stabilità 2013 (legge 24 dicembre 2012, n. 228) non contempla risorse per la previsione contenuta nel 1o comma dell'articolo 4 della legge n. 236 del 1993 che permetteva ai...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-01729presentato daCARRESCIA Piergiorgiotesto diVenerdì 6 settembre 2013, seduta n. 72

CARRESCIA. — Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
la legge di stabilità 2013 (legge 24 dicembre 2012, n. 228) non contempla risorse per la previsione contenuta nel 1o comma dell'articolo 4 della legge n. 236 del 1993 che permetteva ai lavoratori licenziati in forma individuale per «giustificato motivo oggettivo» da aziende con meno di 15 dipendenti, l'iscrizione nelle liste di mobilità; l'effetto più grave di tale mancata previsione è il mancato rifinanziamento degli sgravi contributivi connessi all'iscrizione nella lista con la conseguenza che dal 1o gennaio 2013 le aziende che assumeranno tali lavoratori non godranno di nessuna agevolazione contributiva; da tale data non è più possibile iscrivere nella lista di mobilità i lavoratori licenziati in forma individuale ex legge n. 236 del 1993, mentre continueranno ad essere iscritti i lavoratori coinvolti in procedure di licenziamento collettiva, ex legge n. 223 del 1991;
gli incentivi all'assunzione o legati alla proroga o alla trasformazione a tempo indeterminato di contratti a termine in atto, non essendo stati rifinanziati, non saranno più applicabili ai lavoratori di cui alla legge n. 236 del 1993 iscritti regolarmente in mobilita negli anni precedenti al 2013 ed ancora inseriti in lista con conseguente sostanziale depotenziamento dell'iscrizione stessa. Tali incentivi, invece, continuano ad operare per gli iscritti ex legge n. 223 del 1991;
questa mancata previsione comporta che i lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo (riduzione, cessazione o trasformazione di attività o di lavoro) da imprese con meno di 15 dipendenti è stata tagliata fuori da nuove possibili assunzioni. Di fatto a tali soggetti si è preclusa sia una nuova assunzione sia la proroga di contratti a termine o la trasformazione degli stessi in contratto a tempo indeterminato;
gli incentivi che venivano riconosciuti alle imprese che assumevano erano sostanziosi e volti a facilitare il reinserimento lavorativo dei lavoratori stessi e prevedevano la riduzione dell'aliquota contributiva a carico del datore di lavoro nella misura del 10 per cento per gli apprendisti per i contratti a tempo determinato di 12 mesi e di altrettanto per i 12 successivi in caso di trasformazione del rapporto a tempo indeterminato, oppure 18 mesi in caso di assunzione diretta con contratto a tempo indeterminato;
tali agevolazioni sono in vigore solo per i lavoratori che sono stati licenziati da aziende che hanno effettuato la procedura ex legge n. 223 del 1991. Non può considerarsi soddisfacente la «compensazione» operata a marzo 2013, con il decreto del Ministro Fornero, che ha previsto il riconoscimento di un bonus capitario (riproporzionando per le assunzioni a tempo parziale) pari a 190 euro mensili, ai datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato o a termine, a tempo pieno o parziale anche a scopo di somministrazione, i lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo da aziende con meno di 15 dipendenti nei dodici mesi precedenti l'assunzione. Questo contributo avrà la durata di 12 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato mentre per quelle a termine avrà la durata massima di 6 mesi. Di fatto tale provvedimento esclude tutti quei lavoratori licenziati da più di 12 mesi ma ancora iscritti alle liste di mobilità che non potranno perciò più godere della «protezione» degli sgravi contributivi riconosciuti all'azienda che li vuole assumere;
nel corso del 2012 nei centri per l'impiego in tutta Italia si sono iscritte migliaia di persone (a titolo esemplificativo, nel solo centro per l'impiego di Senigallia si sono verificate ben 733 iscrizioni alla lista di mobilità e le iscrizioni ai sensi della legge n. 236 del 1993, sono state 632) che con il ripristino delle agevolazioni contributive alle imprese potrebbero trovare indubbie condizioni di inserimento lavorativo più favorevoli –:
se il Governo intenda individuare e prevedere, nell'ambito delle misure per lo sviluppo che si è impegnato ad adottare, le risorse necessarie per ripristinare agevolazioni contributive anche per quei lavoratori licenziati da più di dodici mesi, ancora iscritti alle liste di mobilita, che attualmente non rientrano fra i destinatari del cosiddetto «decreto Fornero» del marzo 2013. (4-01729)