• Testo DDL 318

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Atto a cui si riferisce:
S.318 Modifiche al Codice civile per la tutela degli animali


Senato della RepubblicaXVII LEGISLATURA
N. 318
DISEGNO DI LEGGE
d’iniziativa delle senatrici DE PETRIS e PETRAGLIA

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 26 MARZO 2013

Modifiche al Codice civile e ulteriori disposizioni per la tutela degli animali

Onorevoli Senatori. -- La necessità di rivedere le disposizioni del codice civile in materia di animali e di formularne di nuove a loro tutela nasce non solo dal sentire comune di larga parte dell'opinione pubblica, ma anche dall'esempio delle normative in vigore in altri Paesi e dall'avanzamento operato in ambito penale, nella XIV legislatura, con l'approvazione trasversale, da parte dei partiti rappresentanti in Parlamento, della parziale, ma ampiamente positiva, legge 20 luglio 2004, n. 189. Proprio quest'ultima legge, con l'introduzione del titolo IX-bis del libro secondo del codice penale, ha reso ancora più evidenti le mancanze nell'ambito civilistico. Nella scorsa Legislatura proprio grazie a una analoga iniziativa, vi è stato un primo riconoscimento nell'ambito della riforma in materia di condomini.

Ma ciò non basta poiché quasi una famiglia su due in Italia vive con un animale domestico e sempre più nella vita quotidiana vi sono casi, dalla separazione fra coniugi alle aste giudiziarie, nei quali cani, gatti e altri animali diventano oggetto del contendere in un quadro normativo attualmente carente. Ma alcune sentenze hanno iniziato a riconoscere l'elemento «tutela degli animali», ad esempio nel diritto al soccorso, e la Corte di Cassazione ha equiparato la necessaria tutela di un animale a quella che si deve a un minore.

La presente proposta di legge mira a sanare questo vuoto normativo e a dare atto del nuovo articolo del Trattato istitutivo della Comunità europea, reso esecutivo dalla legge 2 agosto 2008, n. 130, che nelle «Disposizioni di applicazione generale», riconosce gli animali come esseri senzienti impegnando su ciò anche gli Stati membri.

Le disposizioni da noi formulate ci permetterebbero di dare quanto prima attuazione a questo importante e ampiamente condiviso principio.

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

(Animale familiare)

1. Ai fini della presente legge, per animale familiare si intende ogni animale domestico tenuto dall'uomo per compagnia e senza scopi alimentari. La detenzione a fine familiare di animali quali bovini, suini, ovini, caprini, equidi, conigli e volatili da cortile è consentita previa comunicazione scritta al sindaco e al servizio veterinario di sanità pubblica competenti per territorio, con la quale si escludono le presenti e future commercializzazione, cessione a titolo oneroso o macellazione dei medesimi animali.

2. La registrazione degli animali di cui al comma 1 è a cura del servizio veterinario di sanità pubblica competente per territorio che certifica la detenzione di tali animali a fine esclusivamente familiare ed effettua il loro riconoscimento tramite l'installazione di microchip.

3. Gli animali di cui ai commi 1 e 2 di provenienza non certa o non dimostrabile vengono controllati a titolo gratuito, a cura del servizio veterinario di sanità pubblica competente per territorio, per l'accertamento di patologie trasmissibili pericolose. In caso negativo, gli animali sono adottabili.

4. Gli animali selvatici non sono considerati animali familiari.

5. Per allevatore di animali familiari si intende chiunque fa riprodurre o cede a titolo oneroso uno o più animali familiari ed è imprenditore agricolo ai sensi dell'articolo 2135 del codice civile.

Art. 2.

(Introduzione del titolo XIV- bis del libro primo del codice civile)

1. Dopo il titolo XIV del libro primo del codice civile è aggiunto il seguente:

«Titolo XIV-bis

DEGLI ANIMALI

Art. 455-bis. -- (Diritti degli animali). -- Gli animali sono esseri senzienti. Le disposizioni relative ai diritti civili si applicano anche agli animali, in quanto compatibili e con le leggi speciali in materia di animali.

Art. 455-ter. -- (Affido degli animali familiari in caso di separazione dei coniugi). -- In caso di separazione dei coniugi, proprietari o detentori di un animale familiare, il tribunale competente per la separazione, in mancanza di un accordo tra le parti sentiti i coniugi, e, se del caso, familiari conviventi e la prole, nonché esperti di comportamento animale, nell'esclusivo interesse per l'animale, affida lo stesso, in via esclusiva al coniuge che ne garantisce il migliore benessere psicofisico ed etologico.

Qualora sussista volontà e opportunità per il benessere dell'animale comune, lo stesso è affidato in via condivisa, con obbligo di dividere le spese.

La proprietà dell'animale -- desunta dalla documentazione anagrafica -- è solo criterio orientativo per il giudice, che deve decidere nell'esclusivo interesse dell'animale, quale sia la persona che meglio può garantirne il benessere, e sempre che non si provi che l'animale ha avuto un esclusivo rapporto con chi ne risulta proprietario.

Nel caso di cessazione della convivenza more uxorio o quando la questione sorga successivamente al procedimento di separazione, è competente funzionalmente a decidere il giudice di pace del luogo dell'ultima residenza comune degli interessati.

Si applicano le medesime norme valutative per l'affidamento di animali in caso di separazione coniugale.

Art. 455-quater. -- (Affidamento degli animali familiari in caso di morte del proprietario o del detentore). -- Tra i diritti e doveri che si trasmettono mortis causa rientra anche il dovere di assicurare benessere all'animale familiare. In caso di decesso del proprietario o del detentore di un animale familiare, l'eventuale curatore, previo assenso dell'erede o del legatario onerato, sentiti tutti gli eredi e i legatari e previo assenso del tribunale, ne attribuisce la custodia temporanea, fino alla devoluzione definitiva, all'onerato o, in mancanza, a chi ne fa richiesta potendo garantire il suo benessere. In mancanza di accordo, decide il tribunale che provvede, altresì, sentiti gli enti e le associazioni individuati con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali ai sensi dell'articolo 19-quater delle disposizioni di coordinamento e transitorie per il codice penale, di cui al regio decreto 28 maggio 1931, n. 601, per l'affidamento definitivo, emanando i provvedimenti necessari.

È legittima la devoluzione di beni mobili o immobili a una persona, a un ente o a un'associazione con il vincolo che tali beni servano alla miglior custodia del proprio animale.

Art. 455-quinquies. -- (Pignoramento di animali familiari). -- Gli animali familiari non possono essere pignorati.

Art. 455-sexies. -- (Accesso dei cani e dei gatti in locali pubblici e privati e ai mezzi di trasporto pubblico). -- Nei locali pubblici e privati aperti al pubblico, nei mezzi di trasporto pubblico o che forniscono un servizio pubblico, l'accesso degli animali familiari al seguito del proprietario o detentore è sempre consentito, purchè siano rispettate le norme in materia di sicurezza e igiene. È consentito l'accesso degli animali, purchè accompagnati, negli uffici pubblici, negli uffici aperti al pubblico, nelle case di riposo, nelle scuole e nei luoghi di culto, sempre che siano rispettate le norme in materia di igiene e sicurezza e le normative specifiche. È sempre vietato introdurre animali la cui detenzione è vietata.

Art. 455-septies. -- (Obbligo di segnalazione di animali abbandonati). -- Chiunque trovi un animale vagante è tenuto a dame avviso, anche tramite la polizia municipale, al sindaco del luogo in cui è effettuato il ritrovamento, indicando le relative circostanze.

Chiunque trovi un animale ferito o altrimenti in pericolo, è tenuto, se in grado, a prestargli l'assistenza occorrente e, in ogni caso, a darne immediato avviso all'autorità competente.

Art. 455-octies. -- (Animali delle Forze di polizia). -- Gli animali utilizzati per servizio dalle Forze di polizia nazionale o locale non sono classificabili in base al loro valore economico. Se riformati e comunque al termine dell'impiego o del servizio devono essere ceduti immediatamente a titolo gratuito a chiunque ne faccia richiesta potendone assicurare il benessere. In ogni caso, ne è vietata la macellazione.

Art. 455-novies. -- (Vendita di animali). -- Nella vendita di animali la garanzia per i vizi è regolata dalle leggi speciali in materia di animali o, in mancanza, dalle norme previste dagli articoli 1490 e seguenti del codice civile. La vendita, o la cessione a qualsiasi titolo di un animale è sempre effettuata con contestuali certificazione veterinaria scritta e certificazione della precedente proprietà e del luogo di provenienza.

La proprietà di un cane si trasferisce solo a seguito della registrazione dell'animale all'anagrafe canina e l'inoculazione del microchip o dopo la modifica della precedente registrazione.

Gli articoli 1520 e 1521 del codice civile non si applicano agli animali.

Art. 455-decies. -- (Divieto di marchiatura, di conchectomia e di caudotomia). -- La marchiatura a fuoco di animali è vietata anche se effettuata per attestazione di proprietà. La conchectomia e la caudotomia costituiscono pratiche di maltrattamento degli animali e sono vietate.

È vietata l'esposizione in manifestazioni di animali marchiati a fuoco o che abbiano subìto conchectomia o caudotomia».

Art. 3.

(Modifiche al codice civilee al codice di procedura civile)

1. Al codice civile sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 844 è aggiunto, in fine, il seguente comma: «ln caso di immissioni sonore da parte di animali, il giudice tiene conto prioritariamente del rapporto affettivo-familiare con l'animale e del benessere dell'animale e, salvo che la detenzione costituisca reato accertato con sentenza passata in giudicato, non può disporre l'allontanamento coatto dello stesso. Il giudice, secondo prudente apprezzamento, può avvalersi di enti e professionisti idonei ad indicare rimedi educativi e non coercitivi cui sottoporre l'animale e la sua famiglia umana»;

b) al secondo comma dell'articolo 923 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, per gli animali familiari, nei limiti di quanto previsto dal presente codice e dalle leggi speciali in materia»;

c) l'articolo 1496 è abrogato.

2. Al terzo comma dell'articolo 708 del codice di procedura civile, dopo le parole: «nell'interesse della prole e dei coniugi» sono inserite le seguenti: «nonché degli animali familiari con essi conviventi».

Art. 4.

(Diritto al risarcimento per danniagli animali familiari e stato di necessità)

1. In caso di danno agli animali familiari, i rispettivi proprietari o detentori sono legittimati ad agire per il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali. Il danno non patrimoniale è rapportato anche alla relazione affettiva con l'animale.

2. È sempre riconosciuto il diritto di cui al comma precedente agli enti e alle associazioni individuati dal decreto del Ministro della salute ai sensi dell'articolo 19-quater delle disposizioni di coordinamento e transitorie per il codice penale, di cui al regio decreto 28 maggio 1931, n. 601 nei casi di danno derivante dall'esercizio di una professione o di una attività commerciale.

3. All'articolo 54 del codice penale sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:

«La disposizione del primo comma si applica, altresì, per le ipotesi in cui il fatto è commesso per salvare un animale dal pericolo attuale di morte o di lesione grave, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo e fatta salva la legislazione speciale di cui all'articolo 19-ter delle disposizioni di coordinamento e transitorie per il presente codice.

La disposizione del quarto comma non si applica a chi ha un particolare dovere giuridico di esporsi al pericolo».

4. Al codice civile sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'art. 2044, dopo le parole «Non è responsabile chi cagiona il danno per legittima difesa di sé o di altri» sono inserite le seguenti «o di un animale familiare»;

b) all'articolo 2045, dopo le parole: «di un danno grave alla persona» sono inserite le seguenti: «o a un animale»;

c) all'articolo 2052, dopo le parole: «è responsabile dei danni cagionati dall'animale» sono inserite le seguenti: «a persone, cose o ad altri animali».

Art. 5.

(Modifica dell'articolo 28 della legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di rapporti dei detenuti con la famiglia e con gli animali familiari)

1. L'articolo 28 della legge 26 luglio 1975, n. 354, è sostituito dal seguente:

«Art. 28. -- (Rapporti con la famiglia e con gli animali familiari). -- Particolare cura è dedicata a mantenere, migliorare o ristabilire le relazioni dei detenuti e degli internati con le loro famiglie e con i loro animali familiari.

È consentito l'ingresso di animali la cui detenzione non sia vietata, e sempre che siano accompagnati, con le stesse modalità e tempi previsti per le visite delle persone».

Art. 6.

(Modifica all'articolo 7 della legge 20 luglio 2004, n. 189, in materia difficoltà di agire davanti al giudice civile)

1. All'articolo 7 della legge 20 luglio 2004, n. 189, è aggiunto, in fine, il seguente comma:

«1-bis. Le associazioni e gli enti di cui al comma 1 possono agire davanti al giudice civile ai fini del risarcimento del danno, compreso il danno all'interesse diffuso perseguito, nonché della concessione dell'inibitoria, anche ai sensi dell'articolo 700 del codice di procedura civile, dei comportamenti sanzionati ai sensi della presente legge».