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Atto a cui si riferisce:
C.5/00651 Giuseppe Uva nato a Caravate (Varese) il 17 febbraio 1965, è deceduto a Varese il 14 giugno 2008 presso l'ospedale di circolo di Varese alle 10.30 circa, dopo che vi era stato ricoverato con un...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Martedì 30 luglio 2013
nell'allegato al bollettino in Commissione II (Giustizia)
5-00651

Le vicende collegate alla morte di Giuseppe Uva sono da molto tempo all'attenzione degli uffici del Ministero.
Si tratta di una vicenda particolarmente dolorosa, tuttora con dei punti oscuri che devono essere chiariti, e rispetto ai quali non si è ancora pervenuti ad una risposta giudiziaria convincente.
Come sapete, proprio per questa ragione, di recente il Ministro ha ritenuto di ricevere personalmente i familiari del signor Uva, per ribadire loro la sua personale vicinanza ed il suo impegno nella ricerca della verità.
Sul piano istituzionale, Vi informo che sin dalle prime segnalazioni ricevute dagli uffici ministeriali sono state tempestivamente intraprese tutte le iniziative conoscitive e ispettive volte ad accertare la sussistenza di profili di responsabilità disciplinare in capo ai magistrati che a diverso titolo si sono occupati della vicenda.
I risultati sono stati negativi, ed anche il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione – titolare anch'egli dell'azione disciplinare – ha escluso la sussistenza di comportamenti disciplinarmente rilevanti, con ciò procedendo all'archiviazione degli atti, in data 9 maggio 2011 e 13 dicembre 2012.
Devo però aggiungere che è pendente un procedimento penale relativo alla posizione processuale di coloro che si trovavano nella caserma dei Carabinieri di Varese ove il sig. Uva era stato condotto in occasione del fermo di identificazione della Polizia Giudiziaria.
Tale procedimento trae origine anche dalla trasmissione degli atti al pubblico ministero disposta dal Tribunale di Varese con sentenza del 23 aprile 2012 (sentenza di assoluzione di uno dei medici che avevano avuto in cura il signor Uva durante il periodo di ricovero nel reparto di psichiatria dell'ospedale di Varese in trattamento sanitario obbligatorio), con la quale si indicava la necessità di approfondimenti investigativi su ciò che era accaduto prima del ricovero in ospedale dell'Uva.
Nell'ambito di questo procedimento, il Giudice per le Indagini Preliminari ha ritenuto (con provvedimento emesso in data 20 luglio 2013) di non poter accogliere la richiesta di archiviazione avanzata dal PM (richiesta relativa alla posizione di coloro che si trovavano nella caserma dei Carabinieri di Varese) e conseguentemente ha fissato l'udienza camerale (ai sensi dell'articolo 409 comma 2 c.p.p.) per il prossimo 8 ottobre 2013: in quella sede, il GIP, dopo aver ascoltato le parti, valuterà se accogliere la richiesta del PM o, in caso di mancato accoglimento, se disporre nuove indagini od ordinare la formulazione dell'imputazione.
Si tratta di un significativo fatto processuale, in particolare per le osservazioni del GIP in punto di qualificazione giuridica dei fatti, avendo evidenziato sia che «l'iscrizione delle persone presenti all'interno della caserma dei Carabinieri come indagati per mere lesioni personali semplici contraddice gli esiti argomentativi della sentenza n. 498 del 2012», sia la necessità di pervenire ad una «spiegazione giudizialmente accertata» della morte del signor Uva.
Dagli sviluppi del predetto procedimento, quindi, potranno derivare nuovi elementi di conoscenza, potenzialmente idonei a far luce sulle cause e conseguentemente sulle eventuali effettive responsabilità di una morte che è rimasta tuttora inspiegabile.
Voglio pertanto assicurare di aver già dato incarico alle competenti articolazioni ministeriali affinché valutino gli elementi conoscitivi da ultimo intervenuti, unitamente alle precedenti acquisizioni, provvedendo agli accertamenti necessari a far luce sull'intera vicenda.
Solamente all'esito delle risultanze ispettive, quindi, si potranno assumere le eventuali determinazioni sul piano disciplinare.