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Atto a cui si riferisce:
C.5/00672 l'interrogante ha presentato, nella passata legislatura e senza ottenere alcuna risposta, l'atto di sindacato ispettivo numero 4-19079 avente per oggetto la richiesta di descrizione al...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 1 agosto 2013
nell'allegato al bollettino in Commissione VIII (Ambiente)
5-00672

In risposta all'interrogazione n. 5-00672 presentata dall'onorevole Realacci, concernente le operazioni per la rimozione del relitto della nave della Costa Concordia, si rappresenta quanto segue.
In relazione ai tempi per il recupero, è utile precisare che non esistono precedenti, né in termini di vicende analoghe, né in letteratura, tali da fornire validi punti di riferimento per la definizione del timing, pertanto le tempistiche previste dal progetto sono da considerarsi indicative. Ad ogni buon conto, due settimane fa ho chiesto personalmente notizie sul cronoprogramma degli interventi al Capo della Protezione Civile, che sta curando le problematiche delle Costa Concordia.
Secondo la Protezione Civile, i giorni di ritardo rispetto alle indicazioni di massima previste, sono quindi ascrivibili sia alle avverse condizioni meteorologiche che alla complessità delle operazioni da compiere, tenuto conto della delicatezza sotto il profilo ambientale della problematica tanto che sono stati ritenuti prioritari i criteri relativi alla salvaguardia ambientale e socio-economica dell'isola e, solo secondariamente, quelli di natura economica.
Ai fini di scongiurare ogni ulteriore danno ambientale, è stato anche istituito un Osservatorio incaricato per il monitoraggio delle attività di recupero del relitto. Le condizioni ambientali ad oggi non hanno subito variazioni riconducibili alla presenza della nave, come risulta dai rilievi effettuati dall'ARPA Toscana e dall'ISPRA, oltre che dall'Università di Roma per conto del Consorzio Titan-Micoperi.
In base a quanto disposto nella deliberazione del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2013, recante: «Autorizzazione al Commissario delegato per l'emergenza ambientale conseguente al naufragio della nave Costa Concordia, ad adottare i provvedimenti necessari a consentirne il trasporto nel porto di Piombino e lo smantellamento», (13A02346) (GU Serie Generale n. 61 del 13 marzo 2013), la nave Concordia è destinata alla demolizione e, come tale, soddisfa la definizione di rifiuto ai sensi della Direttiva 2008/98/UE e del Regolamento (CE) n. 1013/2006. Deve dunque essere assoggettata al relativo regime giuridico di gestione, di controllo e sanzionatorio. Su questi aspetti le competenze autorizzati ve sono in capo alla Regione Toscana.
Come noto, inoltre, il progetto di rimozione e di recupero della nave da crociera Concordia è stato approvato, con prescrizioni, in via definitiva, dalla Conferenza dei servizi decisoria convocata il 15 maggio 2012 ai sensi dell'articolo 1, comma 2, dell'ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri n. 4019 del 27 aprile 2012.
Ciò detto, il 12 luglio scorso si è svolta presso il Dipartimento della protezione civile una riunione ove è emerso che la Costa Crociere S.p.A. ha comunicato che le fasi operative per la rimozione del relitto procedevano coerentemente con il loro cronoprogramma, secondo il quale la fase di parbuckling (rotazione del relitto) sarebbe stata prevista nel mese di settembre 2013, ancorché i lavori abbiano subito un ritardo rispetto a quanto inizialmente previsto.
Tuttavia è stato rilevato che se la nave fosse lasciata nella posizione attuale per la prossima stagione invernale, le eventuali conseguenze dell'onda decennale sullo scafo già compromesso nella fiancata lato a dritta, attualmente sommersa, sarebbero tali da pregiudicare la possibilità stessa di ruotare lo scafo.
Secondo i tecnici del consorzio Titan-Micoperi, quindi, il rinvio delle attività di messa in asse della Concordia alla primavera del 2014 metterebbe a serio rischio la conclusione positiva dell'intera operazione di rimozione e pertanto ritengono indispensabile effettuare il raddrizzamento entro il prossimo mese di settembre ed il ri-galleggiamento entro la primavera del 2014.
La fase di rotazione della nave è comunque connessa all'approvazione del «Piano di gestione delle acque interne» e del «Piano di emergenza», dove devono essere evidenziati i rischi legati a ciascuna tipologia di intervento e le relative misure di mitigazione, in ottemperanza a quanto previsto in sede di Conferenza dei servizi.
In tali documenti deve essere valutata la possibilità di trattamento delle acque interne prima della fase di rotazione, l'indicazione dei tempi necessari per eseguire tale attività, nonché la possibilità, in assenza di un trattamento preventivo, delle azioni di mitigazione degli impatti successivi alla rotazione.
Inoltre, il collaudo delle piattaforme sottomarine a sostegno della nave, da parte dell'Osservatorio per il monitoraggio, deve essere effettuato prima del parbucking.
Gli oneri per le operazioni descritte sono integralmente a carico della Società Costa Crociere, che ha impegnato la somma di 500 milioni di dollari, e delle società di assicurazioni e di riassicurazioni.
I lavori previsti per il Porto di Piombino, il più vicino al relitto della Concordia e quindi se pronto per tempo il probabile posto di destinazione, finanziati dalla Regione Toscana, dal Ministero dell'Ambiente e dal Ministero delle Infrastrutture, sono esclusivamente quelli previsti dal nuovo Piano regolatore Portuale.
La realizzazione del primo lotto di lavori, per un importo complessivo di 110 milioni, consentirà, qualora il porto sia pronto e quindi i tempi risultino compatibili con la rimozione del relitto, di accogliere lo stesso in sicurezza e negli spazi necessari al trattamento previsto. Il crono-programma dei lavori del Porto prevede la funzionalità delle opere del primo lotto a partire da aprile 2014.
Il Presidente della Regione è stato nominato, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, commissario straordinario per la realizzazione delle opere infrastrutturali del porto.
In data 26 luglio, è stato sottoscritto, tra Regione Toscana, Autorità portuale di Piombino, Comune di Piombino, Provincia di Livorno, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero delle Infrastrutture, Ministero dell'Ambiente, il protocollo d'intesa «interventi di infrastrutturazione, riqualificazione ambientale e di reindustrializzazione dell'area portuale di Piombino».
È in corso di sottoscrizione l'accordo di programma quadro tra le amministrazioni che hanno aderito che rende disponibili le risorse finanziarie necessarie alla realizzazione del primo lotto dei lavori per 110 milioni di euro.
L'autorità portuale comunica di aver già provveduto alla caratterizzazione dei sedimenti marini interessati dal dragaggio e dei fondali interessati dalle opere, di aver già espletato la pre-qualifica delle imprese per la gara dei lavori e che a fine settimana provvederà all'invito alle imprese pre-qualificate per la presentazione delle offerte tecnico-economiche. L'avvio dei lavori è previsto per prossimo mese di settembre.