• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/10289 nel 1955 Libero Giancarlo Castiglia (nato a San Lucido, Cosenza, il 4 luglio del 1944) parte dal suo Paese per raggiungere il padre emigrato Brasile. Il viaggio terminerà il 20 gennaio. Ad...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10289presentato daCOSTANTINO Celestetesto diMercoledì 9 settembre 2015, seduta n. 478

COSTANTINO, PALAZZOTTO, MARCON, ZARATTI, PELLEGRINO, DURANTI, RICCIATTI, NICCHI, FERRARA, PANNARALE, MELILLA e GIANCARLO GIORDANO. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:
nel 1955 Libero Giancarlo Castiglia (nato a San Lucido, Cosenza, il 4 luglio del 1944) parte dal suo Paese per raggiungere il padre emigrato Brasile. Il viaggio terminerà il 20 gennaio. Ad accompagnarlo la madre Elena Gibertini e dai fratelli Antonio, Wanda e Walter Mario;
nel 1962 Libero Giancarlo Castiglia inizia la sua attività politica con il giornale ’A Classe Operaria, giornale del Partito Comunista do Brasil;
nel 1964 il colpo di Stato costringe l'italiano alla fuga. La famiglia gli offre riparo con il ritorno in patria ma il giovane dice di voler rimanere e si dimostra intenzionato a cambiare città, trasferendosi a San Paolo per lavoro. In realtà il partito lo invierà insieme a un'avanguardia di uomini e donne in Cina, dove gli esiliati trascorreranno un periodo di addestramento culturale e politico-militare;
nel 1967 Libero Giancarlo Castiglia, dopo il ritorno in Brasile e la clandestinità nella città di Rondonopolis, raggiunge in Amazzonia le sponde del fiume Araguaia insieme a membri di vertice del partito per organizzare la lotta armata che passerà alla storia come «Guerriglia dell'Araguaia». Diventa Joao Bispo Ferreira detto «Joca»;
6 anni dopo, nel 1973 nell'ambito dell'operazione militare Mesopotamia la commissione militare del partito comunista brasiliano, impegnata nella lotta armata nelle regioni amazzoniche bagnate dal fiume Araguaia, viene scoperta e trucidata nell'episodio passato alla storia come la «Strage di Natale»;
nel 1979 La Legge d'amnistia, entrata in vigore il 28 agosto del 1979, consente di stare alla larga dai processi a tutti coloro che si sono resi responsabili di torture, esecuzioni extragiudiziali, sparizioni forzate e stupri commessi su vasta scala durante il regime militare dal 1964 al 1985;
nel 1995 in Brasile nell'allegato della Legge numero 9.140/1995 vengono riconosciuti 61 desaparecidos della Guerriglia dell'Araguaia, fra questi risulta (al num. 35) anche il cittadino italiano Libero Giancarlo Castiglia;
nel luglio del 1997, il Governo brasiliano, previo l'ufficio di stato civile delle persone fisiche della quinta circoscrizione giudiziaria di Rio de Janeiro rilascia alla famiglia Castiglia un certificato di morte con data 25 dicembre 1973 senza specificazione del luogo del decesso o seppellimento del corpo ne, tanto meno, le cause del decesso. Da allora i familiari di Castiglia si sono rivolti alle più alte autorità italiane e brasiliane per la restituzione del corpo, senza nessuna fortuna;
nel 2001 il Grupo do trabalho del Tocantins, afferente alla Commissione nazionale della verità istituita dal Governo Dilma in Brasile, compie degli scavi in Amazzonia dove viene ritrovato un corpo con le mani tagliate e un capo di biancheria europea, si pensa possa essere quello di Castiglia;
nel marzo 2007 la Presidenza della Camera dei deputati informa la famiglia Castiglia di una prossima visita del Segretario Speciale per i diritti umani del Governo brasiliano, il ministro Paulo Vannuchi (Prot. 2007/0001544/PRES). Durante la visita, accompagnato dal segretario dell'Ambasciata brasiliana in Italia, Hilton Catanzaro Guimaràes, l'esponente istituzionale, brasiliano ha recepito materiale genetico della signora Elena Gibertini, madre dello scomparso Libero Giancarlo Castiglia per le opportune prove di familiarità con la vittima;
nel dicembre 2015 il presidente Dilma Rousseff presenta dopo quasi tre anni di lavori della Commissione della verità brasiliana, il dossier finale sui crimini della dittatura militare tra il 1964 e il 1985. Una relazione dettagliata che riassume il lavoro di ricostruzione dei fatti attraverso centinaia di testimonianze spontanee, interrogatori, indagini in archivi. In questo documento pubblico la morte di Castiglia viene indicata dapprima nella data del 25 dicembre 1973, poi in un giorno imprecisato del 1974, indicando espressamente che l'italiano si sarebbe salvato dalla strage di Natale –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e come, intenda agire di concerto con le autorità brasiliane per favorire il rientro delle spoglie di Libero Giancarlo Castiglia, alle quali la sua famiglia rimasta in Italia non ha mai rinunciato. (4-10289)