• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/06330 la lotta all'evasione fiscale, male storico del nostro paese, deve rappresentare una costante priorità dell'azione del Governo e delle Agenzie fiscali, se non altro per perseguire evidenti...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-06330presentato daSOTTANELLI Giulio Cesaretesto diGiovedì 10 settembre 2015, seduta n. 479

SOTTANELLI, GALGANO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che:
la lotta all'evasione fiscale, male storico del nostro paese, deve rappresentare una costante priorità dell'azione del Governo e delle Agenzie fiscali, se non altro per perseguire evidenti ragioni di eguaglianza sostanziale tra i cittadini, in attuazione del principio costituzionale, esempio di civiltà sociale ed economica, sancito dall'articolo 53 della Carta fondamentale, secondo cui tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva;
per contrastare l'evasione fiscale occorre avere un'organizzazione amministrativa efficiente e competente, dove, al di là degli strumenti tecnici e informatici, siano correttamente valorizzate le persone e le relative professionalità, nel rispetto dei principi consacrati nell'articolo 97 della Costituzione, tra i quali vanno sottolineati quelli concernenti il buon andamento dell'amministrazione e il pubblico concorso;
le Agenzie fiscali e, in particolare, l'Agenzia delle entrate hanno, quindi, l'onere e l'obbligo, per perseguire efficacemente i propri fini istituzionali, di prestare la massima cura nella valorizzazione delle professionalità del proprio personale dipendente, in modo rispettoso delle procedure concorsuali, riconoscendo ai vincitori delle relative selezioni, soprattutto quando basate su titoli ed esami, il corretto inquadramento lavorativo, con l'effetto di stimolare l'ulteriore accrescimento professionale dei dipendenti e ottenere, così, un potenziale sensibile miglioramento delle performance volte ad ottenere una maggiore fedeltà fiscale dei contribuenti;
nel tratteggiato ideale contesto organizzativo, riguardo alle politiche del personale assume, dunque, anche autonomo e apprezzabile valore l'instaurazione e il mantenimento di un sereno clima lavorativo, fondato sulla correttezza e legittimità dei bandi di concorso, per titoli ed esami, pubblicati e le cui prove abbiano visto la proclamazione dei vincitori con il conseguente inquadramento professionale;
nello specifico, al di là della nota vicenda dei dirigenti nominati in violazione dei principi costituzionali di buon andamento e di accesso per concorso pubblico recati dal citato articolo 97, come riconosciuto dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 37 del 2015, l'Agenzia delle entrate risulta investita da un'altra vicenda, sostanzialmente negletta dai mezzi di comunicazione, salvo alcuni accenni ripresi da «Il Sole 24 ore» (edizioni del 24 e del 25 luglio 2015) e dai sindacati (principalmente, l'USB sul proprio sito http://agenziefiscali.usb.it), che riguarda la propria organizzazione interna; si tratta dell'adozione, a seguito di alcune recenti sentenze TAR, di un'azione volta alla «retrocessione» di oltre 700 dipendenti, dalla qualifica di funzionario-Terza Area a quella di impiegato-Seconda Area, vincitori a suo tempo di bando di concorso interno per titoli ed esami;
i predetti dipendenti dell'Agenzia delle entrate sarebbero stati colpiti dalla «retrocessione» sancita indirettamente dal giudice amministrativo a causa di un vizio nel bando di concorso originario, il quale, in applicazione del contratto integrativo sottoscritto nel 2000 inerente al personale dell'allora Ministero dell'economia e delle finanze, aveva previsto, tra gli altri, una selezione per titoli ed esame per il passaggio dalle posizioni B1, B2, B3 e B3 Super dell'area B (oggi seconda area) alla posizione C1 dell'area C (oggi terza area F1);
detto bando di concorso, articolato su base regionale, prevedeva un percorso formativo di qualificazione e aggiornamento professionale, sulla base di una graduatoria preliminare per titoli, dove il peso assolutamente determinante era costituito dall'anzianità di servizio, con l'effetto pratico di escludere ab initio l'accesso ai dipendenti B3 e B3 Super (tutti assunti in virtù di concorso pubblico per esami e, per lo più, laureati), collocati in posizione apicale dell'Area B corrispondente alla vecchia carriera di concetto, ma con minore anzianità di servizio rispetto ai colleghi inquadrati nelle posizioni B1 e B2, riconducibili alla vecchia carriera esecutiva;
la Corte Costituzionale (sentenze n. 1 del 1999 e n. 194 del 2002) si era espressa per ritenere in contrasto con il principio costituzionale del buon andamento dell'azione amministrativa, sancito dall'articolo 97 della Costituzione, tanto il cosiddetto «doppio salto» di posizione quanto l'attribuzione di un peso eccessivo all'anzianità di servizio; cosicché, per evitare che il bando fosse invalidato, sulla base di un accordo sindacale del 2003, i dipendenti B3 e B3 Super sono stati ammessi a partecipare in soprannumero al percorso formativo e al conseguente esame finale, in quanto inquadrati nel livello immediatamente inferiore a quello messo a bando, cosa che peraltro era stata prevista per il coevo concorso da C1 e C2 a C3;
molti dipendenti B3 e B3 Super risultavano vincitori del concorso e sottoscrivevano a far data dal 1o febbraio 2007 un nuovo contratto individuale di lavoro; tuttavia, il risultato raggiunto tramite un accordo sindacale non si era tradotto in una modifica del bando, per cui i candidati risultati idonei impugnavano la graduatoria invocando il valore di lex specialis del bando stesso, a prescindere dagli orientamenti della Corte Costituzionale, e l'inefficacia degli accordi sindacali del 2003; dopo anni, il giudice amministrativo (TAR Lazio sentenza n. 9352 del 2013 e sentenza n. 3007 del 2015) accedeva alle tesi dei ricorrenti, escludendo ab origine dalla selezione concorsuale i dipendenti B3 e B3 Super;
gli atti di «retrocessione», adottati con una semplice comunicazione agli interessati, sono diramati dalle varie direzioni regionali, con date di decorrenza diverse in base ai contenziosi regionali instauratisi, e riguardano circa 700 funzionari, per cui, ad esempio, i 53 «retrocessi» per il Lazio sono stati tutti declassati a far data dal 25 marzo 2015, a prescindere pure dalla data di ricezione della menzionata comunicazione, mentre risulta che simili comunicazioni sono prossime ad essere inviate relativamente alle regioni Campania, Sicilia, Emilia Romagna e Veneto;
l'Agenzia delle entrate, in data 8 aprile 2015, ha sottoscritto con tutte le organizzazioni sindacali (FP-CGIL, CISL-FP, UIL-PA, CONFSAL/SALFI, USB-PI/RDB-PI, FLP) un verbale d'intesa riguardante «Ipotesi di interpretazione autentica dell'articolo 102, comma 3 del CCNL del Comparto agenzie fiscali 2002-2005», per tentare di risolvere la vicenda, ma, a quanto consta, il Dipartimento della funzione pubblica non avrebbe dato parere positivo, per cui siffatta soluzione è di fatto bloccata;
la situazione creatasi, in disparte da considerazioni su ulteriori verosimili contenziosi i cui effetti non sono prevedibili, appare molto grave almeno sotto due profili: in relazione alle persone direttamente colpite dalla «retrocessione», dopo ben oltre otto anni di svolgimento dell'attività di funzionario, talora con il conseguimento di ulteriori progressioni, atteso che la qualifica è stata conseguita in base a superamento di procedura concorsuale; in ordine al generale clima di potenziale incertezza ingenerato in tutto il personale dell'Agenzia delle entrate, atteso che l'essere vincitore di concorso, la stipula del relativo contratto individuale di lavoro e lo svolgimento delle pertinenti funzioni non danno garanzia sufficiente, neppure a distanza di molti anni, della professionalità acquisita, anzi, all'opposto, si traducono in una penalizzazione professionale per l'aver perso la possibilità, negli anni trascorsi, di partecipare ad altre procedure concorsuali per la terza area;
l'intera vicenda, oltre ad apparire surreale quanto alla gestione delle risorse umane, rischia in concreto di intaccare ulteriormente l'efficacia dell'azione di controllo svolta dall'Agenzia delle entrate in merito all'adempimento da parte dei contribuenti degli obblighi tributari, non potendo più, tra l'altro, i dipendenti «retrocessi» essere destinatari di provvedimenti di delega per la sottoscrizione di atti aventi efficacia esterna, con il consequenziale effetto di una riduzione degli atti di accertamento diretti al recupero di tributi e di base imponibile –:
quali iniziative intenda adottare per porre rimedio al problema delineato, in modo da salvaguardare tanto la professionalità dei dipendenti coinvolti, non penalizzandone ingiustamente la posizione economica e giuridica, quanto l'operatività dell'Agenzia delle entrate, affinché possa continuare ad avvalersi legittimamente e stabilmente dell'operato di tali funzionari per la lotta all'evasione fiscale. (5-06330)