• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/00828 PANIZZA - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che: con provvedimento del comitato di gestione del 30 luglio 2013 dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli è stata...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-00828 presentata da FRANCO PANIZZA
mercoledì 11 settembre 2013, seduta n.099

PANIZZA - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

con provvedimento del comitato di gestione del 30 luglio 2013 dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli è stata deliberata l'istituzione della Direzione interprovinciale delle dogane di Bolzano e Trento, in luogo delle due attuali Direzioni provinciali delle dogane dei medesimi capoluoghi (DPD);

queste ultime sono state istituite circa due anni e mezzo fa e precisamente a decorrere dal 1° novembre 2010, per volere dell'Agenzia centrale che vedeva nell'indipendenza la soluzione agli atavici problemi di carattere gestionale;

l'Agenzia delle dogane fino alla predetta data era strutturata a livello di regione Trentino-Alto Adige con una Direzione regionale a Bolzano (DRD) a cui facevano capo i due distinti uffici operativi di Trento e di Bolzano. In base ad una riforma degli assetti organizzativi, da tale data è stata riorganizzata la citata DRD in due distinte DPD istituite nelle rispettive province, alle cui dipendenze operano i corrispondenti uffici delle dogane e dei monopoli;

l'istituzione e l'avvio delle sopra indicate DPD di Trento e di Bolzano, che nella loro attività hanno sempre raggiunto e superato gli obiettivi prefissati dall'Agenzia, ha comportato per lo Stato, inevitabilmente, un notevole dispendio di energie e di risorse economiche ed umane (quali la nomina di 6 dirigenti e di 2 coordinatori di direzione, il trasferimento di numerosi funzionari dai sottoposti uffici delle dogane, la mobilità intercompartimentale da altre amministrazioni, la formazione del personale preposto, eccetera), in quanto costituite ex novo, ma con tutte le prerogative e le funzioni dell'ex DRD;

evidenziato che:

in recenti ed importanti documenti ufficiali dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, quali il bilancio di esercizio anno 2012 (pubblicato sul sito intranet dell'Agenzia in data 29 luglio 2013) e la delibera n. 210 del 21 maggio 2013 del comitato di gestione, che prefigura la configurazione organizzativa fino all'anno 2016 (anch'essa pubblicata sul sito), nulla faceva presagire una tale singolare decisione. Difatti, nei suddetti documenti, in cui viene sancita ed approvata la dotazione organica definitiva dell'intera Agenzia nonché il relativo piano di riforma degli assetti organizzativi (di cui all'art. 23-quinquies del decreto-legge n. 95 del 2012), vengono sempre confermate le due DPD di Trento e di Bolzano;

la delibera del comitato di gestione del 30 luglio 2013, che sopprime le DPD ed istituisce la direzione interprovinciale perviene, pertanto, priva di una plausibile motivazione e vanifica, inoltre, tutti gli enormi sforzi economici e gestionali effettuati a decorrere dal 1° novembre 2010 per l'istituzione delle DPD di Trento e di Bolzano, che finalmente, dava invece soluzione alle perenni difficoltà e contraddizioni insite in una struttura regionale, avente il compito di gestire due provincie pur autonome ma profondamente "diverse";

tenuto conto che:

la modifica organizzativa rappresenterebbe un ritorno al passato che, di fatto, certificherebbe il fallimento delle due direzioni che hanno avuto appena il tempo di avviarsi e, quindi, più che di spending review, nella fattispecie si potrebbe parlare solo di costi e di perdite, quali, per esempio, centinaia di migliaia di euro spesi per i soli stipendi e premi incentivanti dei dirigenti che avevano l'incarico di avviare la nuova macchina organizzativa delle DPD; decine e decine di migliaia di euro spesi per la formazione del personale, quest'ultima appositamente erogata per far acquisire le specifiche funzioni delle due DPD; assunzione mirata di personale, mediante mobilità intercompartimentale, per coprire l'organico; sofferenze e disagi del personale degli uffici operativi, costretto al trasferimento verso le DPD per far fronte alle loro esigenze operative; investimenti per l'insediamento degli uffici (soprattutto della DPD di Trento), realizzazione di apposite sale informatiche, sale riunioni e così via;

l'abolizione delle DPD di Trento e di Bolzano rappresenterebbe, dunque, un atto molto grave, poiché in contraddizione con gli investimenti effettuati e lesivo dei principi e delle prerogative costituzionali dell'autonomia trentina e dell'Alto Adige (decreto del Presidente della Repubblica n. 752 del 1976, recante le norme di attuazione dello statuto speciale), che, invece, con le DPD avevano trovato il naturale completamento (così come peraltro risultano strutturate le attuali Direzioni provinciali dell'Agenzia delle entrate e del territorio di Trento e di Bolzano);

come risulta dal provvedimento del comitato di gestione che delibera l'istituzione della Direzione interprovinciale delle Dogane di Bolzano e Trento, in luogo delle due DPD verranno soppresse tre posizioni dirigenziali a livello periferico per spostarne compiti e funzioni, due a livello centrale (per la gestione del personale riconducibili all'area monopoli) e una a livello regionale;

da ultimo, anche i sindacati locali di Trento e di Bolzano hanno espresso una decisa avversione al progetto così come presentato nella delibera;

considerato che:

la sopprimenda DPD di Trento insiste su tutto il territorio della provincia di Trento, che, per la sua collocazione geografica, è da sempre inserito in una fitta rete di scambi commerciali con l'estero. Le imprese trentine internazionalizzate sono consistenti e di dimensioni medio-grandi. Basti pensare che importanti case di trasporto internazionale sono ubicate nel Trentino (per tutte, la società Arcese);

nel settore delle accise, il Trentino è caratterizzato dalla presenza di molti impianti di produzioni di alcole e di trasformatori, dei quali alcuni di grosse dimensioni sono ubicati presso i territori dei comuni di Mezzocorona, Volano, Arco e Rovereto;

di particolare importanza è anche la presenza di aziende elettriche e gas metano, senza poi considerare il nascente sviluppo delle fonti rinnovabili (parecchi impianti fotovoltaici);

nella provincia di Trento è presente un deposito fiscale di prodotti energetici (unico nella regione) che versa all'erario oltre 170 milioni di euro annui;

oltre a quello del capoluogo di provincia, anche il tessuto industriale del comune di Rovereto è considerevole, tanto che in questa città risulta radicato da sempre un ufficio delle entrate (ex Iva, entrate e registro). Perfino le dogane erano presenti fino al mese di ottobre 1999, con una sezione operativa, istituita ai sensi dell'art. 9, comma 3, del testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 43 del 1973 e successive modificazioni e integrazioni. L'ufficio è stato, poi, dismesso unicamente per rinuncia da parte della società che aveva messo a disposizione dell'amministrazione il compendio doganale;

l'istituzione della Direzione provinciale di Trento ha avuto quindi, in termini di costi-benefici attesi, un impatto alquanto positivo preso gli operatori economici, i quali per le risoluzioni delle loro problematiche dovevano, prima, relazionarsi con l'ex Direzione regionale, ubicata nella città di Bolzano;

è da rilevare, inoltre, che, come disposto dalla direttiva direttoriale istituente la DPD di Trento, gran parte dell'attività indiretta è passata a quest'ultima dal dipendente ufficio delle dogane, a vantaggio di una più efficace ed incisiva efficienza dell'unico ufficio operativo, come la lotta all'evasione fiscale sia in ambito nazionale (accise e Iva) che in ambito comunitario (dazi all'importazione). Dal bilancio dell'esercizio 2012 pubblicato dall'Agenzia sul proprio sito istituzionale si legge nel capitolo "Contezioso doganale e accise" che la Direzione provinciale di Trento, al 2012, gestisce un contenzioso di ben 88 casi pregressi rispetto ai 6 di Bolzano e 8 casi nuovi (anno 2012), rispetto ad uno solo di Bolzano in campo doganale, mentre nel campo delle accise la Direzione provinciale di Trento gestisce ben 14 casi rispetto a zero casi della DPD di Bolzano;

la struttura di vertice ha perso, quindi, la funzione monotona di trasmissione delle direttive centrali verso il basso ed ha acquisito, invece, quella più importante, costituita dal "monitoraggio e il controllo delle attività, della uniforme applicazione delle disposizioni normative, assicurando, nel contempo, il supporto e l'indirizzo alle strutture operative anche attraverso l'audit interno";

il territorio trentino è uguale a quello di Bolzano, ove invece sono radicate ben 8 sezioni operative, con costi evidenti di gestione, rispetto all'unica sezione operativa di Trento, peraltro senza costi aggiuntivi, essendo i locali e le infrastrutture a carico della società Interbrennero, istituita con partecipazione della Provinciale autonoma di Trento,

si chiede di sapere quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di revocare la suddetta delibera del comitato di gestione dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli del 30 luglio 2013 e di mantenere le due attuali Direzioni provinciali delle dogane.

(4-00828)