• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/01694 nel novembre del 2011 l'Italia è arrivata ad un passo dal default finanziario, con un differenziale tra i rendimenti dei titoli di Stato tedeschi e quelli italiani pari a 575 punti base; ...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01694presentato daTABACCI Brunotesto diMartedì 15 settembre 2015, seduta n. 482

TABACCI. — Al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che:
nel novembre del 2011 l'Italia è arrivata ad un passo dal default finanziario, con un differenziale tra i rendimenti dei titoli di Stato tedeschi e quelli italiani pari a 575 punti base;
per effetto della crescita fuori controllo dello spread, l'Italia alla fine del 2011 aveva perso ogni credibilità sia a livello economico-finanziario nei confronti dei mercati, sia a livello politico nei confronti degli altri partner europei;
la crisi di Governo del 16 novembre 2011 fu una naturale conseguenza della perdita del controllo dei fondamentali dell'economia, già evidenziatasi nel corso dell'estate di quell'anno con un confuso e frenetico avvicendarsi di manovre economiche che venivano annunciate ufficialmente dal Ministro dell'economia e delle finanze pro tempore e smentite nell'arco di poche ore; il primo atto del nuovo Governo, varato in soli venti giorni a causa della gravissima emergenza in corso, è stato la riforma del sistema pensionistico;
la riforma delle pensioni del 6 dicembre 2011 ha rappresentato l'architrave su cui l'Italia ha ricostruito la propria credibilità internazionale ed ha rimesso in equilibrio nell'immediato e negli anni a venire la propria spesa pensionistica; l'assoluta urgenza di intervenire sulla materia delle pensioni ha prodotto anche sviste ed errori dettati nella redazione dell'articolato della riforma che si sono concretizzati nel vuoto normativo in cui sono venuti a trovarsi alcune centinaia di migliaia di cittadini, successivamente identificati con un'efficace formula giornalistica, con il termine «esodati»;
nel corso di questi anni si è provveduto a correggere gli errori e le sviste contenuti nel testo originale della riforma delle pensioni;
negli ultimi mesi, anche da parte di autorevoli esponenti del Governo, sono state rilasciate interviste e dichiarazioni agli organi di stampa che hanno paventato l'intenzione di modificare la riforma delle pensioni del 2011 con interventi tesi a rimettere in discussione, sia pure parzialmente, la ratio di fondo della riforma stessa, secondo la quale l'età del ritiro del lavoro non può prescindere dall'innalzamento della speranza di vita media degli italiani;
la necessità paventata da autorevoli esponenti del Governo e della maggioranza che lo sostiene di modificare la riforma delle pensioni sarebbe frutto della volontà di favorire, da un lato, l'uscita dal mondo del lavoro in anticipo di cittadini che siano disponibili ad accettare una decurtazione dell'assegno pensionistico e, dall'altro, dall'esigenza di rilanciare l'occupazione giovanile;
rendere possibile un'uscita anticipata dal lavoro rappresenterebbe un intervento sulla struttura portante della riforma del 2011, che in una certa qual misura andrebbe a rimetterne in discussione la ratio di fondo;
le grandi trasformazioni in atto in Italia e nel mondo stanno producendo sempre più la nascita di nuovi lavori e, al contempo, il venir meno di molti posti di lavoro in svariati settori, per cui sarebbe errato ritenere automatica la sostituzione dei lavoratori che decidessero di andare in pensione in anticipo rispetto a quanto previsto attualmente dalla legge, se fosse loro consentito, con l'assunzione di nuovi giovani lavoratori;
l'aumento dell'occupazione più che dal turn over può essere innescato da una crescita del processo di sviluppo, determinata, oltre che da un contesto internazionale più favorevole, anche da un'efficace azione del Governo ed in tal senso l'Esecutivo ed il Parlamento hanno lavorato con chiarezza di vedute e dunque molto positivamente nell'ultimo anno; rimettere in discussione a distanza di soli quattro anni dal varo i pilastri fondamentali della riforma delle pensioni, cosa ben diversa dall'intervenire per correggere eventuali altre storture dell'impianto del 2011 che dovessero emergere, avrebbe un effetto negativo sulla credibilità internazionale del Paese –:
se e in che misura il Ministro interrogato, e il Governo tutto, intendano intervenire in occasione dell'imminente sessione di bilancio, o con altro provvedimento, sulla riforma delle pensioni mettendo in discussione la sua ratio fondamentale che collega l'età del ritiro dal lavoro alla crescita della speranza di vita media dei cittadini. (3-01694)