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Atto a cui si riferisce:
S.1/00468 premesso che: l'Isis, gruppo terroristico islamista attivo in Siria e Iraq, è in continua espansione principalmente per 3 motivi convergenti fra loro: il nemico contro cui si battono sono...



Atto Senato

Mozione 1-00468 presentata da PAOLO ROMANI
martedì 15 settembre 2015, seduta n.504

Paolo ROMANI, BERNINI, D'ALI', FLORIS, PELINO, AMORUSO, MINZOLINI, RAZZI - Il Senato,

premesso che:

l'Isis, gruppo terroristico islamista attivo in Siria e Iraq, è in continua espansione principalmente per 3 motivi convergenti fra loro: il nemico contro cui si battono sono gli eserciti governativi dei succitati 2 Paesi ed entrambi sono in condizioni di instabilità; fra le tribù sunnite, il sostegno per l'Isis è in crescita, poiché vi è la diffusa percezione che sia l'unica loro difesa dalle potenti milizie sciite sostenute dall'Iran; la motivazione dei jihadisti sunniti è molto alta, affrontano il combattimento senza paura di morire, perché imbevuti di un'ideologia che santifica il martirio;

oko Haram, organizzazione terroristica jihadista diffusa nel nord della Nigeria, è un movimento sunnita salafita, influenzato dal wahhabismo che, nel corso del 2015, si è alleata con lo Stato Islamico, ed il cui reale obbiettivo sembrerebbe non essere quello del fanatismo religioso, ma quello politico ed economico causati dall'instabilità indotta da chi continua a sfruttare le risorse africane;

il comitato ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, che si colloca all'interno dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha il compito di monitorare i progressi compiuti dagli Stati parte nell'attuazione dei principi della Convenzione, evidenziando gli eventuali problemi o lacune ed individuando le misure da adottare;

il Comitato, nell'ultimo rapporto annuale del 2015, ha analizzato, approfondito e fatto emergere la tragica condizione in cui versano i minori siriani ed iracheni: bambini e ragazzi di età inferiore ai 18 anni che vengono impiegati sempre più come attentatori suicidi, informatori o scudi umani, e sottoposti a violenze sessuali sistematiche, torture, crocifissi e seppelliti vivi. I minori coinvolti nei conflitti armati risultano essere migliaia e sarebbero impiegati in tutto il mondo;

da un'analisi condotta da John G. Horgan, esperto di terrorismo e docente di psicologia alla Georgia State University di Atlanta, è emerso che l'Isis utilizza i bambini soldato anche per giustiziare i nemici; secondo le stime odierne almeno 700 bambini dovrebbero essere stati addestrati come combattenti;

dalle affermazioni del fondatore di "Raqqa is Being Slaughtered Silently", Abu Ibrahim Raqqawi, ragazzo siriano di 22 anni che ha vissuto nella terra natia sino al giugno 2015, si può evincere che lo Stato Islamico abbia costituito un vero e proprio programma di reclutamento, includente campi di addestramento per giovani e giovanissimi, ove gli stessi genitori indirizzano i figli in cambio di denaro. Tutte le scuole a Raqqa sarebbero state chiuse, così per i bambini la formazione del Califfato diverrebbe quasi un obbligo;

sempre a detta di Abu Ibrahim Raqqawi, nella provincia di Raqqa, ci sarebbero diversi campi d'addestramento per giovani, tra cui il campo al-Zarqawi, l'Osama Bin Laden, il Sherkrak, il Talaea camp e il campo al-Sharea. Solo in quest'ultimo si troverebbero tra i 250 e i 300 bambini e ragazzini di età inferiore ai 16 anni;

a Raqqa, i ragazzini più piccoli, che ancora non sono stati arruolati nei campi di addestramento, sarebbero posti in prima fila durante le decapitazioni e le crocifissioni pubbliche. Altresì, verrebbero adoperati per le necessarie trasfusioni di sangue dei combattenti feriti in battaglia, pagati per denunciare gli "infedeli" e i "traditori", così come per acclamare lo Stato islamico in pubblico;

considerato che:

Muhammadu Buhari, presidente della Nigeria a partire dal 29 maggio 2015, ha lanciato un'offensiva per reprimere i terroristi di Boko Haram, promettendo che, entro la fine del 2015, verrà sconfitto; purtroppo, però, la guerra è sempre più cruenta e, nel nord-est del Paese, continuano ad utilizzarsi bambine, con età compresa tra i 3 e i 10 anni, imbottite di materiale esplosivo per compiere attentati;

dall'insediamento del nuovo capo di Stato, gli uomini di Abubakar Shekau, leader di Boko Haram, hanno ucciso quasi un migliaio di civili e si stima che circa 800.000 persone, tra cui molti minori, siano sfollati e in fuga. L'esercito nigeriano tende ad intensificare la repressione, ma i miliziani rispondono con rappresaglie sui civili, specie se cristiani;

da dati divulgati dall'Unicef ammonterebbero a 743.000 i bambini sradicati dalle loro famiglie negli Stati in cui Boko Haram è predominante. Risulterebbero in aumento anche gli attentati suicidi: nel 2014, si fermavano a 26, mentre, nei primi 9 mesi del 2015, sono già 27 e la maggior parte di questi sono commessi da minori;

"i bambini sono le prime vittime, non i responsabili", come ha dichiarato il rappresentante Unicef in Nigeria, Jean Gough, e gli stessi "sono sfruttati intenzionalmente dagli adulti, nel modo più terribile possibile";

da quanto affermato da Joe Ekong, giovane studente cristiano fuggito da Maiduguri, città del Nord-Est del Paese funestata dagli attacchi jihadisti, l'esercito nigeriano sarebbe allo sbando, privo di armi e di mezzi necessari per respingere gli islamisti, nonostante gli sforzi del presidente Buhari, che ha siglato accordi con gli Stati limitrofi, per il rafforzamento dei controlli alle frontiere;

da quanto approfondito dal professor Suleiman Mohamed, docente di sociologia militare all'Università di Abuja, il fenomeno Boko Haram è stato finora troppo sottovalutato, poiché i precedenti Governi non lo hanno combattuto adeguatamente. Così facendo, è stato permesso agli jihadisti di seminare il terrore anche in Ciad, in Niger, nel Benin e nel sud del Camerun, dove hanno conquistato, altresì, le città di Maroua e Fotokol;

l'assalto nel villaggio di Kukuwa-Gari, avvenuto in data 19 agosto 2015, attaccato all'improvviso dagli estremisti islamici a bordo di moto e auto, è solo l'ultimo di una serie che ha falcidiato centinaia di persone, senza risparmiare i civili, compresi donne e bambini, nonostante il dispiegamento di una vasta operazione militare della task force multinazionale, che unisce diversi Paesi africani, per sconfiggere il gruppo jihadista che vuole imporre la "Sharia" nel nord del Paese;

negli ultimi mesi, l'esercito nigeriano ha compiuto diverse offensive per tentare di distruggere i campi di Boko Haram, liberando centinaia di persone prese in ostaggio dagli estremisti: 178 solo un mese fa, per la maggior parte donne e bambini. Un'altra settantina di persone sono state liberate l'11 agosto anche nel vicino Camerun, dove Boko Haram ha esteso il proprio raggio d'azione. Purtroppo però, nonostante gli sforzi profusi dall'esercito nazionale, i miliziani di Boko Haram continuano ad espandere il proprio domino nei Pesi dell'Africa centro settentrionale,

impegna il Governo:

1) ad intraprendere, con la massima urgenza, tutte le azioni idonee a favorire la normalizzazione delle relazioni diplomatiche coi Governi dei Paesi limitrofi ai territori controllati dall'Isis e Boko Haram, nonché concrete iniziative finalizzate ad aiutare i civili, con particolare attenzione a donne e bambini;

2) a sostenere, in sede sia bilaterale che multilaterale, e di concerto con gli altri Stati membri dell'Unione europea e con gli Stati Uniti d'America, trattative volte alla tutela dei minori e degli infanti nei territori citati;

3) ad evitare di compiere qualsiasi atto e gesto simbolico di legittimazione di organizzazioni terroristiche islamiche e a promuovere nei loro confronti, di concerto con gli altri Stati membri dell'Unione europea e con gli Stati Uniti d'America, un'azione di intransigente contrasto ad ogni livello;

4) ad istituire un tavolo internazionale, coinvolgendo gli Stati partner, per trovare una soluzione comune all'annosa problematica dei soprusi ai danni dei minori perpetrate dai miliziani dell'Isis e di Boko Haram;

5) ad intraprendere tutte le operazioni di intelligence internazionale necessarie ad identificare gli autori dei crimini attuati contro i minori e gli infanti nei territori controllati dai miliziani dell'Isis e di Boko Haram;

6) a coinvolgere le Nazioni Unite, affinché inviino truppe a tutela dei minori e degli infanti vittime delle violenze;

7) ad intraprendere iniziative urgenti che: consentano in tempi rapidi di oscurare i siti web che inneggiano alla violenza e al fondamentalismo religioso; favoriscano controlli più rigorosi alle frontiere; reintroducano il reato di immigrazione clandestina; obblighino gli amministratori dei luoghi di culto islamici a rendere pubbliche le fonti di finanziamento per il mantenimento degli stessi; obblighino a usare la lingua italiana durante tutte le funzioni religiose, per scongiurare l'ipotesi di infiltrazioni terroristiche nel nostro Paese.

(1-00468)