• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
S.3/02184 ENDRIZZI, MONTEVECCHI, SERRA, CAPPELLETTI, MORRA, CRIMI, CIOFFI, PUGLIA, DONNO, GIARRUSSO, MORONESE, FUCKSIA, BERTOROTTA, SANTANGELO - Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-02184 presentata da GIOVANNI ENDRIZZI
martedì 15 settembre 2015, seduta n.504

ENDRIZZI, MONTEVECCHI, SERRA, CAPPELLETTI, MORRA, CRIMI, CIOFFI, PUGLIA, DONNO, GIARRUSSO, MORONESE, FUCKSIA, BERTOROTTA, SANTANGELO - Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo - Premesso che a quanto risulta agli interroganti:

in data 5 agosto 2015, dopo 5 anni di lavori, a Venezia è stata presentata la nuova ala dell'hotel Santa Chiara, un albergo che si trova in via Santa Croce 548 e si affaccia sul Canal Grande, il principale canale che attraversa la città. Si tratta dell'ampliamento di una struttura esistente da più di 500 anni, che originariamente ospitava un convento e che successivamente fu trasformata in un hotel;

la prima richiesta per un ampliamento dell'hotel risale al 1957 e si è conclusa più di cinquant'anni più tardi, dopo l'approvazione di un permesso da parte del Comune che consentiva una nuova volumetria per 9.885 metri cubi su una superficie di 659 metri quadrati;

la nuova ala dell'hotel Santa Chiara ospiterà 19 stanze e un parcheggio interrato con 16 posti auto, ed è stata progettata dagli architetti Antonio Gatto (ex presidente dell'ordine degli architetti di Venezia e già membro della commissione di salvaguardia), Dario Lugato (secondo gli elementi acquisiti dagli interroganti, già interessato dall'indagine su una presunta corruzione e su presunte tangenti intorno ai lavori del MOSE) e Maurizio Varratta. Il sito internet il 17 luglio 2012 riportava peraltro che "Lugato è in studio con Alioscia Mozzato, urbanista salito agli onori della cronaca, qualche anno fa, per aver presentato il progetto di villetta a due piani a Torcello per l'allora ministro Renato Brunetta. Cemento, vetro e ferro in mezzo alle barene e all'isola incontaminata. E il progetto, pur sostenuto da Antonio Gatto, presidente dell'Ordine degli architetti e membro della commissione di Salvaguardia, che di quel progetto si doveva occupare, venne accantonato";

considerato che:

l'ampliamento dell'hotel Santa Chiara ha sin da subito suscitato aspre critiche tra cittadini veneziani ed esperti. Le testate giornalistiche "Corriere del Veneto" e " Il Gazzettino" di Venezia, nei giorni successivi alla presentazione della nuova ala, hanno proposto sui propri siti internet alcuni sondaggi rivolti alla cittadinanza, in cui i "no" al gradimento dell'opera oscillavano fra l'87 e il 90 per cento. Tra gli esperti possono citarsi le opinioni sferzanti riportate dal sito di informazione on line del "Corriere della Sera" del 7 agosto 2015, espresse dal critico e storico dell'arte Vittorio Sgarbi, secondo cui "È una vergogna. Dovrebbe essere abbattuto", e dall'archeologo e storico dell'arte Salvatore Settis, per il quale "È una schifezza che offende Venezia, offende i veneziani, offende tutti coloro che nel mondo amano la città";

da quanto emerge dai citati organi di stampa, ciò che maggiormente ha negativamente colpito opinione pubblica ed esperti non è il contrasto col retro dell'edificio, quanto invece quello con quanto l'hotel Santa Chiara ha di fronte, ossia il Canal Grande, dove "il pugno nell'occhio (…) è davvero traumatico", come affermato dal giornalista e scrittore Gian Antonio Stella, su "Corriere della Sera", il 7 agosto 2015;

il dissenso relativo all'impatto del nuovo edificio è stato espresso anche da membri del Governo. In particolare, come riportato dal Corriere del Veneto del 7 agosto 2015, il sottosegretario di Stato del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Ilaria Borletti Buitoni, si è espressa, affermando che "il manufatto è del tutto incompatibile con la parte storica dell'hotel, non c'entra nulla con il contesto in cui si trova", aggiungendo che avrebbe richiesto un dossier agli uffici locali, in modo da approfondire e chiarire i percorsi autorizzativi (e non solo) con cui si è arrivati al "via libera" a costruire;

la citata richiesta di approfondimenti da parte del sottosegretario Borletti Buitoni, a giudizio degli interroganti, oltre ad essere la riprova dell'effetto altamente impattante dell'edificio sulla delicatissima estetica della città di Venezia, conferma gli interrogativi sul come sia stato possibile che un progetto simile abbia avuto l'autorizzazione, tanto più in un contesto, come quello veneziano, sottoposto a vincolo paesaggistico a tutela delle proprie peculiarità urbanistiche e del suo patrimonio artistico, per la quale la città è universalmente considerata una tra le più belle città del mondo ed è annoverata, assieme alla sua laguna, tra i siti italiani patrimonio dell'umanità dall'UNESCO;

considerato inoltre che:

pur essendo il citato progetto sottoposto ad aspre critiche ben prima della sua realizzazione e presentazione, gli enti preposti al suo controllo, e in particolare la Soprintendenza belle arti e paesaggio per Venezia e Laguna, non si sarebbero opposti, ed anzi il sovrintendente pro tempore dottoressa R. C. (già al centro di altre polemiche per aver dichiarato a una televisione austriaca di non esser preoccupata per le grandi navi da crociera), sarebbe stata "promossa" con la nomina a direttore della Soprintendenza belle arti e paesaggio del Comune di Roma;

con l'atto di sindacato ispettivo 5-00521, presentato alla Camera in data 3 luglio 2013, con cui si chiedeva al Governo se non ritenesse opportuno e necessario revocare/riesaminare l'attribuzione dell'incarico al citato sovrintendente belle arti e paesaggio, il Ministro in indirizzo era stato investito riguardo a numerosi casi di scarsa tutela dei beni culturali e paesaggistici ascrivibili alla citata soprintendente;

considerato infine che:

risulta agli interroganti che, oltre alla citata contrastata opera, a Venezia starebbe per essere costruito, con regolare autorizzazione, un nuovo manufatto, rispetto al quale stanno sorgendo analoghe polemiche. Si tratta di un voluminoso edificio, anch'esso di forma cubica, affacciato sul canale della Fondamenta dei Tabacchi, a pochi passi dal Canal Grande, il quale si prolunga fino alla parte posteriore su piazzale Roma, a fianco dell'ottocentesco palazzo delle Assicurazioni Generali, e che dovrebbe sostituire un edificio a un piano, utilizzato come garage, dietro il quale è visibile la ciminiera della Manifattura Tabacchi;

il nuovo edificio sorgerebbe su un'area di proprietà del Comune di Venezia,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo intenda riferire in merito alla regolarità, correttezza e trasparenza della procedura che ha portato all'autorizzazione e alla realizzazione del descritto e assai contestato ampliamento dell'hotel Santa Chiara di Venezia, anche all'esito di quanto emerso dal dossier richiesto dal Sottosegretario Borletti Buitoni;

se non consideri necessario promuovere un intervento volto al recupero estetico dell'edificio e dunque dell'intera area su cui esso sorge, attraverso un concorso internazionale di idee, e sviluppando una discussione sul tema in cui vengano coinvolti urbanisti, architetti, storici dell'arte, sociologi, geografi e la cittadinanza veneziana;

se non reputi opportuno, nei limiti delle proprie attribuzioni, alla luce dei fatti descritti in premessa, riesaminare l'attribuzione dell'incarico di attuale direttore della Soprintendenza belle arti e paesaggio del Comune di Roma, alla dottoressa R. C., responsabile dell'autorizzazione relativa al contestato ampliamento dell'hotel Santa Chiara di Venezia;

se non ritenga doveroso porre in essere gli opportuni atti ispettivi di propria competenza, volti a vigilare, verificare e impedire ogni evidenza di deterioramento eventualmente causato dalla realizzazione del nuovo manufatto di cui in premessa, che sorgerebbe sul canale della Fondamenta dei Tabacchi a Venezia.

(3-02184)