• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/01810 il 20 aprile del 1989 il comune di Salerno, con deliberazione della giunta, affidava ad uso gratuito dei locali in cui l'A.I.G. sezione di Salerno, avrebbe potuto svolgere attività di ostello...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-01810presentato daGIORDANO Silviatesto diGiovedì 12 settembre 2013, seduta n. 76

SILVIA GIORDANO, MANTERO, LOREFICE, DI VITA, DALL'OSSO, BARONI, CECCONI, COZZOLINO, TONINELLI, LOMBARDI, DIENI, COLONNESE e TOFALO. — Al Ministro dell'interno, al Ministro per l'integrazione . — Per sapere – premesso che:
il 20 aprile del 1989 il comune di Salerno, con deliberazione della giunta, affidava ad uso gratuito dei locali in cui l'A.I.G. sezione di Salerno, avrebbe potuto svolgere attività di ostello per la gioventù, con l'affidamento ad una cooperativa sociale di tipo B denominata Livingstone;
visti gli enormi flussi di giovani che frequentavano l'ostello, la suddetta cooperativa, fin dai primi anni, evidenziò la necessità di intervento, da parte dell'amministrazione comunale, verso una nuova localizzazione della struttura per dare dignità alla città in termini di sensibilità verso i giovani turisti al fine di porre delle basi per una crescita di possibilità lavorative legate all'incremento delle presenze. La giunta, in primo momento, recepì tale richiesta (Del. giunta n. 850 del 23 giugno 1999);
in seguito, con deliberazione di giunta n. 669 del 5 giugno 2002, il comune destinava i suddetti locali per l'accoglienza di persone in stato di indigenza di nazionalità sia italiana che straniera ivi compresi persone di passaggio con gravi stati di disagio;
nel corso degli anni l'ostello accoglieva flussi turistici sociali che vedevano intere comunità straniere integrarsi perfettamente con il tessuto sociale cittadino;
oggi la cooperativa sociale Livingstone continua il suo operato attraverso il lavoro di 7 dipendenti. La prima accoglienza e l'integrazione tra le comunità rappresentano i punti di forza che, in una città come Salerno, non trovano alcun altro esempio. Anche la Caritas sezione di Salerno, l'organismo pastorale della Cei per la promozione della carità, affida la prima accoglienza di persone indigenti proprio all'ostello in questione;
ultimamente, purtroppo, il comune di Salerno ha improvvisamente cambiato rotta rispetto alla solidarietà nei confronti dell'ostello. Nel recepire le disposizioni volte al contenimento dei costi della pubblica amministrazione, intende dismettere i fitti passivi senza ricercare, sembra stranamente solo in questo caso, alcuna soluzione che possa portare ad una soluzione soddisfacente per le parti;
trasferire l'ostello in locali di proprietà del comune o tentare una trattativa con il proprietario degli attuali locali per una riduzione del costo di fitto, sarebbero i primi due passaggi obbligatori dettati dalla norma e soprattutto dal buon senso. Chiedere un impegno ancora maggiore, in termini di riservatezza di posti letto da destinare alla prima accoglienza, potrebbe costituire un equilibrio tra costi e benefici per la collettività;
queste ed altre soluzioni sono proposte dalla cooperativa Sociale che chiede solo di poter mantenere i posti di lavoro e garantire i livelli minimi di accoglienza per le persone disagiate ancor più numerose in questo periodo di enorme crisi –:
se non ritengano opportuno attivarsi, per le parti di propria competenza valutando se tra gli immobili confiscati alla criminalità organizzata ne sussistano di idonei a consentire alla citata cooperativa di continuare ad operare per una attività di prima accoglienza che è stata base positiva per creare integrazione attiva e sodale, tanto più importante in una fase di gravissima crisi economica. (4-01810)