• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.3/01705 è di pochi giorni fa la notizia secondo la quale una bambina di 10 anni di Bologna e due tredicenni di Lucca e Reggio Emilia hanno riportato seri danni permanenti alla vista, dopo aver rivolto...



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-01705presentato daBINETTI Paolatesto diGiovedì 17 settembre 2015, seduta n. 484

BINETTI. — Al Ministro dell'interno, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:
è di pochi giorni fa la notizia secondo la quale una bambina di 10 anni di Bologna e due tredicenni di Lucca e Reggio Emilia hanno riportato seri danni permanenti alla vista, dopo aver rivolto verso i loro occhi il raggio laser a luce verde dei puntatori, facilmente acquistabili per strada o nelle bancarelle e alle fiere: a renderlo noto è stato il primario del reparto di oftalmologia dell'ospedale Sant'Orsola di Bologna, professor Antonio Ciardella;
lo stesso primario dell'ospedale bolognese ha spiegato che il ragazzino di tredici anni ha perso nove diottrie ad un occhio, il suo coetaneo di Reggio Emilia tre, mentre la bambina di dieci anni di Lucca ha perso un grado ad entrambi gli occhi: i danni riportati potranno essere trattati, ma non si potrà pervenire ad un miglioramento del quadro clinico finora emerso (nel caso del bambino di Lucca, sono state riscontrate anche delle cicatrici all'interno delle quali si sono formati dei vasi con relative emorragie);
il puntatore, sempre secondo la ricostruzione del primario Ciardella, ha provocato l'ustione dei foto-ricettori della retina, provocando danni fototossici permanenti alla macula dell'occhio;
dalle deposizioni dei genitori e dei nonni dei bambini (rimasti gravemente feriti dall'uso improprio del puntatore laser, raccolte dal procuratore aggiunto Valter Giovannini, titolare dell'inchiesta e coordinatore dei fascicoli aperti dalla procura di Bologna) è emerso che i puntatori sono stati acquistati da venditori ambulanti, probabilmente di origine pakistana, bengalese o cinese, nelle città di Bologna, Rimini e Firenze;
i puntatori laser a luce verde, erroneamente considerati come oggetti giocattolo dalla maggior parte dell'opinione pubblica, sono in realtà degli strumenti di lavoro la cui vendita, quindi, dovrebbe sottostare a rigide regolamentazioni che ne limitino la diffusione e che, soprattutto, tutelino i bambini da un uso improprio la cui pericolosità è ormai stata accertata;
in un recente passato, la procura di Pordenone ha agito contro dodici venditori di questi strumenti di lavoro mascherati da giocattoli, con sanzioni molto pesanti e procedimenti penali;
ciò che però serve con la massima urgenza, è un intervento sull'intero territorio nazionale delle forze dell'ordine che impedisca la vendita presso ambulanti e bancarelle delle fiere di questi strumenti altamente pericolosi per la salute –:
alla luce di quanto espresso in premessa, quali siano gli orientamenti dei Ministri interrogati sulla vicenda e quali iniziative intendano porre in essere affinché la vendita libera ed incontrastata di questi puntatori laser a luce verde sia sottoposta ad una rigida regolamentazione che, innanzitutto, ne specifichi la tipologia (strumenti di lavoro anziché giocattoli) e ne disponga la commercializzazione secondo quanto già previsto per qualsiasi strumento di lavoro in grado di procurare seri danni alla salute, come quelli riportati dai tre bambini di cui in premessa;
se non sia possibile coordinare un intervento su scala nazionale delle forze dell'ordine che impedisca la vendita di questi strumenti di lavoro presso gli ambulanti o all'interno di fiere e mercati rionali;
se non sia possibile attivare una campagna di informazione, diretta soprattutto ai minori, che sottolinei la pericolosità di questi puntatori e che ne scoraggi l'acquisto e l'utilizzo improprio. (3-01705)