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Atto a cui si riferisce:
S.1/00471 premesso che: i centri di accoglienza per i migranti non sempre riescono ad offrire reali opportunità di autonomia e integrazione; infatti, le persone che dovrebbero rimanere in questi...



Atto Senato

Mozione 1-00471 presentata da ANTONIO SCAVONE
martedì 29 settembre 2015, seduta n.512

SCAVONE, BARANI, AMORUSO, AURICCHIO, COMPAGNONE, CONTI, D'ANNA, FALANGA, LANGELLA, Eva LONGO, MAZZONI, VERDINI - Il Senato,

premesso che:

i centri di accoglienza per i migranti non sempre riescono ad offrire reali opportunità di autonomia e integrazione; infatti, le persone che dovrebbero rimanere in questi centri non più di 6 mesi spesso vi rimangono anche per anni;

è necessario e urgente offrire una risposta concreta ai bisogni del migrante e una risposta alla complessa emergenza che l'Italia e l'Europa deve e dovrà ancora affrontare, pensando anche a modelli integrativi di accoglienza;

a giudizio dei proponenti un vero esperimento di solidarietà e di integrazione può essere rappresentato dall'aprire le porte di casa a chi è stato costretto a scappare dal proprio Paese per sfuggire a guerre, persecuzioni o violazioni di diritti umani, offrendo loro una famiglia con cui condividere la quotidianità;

la vera integrazione passa attraverso una relazione umana che non deve essere vista solo in modo unilaterale, come fondata esclusivamente sullo spirito di solidarietà e di carità di chi accoglie, ma può e deve essere vista come un aiuto e un arricchimento per entrambi gli attori coinvolti, nella consapevolezza che su questa interrelazione si può costruire un nuovo percorso integrativo, identitario e di autonomia;

è necessario dare una risposta, in termini di integrazione sociale e culturale, alle complesse problematiche dei migranti ed anche individuare un modo per ridurre la tensione sui territori;

occorre pensare a un nuovo modello di accoglienza che riguardi le persone adulte e le famiglie con figli, che hanno richiesto l'asilo politico, che hanno ottenuto lo status di rifugiato, dando priorità a quelle che si trovano in una condizione di elevata vulnerabilità psicofisica;

tale modello di accoglienza dovrebbe essere formulato tenendo conto del fatto che i nuclei familiari coinvolti nell'ospitalità dei migranti e dei rifugiati dovranno essere aiutati e sostenuti, anche attraverso un contributo economico. "L'altro" diventa risorsa e non solo un vincolo e tutto ciò, in un clima di maggiore serenità verso gli immigrati, può facilitare l'accoglienza;

il progetto deve prevedere che le associazioni, le cooperative sociali, già coinvolte nell'accoglienza di primo e di secondo livello, vengano autorizzate anche alla possibilità di utilizzare "l'accoglienza diffusa in famiglia"; fondamentale sarà il ruolo e il compito di un'équipe multidisciplinare la quale dovrà: identificare le famiglie idonee all'accoglienza attraverso colloqui multidisciplinari; predisporre una scheda descrittiva e un profilo familiare in cui emergono le capacità di accoglienza e le risorse (affettive, culturali, linguistiche); individuare i singoli e le famiglie idonee ad essere accolte in famiglia; predisporre una scheda descrittiva della famiglia e del singolo ospite; stilare un progetto personalizzato e di inserimento familiare; procedere ad assegnare i migranti alle famiglie ospitanti sulla base dei profili tracciati; concordare con entrambi (ospite e ospitante) e redigere un piano relazionale di accoglienza personalizzato (PRAP); preparare all'accoglienza attraverso un supporto continuo formativo e informativo, sia alla singola famiglia che a gruppi di famiglie affidatarie. Sarà necessario prevedere la supervisione quotidiana nel primo periodo dell'inserimento in famiglia e successivamente la stesura di un report periodico e l'invio alle istituzioni competenti;

occorrerà consentire ai cittadini di candidarsi, o di essere candidati direttamente dalle cooperative sociali e dalle associazioni, all'accoglienza in famiglia. Questo modello prevede che ad accogliere il migrante, o una famiglia di migranti, possa essere sia una famiglia che un singolo cittadino e che tale accoglienza possa avvenire sia nell'abitazione di residenza o in altri immobili di proprio possesso;

è ipotizzabile che per la realizzazione di tale modello di accoglienza possano candidarsi le famiglie che non hanno un reddito superiore ai 25.000 euro;

le cooperative sociali e le associazioni autorizzate, avvalendosi dell'équipe multidisciplinare, sono gli organismi che predispongono un elenco di famiglie o di singoli cittadini ospitanti e che individueranno i soggetti idonei, in ragione di una valutazione psico-socio-ambientale;

un'équipe multidisciplinare in seno alla cooperativa valuterà i bisogni e le caratteristiche delle famiglie ospitanti, costruendo dei profili personalizzati delle famiglie ospitanti e dei migranti. Inoltre prevedrà un percorso di sostegno e supporto continuo in modo da facilitare l'accoglienza;

ogni famiglia ospitante potrà accogliere un numero massimo di una famiglia o di 2 persone dello stesso genere, della stessa etnia e di aree non in conflitto tra loro;

il "progetto di accoglienza diffuso in famiglia" è pensato per la durata di 9 mesi, mentre le eventuali proroghe verranno valutate e definite dall'équipe multidisciplinare e autorizzate dagli organi competenti;

la cooperativa sociale e le associazioni avranno un ruolo fondamentale nella predisposizione dell'équipe multidisciplinare, nonché nelle attività di alfabetizzazione primaria, inserimento scolastico e professionale, inserimento lavorativo, incontro domanda-offerta tra gli operatori economici, informazione dei diritti e dei doveri, utilizzazione di corsi formativi, rapporti con le istituzioni di volontariato, aspetti ordinari sanitari, servizi centralizzati, acquisti di beni primari (vestiario e intimo), predisposizione del pocket money e scheda telefonica;

tale nuovo modello di accoglienza potrà prevedere un piano economico, costruito su una quota di 35 euro giornaliere a persona come di seguito illustrato: la cooperativa sociale e le associazioni forniranno: a) personale (équipe pluridisciplinare o personale specilistico ed amministrativo); b) pocket money; c) acquisto e distribuzione vestiario; d) attività di alfabetizzazione primaria, informazione e formazione; e) utenze varie; il tutto per un costo giornaliero ad unità di 19 euro e un costo mensile ad unità di 570-589 euro; la famiglia fornirà: a) custodia o affitto della casa; b) alimentazione; c) igiene ambientale e personale; d) servizi di lavanderia; e) servizio e trasporto; il tutto per un costo giornaliero ad unità di 16 euro e un costo mensile ad unità di 480-496 euro;

tuttavia, se si inseriscono all'interno di una medesima famiglia 2 persone o un nucleo familiare, la parte economica che spetta alla famiglia può prevedere una riduzione proporzionale al numero delle persone accolte (ad esempio: 480 una persona, 430 euro la seconda persona, 400 la terza), ma non si potrà scendere sotto i 400 euro,

impegna il Governo:

1) a predisporre tutti gli opportuni provvedimenti amministrativi necessari per realizzare il modello di "accoglienza diffusa dei migranti in famiglia", con il coinvolgimento delle Prefetture (che predispongono i bandi e le assegnazioni) e delle cooperative sociali e associazioni autorizzate che già si occupano dell'accoglienza di primo e di secondo livello;

2) ad applicare alle cooperative sociali, alle associazioni e alle famiglie coinvolte i parametri economici come previsti sopra, coerenti peraltro con i piani economici fissati ad oggi per i centri di accoglienza di primo e secondo livello;

3) a prevedere, all'interno degli standard funzionali della cooperativa o associazione, il ruolo di un'équipe multidisciplinare formata da: uno psicologo o psicoterapeuta, un assistente sociale, un antropologo o mediatore culturale e mediatore linguistico, cui dovrà essere affidato il compito di individuare le famiglie idonee all'accoglienza, tenendo conto della loro capacità e risorse affettive, culturali e linguistiche e a stilare un progetto personalizzato di inserimento familiare, nonché a verificare che gli spazi condivisi e quelli destinati al migrante o alla famiglia ospite siano coerenti con gli standard normativi vigenti. In caso di disabilità la casa deve essere dotata di tutti quei requisiti previsti dalla normativa in tema di riduzione delle barriere architettoniche, prevedendo, altresì, la presenza di un secondo bagno a disposizione della famiglia o dell'ospite. Ogni équipe così composta avrà in carico un numero massimo di 25 famiglie accoglienti;

4) a prevedere il ruolo e i compiti della famiglia ospitante. In particolare, la famiglia ospitante dovrà occuparsi: della preparazione o dell'acquisto del cibo, tenendo conto anche delle abitudini alimentari, dell'igiene sanitaria ambientale, dell'acquisto di tutto ciò che serve per l'igiene personale e ambientale. Tuttavia, in un'ottica di condivisione, anche la famiglia ospite o il singolo accolto dovrà partecipare alla cura e al mantenimento della pulizia della casa. Nella preparazione del cibo si devono tenere in considerazione le necessità e le tradizioni culturali e religiose dell'ospite e della famiglia ospite. Per facilitare alcuni spostamenti in situazioni di emergenza e l'eventuale raggiungimento di luoghi di cura, la famiglia ospitante dovrà essere automunita. Dovrà tenere in considerazione e rispettare il diverso modo di concepire le relazioni familiari, e il credo religioso. La famiglia ospitante dovrà rispettare gli accordi presi e definiti con il migrante e con la cooperativa sociale, ad esempio l'equilibrio tra integrazione e autonomia, la relazione, ma anche la reciproca indipendenza;

5) a prevedere il ruolo e i compiti della famiglia ospite o del singolo ospite. In particolare, l'ospite è chiamato a condividere la vita familiare e viverne la quotidianità. Pertanto è necessario che condivida con la famiglia ospitante le abitudini e le modalità di gestione della quotidianità. La famiglia ospite o il singolo accolto dovrà partecipare alla cura e al mantenimento della pulizia della casa. La famiglia ospite o il singolo migrante dovrà rispettare gli accordi presi e definiti con la famiglia ospitante e con la cooperativa sociale, che prevedono per esempio l'equilibrio tra integrazione e autonomia, la relazione, ma anche la reciproca indipendenza.

(1-00471)