• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
S.0/01676/017/ ... in sede di esame del Disegno di legge collegato alla manovra di finanza pubblica, ai sensi dell'articolo 126-bis del Regolamento e recante " Disposizioni in materia ambientale per promuovere...



Atto Senato

Ordine del Giorno 0/1676/17/13 presentato da ALDO DI BIAGIO
mercoledì 30 settembre 2015, seduta n. 175

La XIII Commissione,
in sede di esame del Disegno di legge collegato alla manovra di finanza pubblica, ai sensi dell'articolo 126-bis del Regolamento e recante " Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali"
premesso che
il provvedimento in esame introduce misure relative alla gestione e al trattamento dei rifiuti anche con riferimento al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale;
in tema di gestione dei rifiuti, il testo unico in materia ambientale introduce al titolo III disposizioni relative a particolari categorie di rifiuti anche attraverso la definizione di consorzi di filiera;
l'articolo 234, in particolare, prevede che "al fine di razionalizzare, organizzare e gestire la raccolta e il trattamento dei rifiuti di beni in polietilene destinati allo smaltimento, sono istituiti uno o più consorzi per il riciclaggio dei rifiuti di beni in polietilene";
dalla citata gestione consortile sono altresì esplicitamente escluse alcune tipologie di beni e prodotti annoverati, nel citato articolo 234, comma 1, come "gli imballaggi di cui all'articolo 218, comma 1, lettere a), b), c), d), e) e dd), i beni, ed i relativi rifiuti, di cui agli articoli 227, comma 1, lettere a), b) e c), e 231, nonché, in quanto considerati beni durevoli, i materiali e le tubazioni in polietilene destinati all'edilizia, alle fognature e al trasporto di gas e acque";
la necessità di differenziare i beni e prodotti ricadenti nella gestione consortile in virtù della loro specificità è altresì confermata, oltre che dalle deroghe previste, dalle ulteriori misure introdotte nel corso dell'esame del decreto legge 133/2014, che ha previsto una differenziazione del contributo percentuale di riciclaggio sulla base dell'effettiva percentuale di polietilene contenuta nel bene e alla sua durata temporale;
tale ultimo aggiornamento della normativa risulta, tuttavia, ancora residuale rispetto alle specificità di taluni prodotti complessi, quali ad esempio i prodotti assorbenti per la persona, costituiti da una molteplicità di materie prime, tra le quali figurano la cellulosa e il poliacrilato di sodio, di cui il polietilene rappresenta solo una componente minimale, e che presentano specificità tali per cui, una volta divenuti rifiuto, lo smaltimento non può essere assimilato in alcun modo ad altri prodotti che ricadono effettivamente sotto la gestione consortile anche per la percentuale di polietilene significativamente maggiore;
è opportuno altresì ricordare che i prodotti assorbenti per la persona, quando utilizzati in strutture sanitarie, pubbliche e private, sono smaltiti quali "rifiuti sanitari" - di cui al DPR 254/2003, già inseriti tra le deroghe all'articolo 234 del testo unico ambientale - e dunque trattati in maniera specifica, espressamente a motivo della peculiarità del rifiuto che è ritenuto "rifiuto a rischio infettivo di cui all'art. 2, comma 1, lettera d) C.E.R. 1801030 o 180202". Tale configurazione definisce una peculiarità del rifiuto che va considerata anche quando esso rientra nella gestione privata del prodotto, che di fatto ricade poi nella gestione urbana dei rifiuti;
considerato che
le citate deroghe di cui al comma 234, comma 1, del decreto legislativo 152/2006 sono finalizzate a garantire un corretto smaltimento dei prodotti elencati, in virtù della loro specificità, garantendo anche la migliore efficienza nel funzionamento dei soggetti deputati al recupero, riciclo e smaltimento dei beni in polietilene;
la configurazione dei prodotti complessi, la cui complessità è altresì mantenuta e amplicata post-uso, rischia di definire una sovrapposizione di competenze dei diversi consorzi di filiera del rifiuto, gettando nell'incertezza gli operatori del settore;
la peculiarità dei prodotti assorbenti per la persona, una volta divenuti rifiuto, risulta altresì dal fatto che essi, se provenienti da abitazioni civili ricadono nella gestione municipale e dunque sono già assoggettati a tassazione propria "a valle", a valere sui cittadini. L'eventuale tassazione " a monte" definirebbe un ulteriore incremento a gravare sul consumatore finale ;
nel corso della precedente legislatura la stessa Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, in sede di esame dell'AC 4240 - B recante modifiche al codice ambientale, aveva riconosciuto la peculiarità dei prodotti assorbenti per la persona;
in sede di esame dell'AS 1651 di "conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, recante misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive" il Governo ha accolto l'ODG G/1651/162/8e13, impegnandosi " ad adottare le opportune misure finalizzate a chiarire la definizione di prodotti in polietilene, specificando in maniera puntuale le tipologie di beni ricadenti nella gestione consortile di cui all'articolo 234 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 anche per escludervi quelle tipologie di beni che, per le peculiarità di composizione e trattamento, non siano assimilabili ai beni che hanno una componente significativa di polietilene";
impegna il Governo
ad adottare le opportune iniziative, anche in sede legislativa, al fine di inserire i prodotti assorbenti per la persona tra le deroghe di cui all'art. 234, comma 1 del decreto legislativo 152/2006, nonché al fine di avviare iniziative di monitoraggio della problematica relativa alla gestione di rifiuti derivanti da beni e prodotti complessi sotto il profilo della pluralità di componenti, per evitare sovrapposizioni di competenze e di tassazioni anche a tutela dei consumatori.
(0/1676/17/13)
DI BIAGIO