• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00104 premesso che: la provincia di Modena è sempre stata, a livello nazionale, non solo un punto di riferimento in vari settori economici come quello automobilistico, ceramico, tessile,...



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00104presentato daDADONE Fabianatesto diGiovedì 19 settembre 2013, seduta n. 80

La I Commissione,
premesso che:
la provincia di Modena è sempre stata, a livello nazionale, non solo un punto di riferimento in vari settori economici come quello automobilistico, ceramico, tessile, biomedicale, alimentare ma anche un esempio di buona amministrazione. Negli ultimi tempi, purtroppo, il trend sembra essere cambiato e la provincia è passata alla ribalta nazionale per fatti che dimostrano invece un affanno amministrativo a tutti i livelli, nonché per vere e proprie carenze governative. Solo per citare i fatti più eclatanti degli ultimi mesi vanno ricordati il taglio del 30 per cento di alcune tratte ferroviarie, il bilancio in rosso dell'azienda di trasporto pubblico SETA (Società emiliana trasporti autofiloviari), l'allarme ambientale causato dall'incendio dell'impianto rifiuti di Fossoli, la crisi delle numerose aziende che hanno fatto la storia d'Italia e, soprattutto, i lavoratori lasciati senza tutele nei confronti dei casi di mala politica industriale da un Governo che sembra sempre più assente, tra questi il caso Firem, che è stato recentemente alla ribalta su parecchie testate online e di carta stampata;
l'aspetto che al momento desta però maggiore preoccupazione è quello riguardante la ricostruzione seguita al sisma del 20 e 29 maggio 2012, rallentata da problemi amministrativi di vario ordine e natura, a partire da quello della classificazione sismica dei territori, ferma al 2003 e non aggiornata neppure dopo il terremoto del maggio scorso, a quello inerente la difficoltà nelle prestazioni d'opera del corpo dei vigili del fuoco o ancora a quello della redazione delle white list presso la prefettura di Modena;
il problema delle white list è stato pericolosamente sottovalutato, non considerando forse adeguatamente l'attrazione che i fondi per la ricostruzione possono costituire per le ditte legate alla criminalità organizzata. La prefettura di Modena, con l'istituzione delle white list, previste dall'articolo 5-bis del decreto-legge 6 giugno 2012 n. 74 introdotto dalla legge di conversione 10 agosto 2012 n. 122, si è trovata assolutamente impreparata al carico di lavoro che ne è conseguito. La situazione fuori controllo è stata denunciata dall'Associazione nazionale costruttori edili (ANCE) e nell'interrogazione n. 3-00249 a prima firma Dell'Orco, quando, a fine luglio 2013, vi erano circa 3300 domande in attesa di una valutazione definitiva e numerose ditte nelle liste provvisorie da oltre nove mesi;
i primi di settembre, il prefetto di Modena ha comunicato di aver assegnato, con provvedimento urgente, nuovo personale sottratto da altri uffici alla sezione addetta alle certificazioni antimafia, in attesa dell'arrivo di nuovi impiegati che, come assicurato dalla regione, potranno essere assunti con contratti a tempo determinato. Non è però ancora chiaro quali saranno i tempi di normalizzazione della situazione che dovrebbe quanto meno essere monitorata da parte del Governo. La pericolosità di una tale situazione è stata tra l'altro ampiamente evidenziata anche dal presidente della provincia in un appello lanciato a tutte le istituzioni, il 1o luglio 2013, per far fronte alla presenza nella provincia di una ramificata rete di soggetti legati alla criminalità organizzata. Il presidente del Consiglio provinciale ha testualmente chiesto di: «aumentare i controlli sugli appalti pubblici e privati, sui passaggi di proprietà delle aziende, su imprese fittizie e su cooperative spurie, su banche e finanziarie. Controlli e verifiche che non sono un appesantimento burocratico ma la condizione per contrastare la presenza delle mafie e per valorizzare e proteggere il tessuto delle nostre imprese sane e oneste. Per questo serve un potenziamento degli organici e dei mezzi della magistratura, della prefettura, delle forze dell'ordine modenesi»;
ai lavoratori costretti ad interrompere l'attività lavorativa a seguito degli eventi sismici sono inoltre venute a mancare quelle forme di sostegno al reddito già previste dal decreto-legge n. 74 del 2012 convertito, con modificazioni, dalla legge del 10 agosto 2012 n. 122. Il decreto infatti con l'articolo 15 disponeva infatti la costituzione di un fondo di 70 milioni per il 2013, di cui 50 milioni di euro destinati ai lavoratori subordinati del settore privato e 20 milioni di euro destinati ai collaboratori coordinati e continuativi, ai titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale, ai lavoratori autonomi, compresi i titolari di attività di impresa e professionali, iscritti a qualsiasi forma obbligatoria di previdenza e assistenza. La disposizione doveva essere attuata entro trenta giorni con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze ma il decreto non risulta essere mai stato emanato. Tra l'altro sulla questione il 9 aprile 2013 era già stata presentata l'interrogazione n. 4-00170 che attende ancora risposta. La questione assume un carattere di urgenza se consideriamo che secondo quanto denunciato dalle numerosi associazioni locali e secondo i dati forniti dall'assessore alle politiche sociali di Carpi, solo nell'unione delle Terre d'Argine, che comprende i comuni di Campogalliano, Carpi, Novi di Modena e Soliera, tutti terremotati, sono 767 le famiglie che nel 2012 hanno superato la soglia della povertà;
altra questione è quella riguardante il comando dei vigili del fuoco di Modena che è stato in prima in prima linea nelle prime fase post sisma ed è tuttora impegnato nei lavori per la ricostruzione ed in particolare nel recupero beni alla popolazione ed Enti locali, coperture dei tetti dei vari fabbricati e puntellamenti degli edifici pericolanti. Il comando, che con i suoi 260 operativi e 30 amministrativi, è il secondo per dimensioni in Emilia Romagna, lamenta da tempo, per mezzo dei sindacati, una difficoltà operativa dovuta a personale e mezzi ridotti che si è fatta insostenibile con il carico di lavoro dovuto al sisma con grave rischio per la sicurezza dei lavoratori e della cittadinanza;
i vigili del fuoco sono notoriamente sotto organico in tutta Italia e costretti a sopperire con circa 4000 richiami giornalieri di vigili volontari che comportano una spesa ormai istituzionalizzata di oltre 100 milioni di euro all'anno per personale precario fondi che potrebbero essere invece meglio spesi per assunzioni. La situazione è stata aggravata dalla cosiddetta spending review (decreto-legge n. 92 del 2012 e sua successiva conversioni in legge) che prevedeva un importante taglio economico per il comparto sicurezza e un abbassamento della percentuale del meccanismo di turn over;
la situazione del Corpo nazionale dei vigili del fuoco è dunque critica in tutto il Paese ma è chiaramente fuori misura per il comando di Modena che, da oltre un anno, lavora alla ricostruzione garantendo sempre e comunque il servizio minimo di soccorso urgente. Tutto ciò è possibile solo con frequenti turni di straordinario di cui, tra l'altro, quelli relativi al 2013 attendono ancora di essere pagati. Ad aggravare la situazione operativa dovuta alle carenze di organico va aggiunto che, da oltre un anno, non è stato nominato un comandante, venendo così a mancare una programmazione delle attività a cui ogni comando provinciale e chiamato a rispondere e rischiando di lasciare spazio a soluzioni estemporanee e ad iniziative non appropriate. Secondo quanto denunciato dai sindacati, il dirigente incaricato pro tempore non ha l'autorità di prendere decisioni e impartire direttive senza consultarsi prima con il direttore regionale, ciò comporterebbe però quella mancanza di tempestività delle decisioni e dei provvedimenti necessaria al lavoro di soccorso quali ad esempio l'autorizzazione del richiamo di personale in straordinario;
senza un comandante, mancherebbe inoltre un interlocutore che possa fungere da tramite con il corpo dirigente della Capitale per la segnalazione di tutti i problemi e le difficoltà gestionali quotidiane: l'emergenza legata al sisma ha comportato infatti un logoramento di molti mezzi di soccorso che andrebbero sostituiti perché non sono più in grado di garantire la sicurezza tempestiva di intervento e quella degli operatori. Inoltre durante l'emergenza sono stati utilizzati numerosi e vari mezzi di soccorso e di trasporto che hanno comportato un superamento del consumo ordinario di carburante è stato accumulato così un credito eccessivo verso i rifornitori di carburante all'ingrosso che, a marzo 2013, secondo fonti di stampa, aveva raggiunto i 130 mila euro. Il distributore ha interrotto dunque la fornitura di carburante a credito generando ulteriori problemi operativi al comando di Modena;
l'articolo 8 del decreto-legge recentemente approvato dal Governo e ancora in fase di conversione, decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101 recante disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni, prevede un incremento della dotazione organica dei vigili del fuoco di 1000 unità. Tale provvedimento potrebbe essere l'occasione per garantire un adeguamento degli organici a tutti i comandi che attualmente lavorano sulle grandi emergenze ed in particolare a quello di Modena,

impegna il Governo:

a verificare che arrivi tempestivamente il nuovo personale garantito dalla regione Emilia Romagna da destinare agli uffici per le certificazioni antimafia presso la prefettura di Modena e, soprattutto, che l'assegnazione del personale sia adeguata al fine di portare a regime il sistema delle white list nella provincia entro due mesi dall'approvazione della presente risoluzione;
a prevedere che un congruo numero di personale assunto ai sensi del decreto-legge 31 agosto 2013, n 101, già in sede di conversione, o comunque con altro provvedimento ad hoc, sia destinato al comando di Modena e agli altri comandi che lavorano sulle grandi emergenze;
in attesa dell'operatività del fondo previsto dall'articolo 11 del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, a verificare e a garantire con ulteriori stanziamenti di fondi al Comando dei vigili del fuoco di Modena per coprire la carenza di risorse e mezzi dovuta agli interventi resi nell'ambito dell'emergenza terremoto e necessari all'operatività quotidiana;
a dare immediata attuazione all'articolo 15 del decreto-legge n. 74 del 2012 convertito con modificazioni dalla legge del 10 agosto 2012 n. 122 emanando il decreto previsto;
a valutare la possibilità di reperire la copertura finanziaria necessaria ad adempiere agli impegni derivanti dal presente atto tramite un ulteriore taglio delle auto blu, rispetto a quanto già previsto ai sensi del decreto-legge 31 agosto 2013, n 101 e tramite eventuali ulteriori tagli mirati agli sprechi della pubblica amministrazione e ai costi della politica.
(7-00104) «Dadone, Dell'Orco, Ferraresi, Paolo Bernini, Brugnerotto, Cariello, Caso, Castelli, Cozzolino, Currò, Dall'Osso, D'Ambrosio, Dieni, D'Incà, Fraccaro, Lombardi, Mucci, Nuti, Sarti, Sorial, Spadoni, Toninelli, Villarosa».