• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
S.3/02240 LUCIDI, GAETTI, SERRA, FATTORI, BLUNDO, MORONESE, NUGNES, LEZZI, MONTEVECCHI, TAVERNA - Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e della salute - Premesso che:...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-02240 presentata da STEFANO LUCIDI
giovedì 1 ottobre 2015, seduta n.514

LUCIDI, GAETTI, SERRA, FATTORI, BLUNDO, MORONESE, NUGNES, LEZZI, MONTEVECCHI, TAVERNA - Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e della salute - Premesso che:

all'atto d'iscrizione di un minore ad una scuola, i genitori o gli esercenti la patria potestà sono obbligati a presentare documentazione valida, circa la posizione del minore per quanto riguarda gli aspetti amministrativi e sanitari, e, secondo le disposizioni vigenti in Italia, i genitori o gli esercenti la patria potestà possono presentare, in luogo delle certificazioni rilasciate dall'autorità competente (anagrafe comunale), un'autocertificazione;

la scuola può accettare autocertificazioni soltanto per fatti e condizioni che l'amministrazione stessa può effettivamente accertare e limitatamente al territorio italiano;

pertanto, per l'iscrizione di un minore italiano, i genitori o gli esercenti la patria potestà possono presentare un'autocertificazione, mentre i cittadini non italiani devono in ogni caso presentare documentazione (circolare ministeriale n. 489 del 1998);

considerato che:

frequentemente i genitori dei minori stranieri non sono in grado di attestare vaccinazioni o esibiscono documenti in forma non utilizzabile (originali non tradotti), ma l'assenza di validi documenti non può, tuttavia, impedire l'iscrizione del minore, come affermato dall'art. 45 del decreto del Presidente della Repubblica n. 394 del 1999;

il Ministero della sanità, con la circolare n. 8 del 23 marzo 1993, ha impartito disposizioni alle competenti ASL (azienda sanitaria locale) per le procedure tecnico-sanitarie da attivarsi, in assenza di vaccinazioni obbligatorie o di valida documentazione che le attestino;

l'iscrizione degli alunni stranieri in difetto di certificazioni sanitarie, anche in questi casi, va accolta, dandone segnalazione alla competente azienda sanitaria locale;

tale principio è stato ribadito dalla circolare emanata congiuntamente dal Ministero della sanità e dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca il 23 settembre 1998; questa disposizione si riferisce alla generalità degli alunni delle scuole pubbliche e, quindi, si estende anche al caso d'iscrizione degli alunni stranieri;

considerato inoltre che:

si apprende dagli organi di stampa che nella scuola primaria "XX Settembre" di Spoleto sono stati accertati ad oggi circa 10 casi di tubercolosi (TBC);

esistono apposite tabelle di vaccinazione distinte per Paese di provenienza, sulla base dei calendari di vaccinazione previsti dalla Organizzazione mondiale della Sanità,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa;

se risulti che all'atto dell'ammissione alla scuola di minori italiani o non italiani (ai sensi dell'art. 47, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1967, n. 1518, recante "Regolamento per l'applicazione del titolo III del D.P.R. 11 febbraio 1961, n. 264, relativo ai servizi di medicina scolastica") i direttori delle scuole e i capi degli istituti di istruzione pubblica abbiano, nel caso di specie, accertato se siano state praticate agli alunni le vaccinazioni e i richiami obbligatori, richiedendo la presentazione da parte dell'interessato della relativa certificazione, ovvero di dichiarazione sostitutiva, comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni e dei richiami predetti, accompagnata dall'indicazione della struttura del Servizio sanitario nazionale competente ad emettere la certificazione;

se risulti che ai sensi dell'art. 47 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1967, n. 1518, nel caso di mancata presentazione della citata certificazione o dichiarazione, il direttore della scuola o il capo dell'istituto abbia comunicato il fatto entro 5 giorni, per gli opportuni e tempestivi interventi, all'azienda sanitaria locale di appartenenza dell'alunno ed al Ministero della salute;

se intendano verificare le procedure seguite prima e dopo la scoperta dei casi citati di TBC da parte della direzione scolastica della scuola interessata e in generale dalle scuole di Spoleto e della Regione Umbria;

se intendano accertare quale sia lo stato di conformità e attuazione delle procedure di gestione di casi simili per le scuole italiane in generale;

se sia stata richiesta dalla direzione scolastica della scuola interessata la documentazione relativa alle vaccinazioni obbligatorie del Paese di provenienza dei minori stranieri, eventualmente coinvolti;

se risulti che la ASL competente sia stata informata dei fatti accaduti, precedentemente alla scoperta del contagio, trattandosi di norme cautelari di salute pubblica;

se, relativamente alla materia "iscrizione scolastica con riserva", di minori stranieri sprovvisti di documentazione, intendano intraprendere opportune iniziative legislative, finalizzate ad un nuovo assetto della complessiva disciplina delle vaccinazioni, come evidenziato nelle premesse della circolare ministeriale (congiunta Ministero sanità e pubblica istruzione) del 1998.

(3-02240)