• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/01741 è pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del 20 maggio 2015 che determina il fabbisogno dei medici specialisti da formare nelle scuole di specializzazione di medicina e chirurgia per il...



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-01741presentato daBINETTI Paolatesto diVenerdì 2 ottobre 2015, seduta n. 495

BINETTI. — Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:
è pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del 20 maggio 2015 che determina il fabbisogno dei medici specialisti da formare nelle scuole di specializzazione di medicina e chirurgia per il triennio 2014-2017. Sono 8.073 unità per l'anno accademico 2014-2015, 7.909 per l'anno accademico 2015-2016 e 7.967 per il 2016-2017;
per il 2014-2015 lo Stato ha finanziato 6 mila borse – inizialmente erano 5.000 – a cui si sono aggiunte pochi contratti in più finanziati dalle regioni, per cui parrebbe ragionevole immaginare un aumento sostanzioso del numero dei contratti a disposizione dei neo-laureati nei rispettivi anni di corso;
da un semplice calcolo emerge però che se ci fosse parità di stanziamento, nel prossimo triennio verranno a mancare almeno 6.000 posti nelle scuole di specializzazione, a cui andranno aggiunti i neo-laureati che già da quest'anno sono rimasti fuori dalla graduatoria di assegnazione dei contratti di lavoro-formazione;
il decreto prevede che per far fronte ad esigenze formative specifiche evidenziate dalle singole regioni e province autonome in cui insistono le strutture formative, ove sussistano risorse aggiuntive, comunque acquisite dalle università e nel limite dei posti programmati, possono essere previsti ulteriori contratti di formazione specialistica in aggiunta a quelli finanziati dallo Stato;
non risulta inoltre del tutto chiara l'affermazione: «ove sussistano risorse aggiuntive, comunque acquisite dalle Università e nel limite dei posti programmati». Concretamente se i contratti di formazione previsti dal decreto nei prossimi anni coincidono con i cosiddetti posti programmati, non si capisce perché le regioni e le università dovrebbero cercare risorse aggiuntive per posti non programmati; se invece non fosse così, ancor meno si capisce perché si stabilisca per decreto un numero di contratti inferiori a quelli dei posti programmati;
trattandosi però di un concorso su base nazionale, questo potrebbe creare qualche incertezza nella interpretazione dei destinatari dei contratti aggiuntivi, come è già accaduto in questi ultimi due anni;
nello stesso tempo vale la pena ribadire che i numeri degli iscritti al corso di laurea in medicina negli anni 2005, 2006 e 2007, che dovrebbero laurearsi al 90 per cento negli anni 2016-2017-2018, presi in considerazione dal decreto superano di almeno 2000 unità i posti comunque programmati –:
alla luce di quanto espresso in premessa, in che modo il Ministro intenda intervenire per ottenere già per l'attuale anno accademico 2015-2016 un sostanzioso numero di contratti in più per i giovani laureati, coerente con il numero degli iscritti al corso di laurea, secondo la programmazione fatta dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca con il Ministero della salute e la Conferenza Stato-regioni sei anni fa;
in che modo e quando si procederà ad uno stretto coordinamento tra il numero degli iscritti corso di laurea in medicina e chirurgia e la programmazione dei rispettivi contratti per le scuole di specializzazione, posti in essere al termine dei sei anni del corso di laurea. (3-01741)