• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.4/10682 nel mese di febbraio 2015 il gruppo Mondadori ha inviato una manifestazione di interesse al gruppo RCS, concernente un possibile acquisto del settore libri ad esso riferito; dal mese di...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10682presentato daSCOTTO Arturotesto diGiovedì 8 ottobre 2015, seduta n. 498

SCOTTO, PANNARALE e GIANCARLO GIORDANO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che:
nel mese di febbraio 2015 il gruppo Mondadori ha inviato una manifestazione di interesse al gruppo RCS, concernente un possibile acquisto del settore libri ad esso riferito;
dal mese di marzo hanno avuto dunque inizio trattative in esclusiva tra le due società, che, dopo numerosi rinvii, hanno avuto quale esito la vendita del settore libri della RCS alla Mondadori nei primi giorni di ottobre, per 127,5 milioni di euro;
la casa RCS versava, infatti, in una condizione di grave crisi, con una soglia di 440 milioni di euro di debito netto da rispettare entro la fine di quest'anno, pena la necessaria ricapitalizzazione da parte degli azionisti;
il gruppo RCS conta numerosi marchi al suo interno tra cui Rizzoli, Bompiani, Fabbri, Marsilio e, sino alla suddetta vendita, Adeplhi;
la situazione venutasi a creare con la fusione tra i due gruppi ha creato un colosso editoriale, il maggiore in Italia, che si impone su una quota preponderante del mercato pari a più del 35 per cento, sfiorando circa la metà degli incassi totali del settore, con 558 milioni di euro su 1,2 miliardi;
è evidente, dunque, come il gruppo Mondadori si trovi attualmente in una posizione dominante, tanto che è attesa una pronuncia dell'Autorità della concorrenza e del mercato circa un relativo, eventuale, abuso in tal senso, nonché i provvedimenti necessari ad arginare tale condizione;
i due gruppi sono ben consapevoli di un possibile intervento del Garante della concorrenza e del mercato, come dimostrano le trattative notturne degli ultimi giorni. L'attuale accordo prevede che sia il gruppo Mondadori ad accollarsi i rischi dell'intervento dell’Antitrust, ricevendo in cambio uno sconto sul prezzo di acquisizione della RCS;
il settore dell'editoria è particolarmente delicato, concernendo una componente fondamentale della cultura del nostro Paese;
è allarmante, dunque, che si verifichino processi di concentrazione così ampi, che potrebbero compromettere il pluralismo e la libertà di espressione comportando uno svuotamento del ruolo delle case editrici, da sempre protagoniste del panorama culturale italiano;
tra i principali rischi di tale processo si rintraccia la probabile, progressiva, omogeneizzazione della linea editoriale del gruppo RCS con quella del gruppo Mondadori, nonché la possibilità che un colosso di tali dimensioni condizioni in modo univoco l'andamento dei prezzi del settore;
nel migliore dei casi si verificherebbe una perdita di identità che trasformerebbe le case editrici, da soggetti profondamente riconoscibili per storia, linea editoriale e scelte artistiche, in involucri vuoti;
i processi di concentrazione e razionalizzazione si sviluppano, infatti, per questioni di redditività e profitto, che non sono e non possono essere l'unico parametro di relazione con il settore culturale ed editoriale, nel quale un ruolo profondo viene giocato anche dal lavoro formativo dei redattori e degli autori, nonché dalla sperimentazione;
possibili ripercussioni sono attese, infatti, soprattutto sulle realtà indipendenti, di piccole dimensioni ma essenziali al pluralismo e alla cultura del nostro Paese;
preoccupazioni destano anche i possibili risvolti del processo di fusione sui livelli e le condizioni occupazionali;
il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini si è detto preoccupato sin dall'avvio di tale processo, sostenendo come sia «troppo rischioso che una sola azienda controlli metà del mercato»;
tale posizione, tuttavia, si è negli ultimi giorni ammorbidita, quando il Ministro di fatto ha affidato unicamente all’Antitrust il compito di vigilare sull'allarmante processo di concentrazione nel settore editoriale;
la situazione di crisi del gruppo Rizzoli fa, tuttavia, emergere con urgenza alcune questioni relative al mondo della cultura, come la crisi dei grandi gruppi editoriali, ma, soprattutto, la mancanza di un progetto politico in grado di stimolare processi di «trasformazione sociale che permetta ai ceti subalterni di conquistare una nuova consapevolezza della cultura e una vita più ricca di quella dei consumatori di televisione», come ha sostenuto il saggista, critico letterario e storico dell'editoria Gian Carlo Ferretti in un articolo del 6 ottobre 2015 pubblicato sul quotidiano Il Manifesto;
si ricorda come la legge 3 maggio 2004, n. 112, la cosiddetta «legge Gasparri», abbia modificato profondamente la normativa sui tetti antitrust, abrogando la previsione del tetto al 30 per cento in relazione alla concentrazione di proprietà in un singolo settore;
risulta necessario, invece, scongiurare qualsiasi posizione dominante nel settore della cultura, dove il pluralismo è la cartina tornasole del buon funzionamento della democrazia –:
quale sia la posizione del Governo circa quanto riportato in premessa;
come il Governo intenda assicurare la tutela del pluralismo nei suddetti processi;
quali iniziative intenda prendere il Governo per sostenere il mondo dell'editoria, soggetto attualmente a numerose pressioni che rischiano di comprometterne in modo drammatico la funzione culturale e sociale, privando il nostro ordinamento di un presidio essenziale alla democrazia. (4-10682)