• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
S.7/00184 considerato che la proposta si inserisce nell'ambito delle azioni previste dalla "Strategia quadro per un'Unione dell'energia resiliente con politiche lungimiranti in materia di cambiamenti...



Atto Senato

Risoluzione in Commissione 7-00184 presentata da LUIGI MARINO
giovedì 8 ottobre 2015, seduta n.173

La 10ª Commissione permanente, esaminato, ai sensi dell'articolo 144 del Regolamento del Senato, l'atto in titolo,
considerato che la proposta si inserisce nell'ambito delle azioni previste dalla "Strategia quadro per un'Unione dell'energia resiliente con politiche lungimiranti in materia di cambiamenti climatici", presentata dalla Commissione europea il 25 febbraio 2015 (COM(2015)80) nell'ambito del Pacchetto "Unione dell''energia", e che il Consiglio europeo del 23-24 ottobre 2014 ha fissato l'obiettivo del 27 per cento per il miglioramento dell'efficienza energetica da realizzare entro il 2030 a livello di Unione europea;
considerato che con la proposta di regolamento in esame, la cui applicazione è prevista a partire dal 1° gennaio 2017, si abroga la direttiva 2010/30/UE, riguardante l'etichettatura e le informazioni relative ai prodotti connessi all'energia, modificandone i contenuti e convertendola in un regolamento, al fine di aggiornare e rafforzare il quadro normativo dell'UE relativo all'etichettatura energetica;
premesso che l'etichettatura energetica è volta a fornire informazioni dettagliate sul consumo di energia di prodotti, consentendo ai consumatori di procedere a scelte informate in merito al consumo energetico dei prodotti, efficienti in termini di costi e rispettose dell'ambiente;
preso atto che attualmente la maggior parte dei prodotti presenti sul mercato appartiene alle classi energetiche più elevate, rendendo difficile un confronto fra modelli, e rilevato che la proposta di regolamento provvede, al fine di stimolare il progresso tecnologico e di permettere lo sviluppo e il riconoscimento di prodotti sempre più efficienti, ad aggiornare le etichette e a riscalare le classi di efficienza energetica; a istituire una banca dati dei prodotti disciplinati dalla normativa sull'etichettatura energetica che consentirà di rafforzare la vigilanza degli Stati membri sull'applicazione delle norme; a chiarire gli obblighi in capo alle parti;
si esprime in senso favorevole, con i seguenti rilievi:
la base giuridica è correttamente individuata nell'articolo 194, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in base al quale il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria, stabiliscono le misure necessarie per conseguire gli obiettivi in materia di energia;
il principio di sussidiarietà è rispettato in quanto mira a completare l'azione degli Stati membri che sinora non sono stati in grado di conseguire da soli in misura sufficiente gli obiettivi dell'efficienza energetica;
il principio di proporzionalità è rispettato in quanto le misure previste non vanno al di là di quanto necessario per il conseguimento degli obiettivi stabiliti;
si segnala l'opportunità di escludere i prodotti da costruzione dall'ambito di applicazione della proposta di regolamento in esame, in quanto già regolati dalla Direttiva 89/106/CEE e successivo Regolamento UE N. 305/2011, e soggetti ad apposita etichettatura per la commercializzazione, ovvero alla marcatura CE, la quale già riporta, quando pertinente (ossia in caso di utilizzo ai fini energetici), le caratteristiche per le valutazioni energetiche e in considerazione della circostanza che le molteplici combinazioni tra i materiali da costruzione rendono efficace l'etichettatura energetica solo a livello di edificio ovvero di sistemi, come - ad esempio - nel caso dei serramenti;
si invita a considerare, nel regolare il processo di ridefinizione dell'etichettatura, l'esigenza di non penalizzare quei prodotti che non si trovino attualmente nelle classi più elevate a causa della recente introduzione di dette classi più elevate per alcuni settori, prevedendo se del caso una gradualità, riferita al tempo di vigenza delle etichettature da riscalare e alla quota di mercato dei prodotti con le classi più efficienti, evitando distorsioni del mercato e un paradossale effetto di rallentamento del processo di efficientamento energetico, derivante da una nuova etichettatura poco attrattiva;
si rileva criticamente, infine, l'attribuzione alla Commissione europea del potere di adottare atti delegati con un ambito di intervento ampio, quale quello delineato dall'articolo 12, per un periodo di tempo indeterminato a decorrere dalla data in cui inizia ad applicarsi il regolamento in esame, fatto salvo il potere di revoca del Parlamento e del Consiglio, laddove la direttiva 2010/30/UE conferiva tale potere per un periodo di cinque anni, rinnovabile.
(7-00184)
Luigi MARINO