• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/10715 secondo quanto sottolineato da uno studio dall'Associazione artigiani piccole imprese di Mestre (Cgia), il fenomeno dell'usura tra le piccole e medie imprese è in forte aumento soprattutto a...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10715presentato daSORIAL Girgis Giorgiotesto diMartedì 13 ottobre 2015, seduta n. 501

SORIAL. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che:
secondo quanto sottolineato da uno studio dall'Associazione artigiani piccole imprese di Mestre (Cgia), il fenomeno dell'usura tra le piccole e medie imprese è in forte aumento soprattutto a Sud, a seguito dell'azione congiunta degli ultimi anni di crisi economica e riduzione dei prestiti bancari: il numero di casi di usura denunciati dalle forze dell'ordine all'autorità giudiziaria sarebbe passato da 352 nel 2011 a 460 nel 2013 (ultimo dato disponibile), mentre le estorsioni sarebbero aumentate di quasi il 13 per cento;
il fenomeno dell'usura sarebbe in crescita in particolare nelle Regioni del Mezzogiorno: i picchi maggiori si avrebbero da Calabria, Campania, Sicilia, Puglia e Basilicata;
secondo Paolo Zabeo, coordinatore dell'ufficio studi della Cgia, i numeri non sarebbero sufficienti a descrivere in modo preciso le dimensioni di questa piaga sociale ed economica poiché «con le sole denunce effettuate dalle forze di polizia non è possibile dimensionare il fenomeno dell'usura: le segnalazioni, purtroppo, sono relativamente poche. Spesso, le vittime di questo crimine si guardano bene dal rivolgersi alle forze dell'ordine; chi cade nella rete degli strozzini è vittima di minacce personali e ai propri familiari, elemento che scoraggia molte persone a chiedere aiuto»; per questa ragione l'indice del rischio di usura realizzato dalla Cgia è stato calcolato mettendo a confronto otto indicatori regionalizzati, tra cui compaiono, oltre alle denunce di estorsione e di usura, anche la disoccupazione, i tassi di interesse applicati, il numero di sportelli bancari e il rapporto tra sofferenze e impieghi registrati negli istituti di credito;
secondo l'indice del rischio di usura, la situazione più critica si registrerebbe in Campania, dove l'indicatore supera la quota 155 (il 55,1 per cento in più della media italiana), subito dopo ci sarebbe la Calabria con 146,6 punti e la Sicilia con 145,3; la regione dove il rischio di usura è minore risulterebbe essere il Trentino Alto Adige, con un indice pari al 47,6 (52,4 punti in meno della media nazionale), poi il Friuli Venezia Giulia con 72,8 punti e il Veneto con 73,2;
le cronache dei giornali del Sud sono di recente piene di notizie come quella di pochi giorni fa, dell'arresto di un usuraio di Villarosa, in provincia di Catania, che, sfruttando le difficoltà economiche degli imprenditori del luogo, concedeva prestiti a tassi d'interesse che superavano l'80 per cento su base annua e pretendendo in cambio, in caso di mancato pagamento, anche arredi, attrezzature e ogni genere di proprietà; le indagini sono andate avanti per oltre un anno e mezzo senza che nessuna vittima abbia mai presentato denuncia, a dimostrazione della situazione di profondo bisogno degli imprenditori e delle famiglie coinvolte che, seppur vessate, non erano in grado di ribellarsi a tale sistema;
i prestiti bancari sono ancora in flessione con il totale dei finanziamenti che registra un calo del 2,9 per cento su base annua, stesso valore di aprile 2014;
secondo un recente rapporto del centro studi di Unimpresa, basata su dati della Banca d'Italia, negli ultimi 3 anni gli istituti di credito hanno tagliato pesantemente i finanziamenti al settore privato: da maggio 2012 a maggio 2015, i finanziamenti delle banche alle imprese e alle famiglie sarebbero crollati di ben 100 miliardi di euro, calando di quasi il 7 per cento, e la stretta avrebbe investito sia le aziende, che hanno assistito a una contrazione complessiva delle erogazioni per 85 miliardi di euro, sia le famiglie, che hanno ricevuto quasi 16 miliardi in meno; nel frattempo, le sofferenze avrebbero subito un aumento del 75 per cento, con le rate non pagate salite di 83 miliardi di euro;
è di questi giorni la notizia che secondo Bankitalia ad agosto 2015, i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, hanno registrato una contrazione su base annua dello 0,5 per cento (-0,6 per cento a luglio);
secondo le anticipazioni del rapporto SVIMEZ sull'economia del Mezzogiorno 2015, nel Sud la situazione sta peggiorando in maniera significativa: nel 2014, per il settimo anno consecutivo, il prodotto interno lordo del Mezzogiorno sarebbe stato ancora negativo (-1,3 per cento); il divario di prodotto interno lordo pro capite è tornato ai livelli di 15 anni fa; negli anni di crisi 2008-2014 i consumi delle famiglie meridionali sono crollati quasi del 13 per cento e gli investimenti nell'industria in senso stretto addirittura del 59 per cento; nel 2014 quasi il 62 per cento dei meridionali ha guadagnato meno di 12 mila euro annui, contro il 28,5 per cento del Centro-Nord, è infatti alto l'allarme povertà: una persona su tre a rischio al Sud contro una su dieci al Nord;
secondo la preoccupante analisi del rapporto SVIMEZ, dal 2000 al 2013 il Sud è cresciuto del 13 per cento, la metà della Grecia, inoltre nel 2014 al Sud si è registrato un minimo storico di nascite, solo 174 mila, livello che ci riporta ai livelli di 150 anni fa, durante l'Unità d'Italia, e che nei prossimi anni potrebbe provocare uno stravolgimento demografico;
l'Italia è stato il Paese con meno crescita dell'area euro a 18 con il +20,6 per cento a fronte di una media del 37,3 per cento, e il sud Italia ha avuto una crescita che è stata inferiore di oltre 40 punti percentuali rispetto alla media europea;
in dieci anni inoltre, dal 2001 al 2014, sono migrate dal Mezzogiorno verso il Centro-Nord oltre 1,6 milioni di persone, rientrate 923 mila, con un saldo migratorio netto di 744 mila persone, di cui 526 mila under 34 e 205 mila laureati;
l'occupazione nel Sud è tornata ai livelli di 40 anni fa: gli occupati sarebbero 5,8 milioni, sotto la soglia psicologica dei 6 milioni, il livello più basso almeno dal 1977; il Mezzogiorno, tra il 2008 ed il 2014 ha registrato una caduta dell'occupazione del 9 per cento, a fronte del –1,4 per cento del Centro-Nord, oltre sei volte in più;
nel Sud, pur essendo presente appena il 26 per cento degli occupati italiani, si concentra il 70 per cento delle perdite di lavoro determinate dalla crisi;
la situazione economico-lavorativa di imprenditori e famiglie al Sud è tale che le motivazioni per le quali molti artigiani o i piccoli commercianti cadrebbero vittime degli usurai, oltre al perdurare della crisi, sarebbero soprattutto le semplici scadenze fiscali e le piccole spese impreviste;
Papa Francesco ha definito l'usura «drammatica piaga sociale, che ferisce la dignità inviolabile della persona umana» –:
se il Governo sia al corrente della grave situazione illustrata in premessa e se non abbia intenzione di avviare una campagna di sensibilizzazione sociale e culturale sul problema dell'usura;
se stia adottando o abbia intenzione di adottare iniziative normative in relazione alle criticità descritte, in modo da prevenire il ricorso all'usura che, lungi dal costituire una soluzione, porta le persone a perdere ogni risorsa e fornisce potere alla malavita locale;
quali iniziative intenda intraprendere per supportare le amministrazioni e gli enti locali nell'approntare strumenti di normazione secondaria e regolamentare che esaltino la legalità e contrastino efficacemente la pratica dell'usura;
quale iniziativa intenda attuare per rafforzare il controllo del territorio da parte delle forze di polizia, anche prendendo provvedimenti finalizzati a potenziare gli organici e i mezzi a disposizione della pubblica sicurezza, con l'obiettivo di un più capillare controllo del territorio e di una maggiore sicurezza per la cittadinanza;
se non intenda chiarire quale sia stato finora il programma effettivo del Governo per il rilancio del Mezzogiorno e quali nuove ulteriori iniziative si intendano intraprendere per il superamento del profondo e inaccettabile gap esistente tra il Sud e il Nord del Paese;
se non consideri necessario ed urgente, per quanto di competenza, assumere idonee iniziative affinché si interrompa il trend negativo della riduzione al finanziamento del settore privato da parte degli istituti di credito, di cui in premessa, e le banche e le società finanziarie tornino ad erogare crediti ai piccoli imprenditori e alle famiglie, con condizioni accettabili e sostenibili al fine di evitare il ricorso all'usura. (4-10715)