• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/10739 secondo quanto stabilisce l'articolo 9, comma 11, della legge n. 394 del 6 dicembre 1991, «il Direttore del parco (ente parco, nda) è nominato, con decreto, dal Ministro dell'ambiente, scelto...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10739presentato daNESCI Dalilatesto diMercoledì 14 ottobre 2015, seduta n. 502

NESCI e PARENTELA. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che:
secondo quanto stabilisce l'articolo 9, comma 11, della legge n. 394 del 6 dicembre 1991, «il Direttore del parco (ente parco, nda) è nominato, con decreto, dal Ministro dell'ambiente, scelto in una rosa di tre candidati proposta dal consiglio direttivo da soggetti iscritti ad un albo di idonei all'esercizio dell'attività di direttore di parco istituito presso il Ministero dell'ambiente, al quale si accede mediante procedura concorsuale per titoli. Il presidente del parco provvede a stipulare con il direttore nominato un apposito contratto di diritto privato per una durata non superiore a cinque anni»;
direttore presso l'ente parco nazionale della Sila è il dottor Michele Laudati;
i compiti cui è chiamato il direttore, secondo quanto stabilito dallo statuto dell'ente succitato, sono di primaria importanza: coopera e collabora con il presidente e con gli organi dell'Ente Parco per la definizione degli obiettivi e dei programmi da attuare; adotta tutti gli atti di gestione amministrativa, finanziaria e tecnica, compresi quelli che impegnano l'amministrazione verso l'esterno, mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo; assume le determinazioni relative all'instaurazione di rapporti di consulenza e collaborazione con, professionisti e con enti specializzati; assume le determinazioni per l'organizzazione degli uffici e le misure inerenti la gestione dei rapporti di lavoro, ivi comprese le relazioni sindacali;
secondo quanto emerge dal suo curriculum, il dottor Laudati ricopre tale ruolo dal 2006, essendo stato incaricato per due mandati successivi;
stando a quanto riportato da un articolo de «Il Corriere della Sera» del 16 marzo 2012, però, Laudati era stato dichiarato totalmente inidoneo al lavoro e dunque i due mandati conferitigli sarebbero a giudizio dell'interrogante entrambi in contrasto con la normativa vigente;
scrive il giornalista Antonio Ricchio nel summenzionato articolo: «Il referto dei medici del centro militare di medicina legale di Catanzaro, datato 30 novembre 2000, parla chiaro: “Il soggetto non è idoneo permanentemente al servizio d'istituto in modo assoluto”. Per Michele Laudati, all'epoca ufficiale del Corpo forestale dello Stato, si prospettano lunghe giornate di riposo. Una convinzione rafforzata l'anno successivo (siamo a giugno 2001) quando il diretto interessato viene collocato a riposo ma “con diritto al trattamento di quiescenza comprensivo della indennità integrativa speciale”»;
ciononostante il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, pro tempore, Corrado Clini, nel 2012 firmò un decreto con il quale riconfermò Laudati, in quiescenza, nella carica di direttore del parco nazionale della Sila, con la corresponsione – per come si evince dal dato riferito all'anno 2013 nella sezione «Amministrazione trasparente» del sito Internet dell'Ente Parco – di euro 43.310,90 a titolo di indennità di stipendio tabellare, più 36.945,55 quale retribuzione di posizione e una retribuzione di risultato non nota, stando alla medesima, succitata fonte;
è mancante traccia del riferito giudizio medico-legale di inidoneità nelle autocertificazioni, reperibili nella succitata sezione, circa l'assenza di condizioni ostative all'incarico dirigenziale in parola;
l'articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica n. 171 del 2011 dispone che: «nel caso di accertata permanente inidoneità psicofisica assoluta al servizio del dipendente di cui all'articolo 1 comma 1, l'amministrazione previa comunicazione all'interessato entro 30 giorni dal ricevimento del verbale di accertamento medico, risolve il rapporto di lavoro e corrisponde, se dovuta l'indennità sostitutiva del preavviso»;
scrive ancora Ricchio: «In realtà la dichiarazione di inidoneità non è stata mai un problema per l'ex ufficiale del Corpo forestale. Il suo curriculum arriva già nel 2003 sulla scrivania dell'ex presidente della regione Giuseppe Chiaravalloti perché bisogna rinnovare i vertici dell'Afor, l'Azienda forestale della regione Calabria. L'accostamento, non è casuale: già nel 1998, quando ancora lavorava per il Corpo forestale dello Stato, Laudati è nominato direttore generale dello stesso ente. Nonostante l'opposizione degli assessori Umberto Pirilli e Saverio Zavettieri, con la delibera numero 728 l'incarico alla guida dell'Afor gli viene rinnovato per altri tre anni. Resta in carica fino al 2005 gestendo qualcosa come 55 mila ettari di demanio forestale e circa 12 mila operai» –:
se sia a conoscenza dei fatti esposti;
se il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare non intenda assumere iniziative per la revoca della nomina in questione;
quali urgenti iniziative di competenza intendano adottare per la più ampia tutela delle risorse e degli interessi pubblici, in relazione alla vicenda in questione.
(4-10739)