• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/06645 come si apprende dalla stampa anche on line (www.umbriajournal.com del 7 ottobre 2015): «Sta diventando sempre più insostenibile la condizione di chi è senza lavoro da ormai un anno e mezzo...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-06645presentato daCIPRINI Tizianatesto diMercoledì 14 ottobre 2015, seduta n. 502

CIPRINI, TRIPIEDI, CHIMIENTI, COMINARDI, DALL'OSSO, LOMBARDI e GALLINELLA. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che:
come si apprende dalla stampa anche on line (www.umbriajournal.com del 7 ottobre 2015): «Sta diventando sempre più insostenibile la condizione di chi è senza lavoro da ormai un anno e mezzo per una vicenda ancora dolorosamente aperta e lontana da una definita risoluzione». È quanto denuncia, in una nota, un folto gruppo di ex dipendenti della Trafomec di Tavernelle di Panicale, che lancia l'ennesimo appello per una risoluzione di una vertenza che sta mettendo in difficoltà molte famiglie. «Malgrado l'ottimismo di istituzioni e sindacati diffuso in più di un'occasione attraverso i mezzi di informazione — prosegue la nota –, sono ancora i circa 60 ex dipendenti Trafomec a pagare più pesantemente i costi di accordi sindacali quantomeno discutibili siglati con i rappresentati della proprietà nel maggio 2014. Accordi siglati e condivisi con il benestare e le garanzie della Regione dell'Umbria nella figura dell'allora assessore Vincenzo Riommi»;
con l'accordo del maggio 2014 veniva stabilito un riassorbimento da parte della «nuova» Trafomec Europe dei lavoratori che avessero manifestato la propria disponibilità anche se ciò avesse comportato una decurtazione salariale pesante e la cancellazione dell'anzianità di servizio e per i lavoratori non ricollocati veniva concordato un incentivo all'esodo pari a 8 mila euro da erogare insieme alle altre spettanze in 6 rate a partire da settembre 2014. Trafoitalia avrebbe effettuato i pagamenti che, in caso di inadempimento di quest'ultima, venivano garantiti dalla nuova Trafomec Europe;
invece, nonostante l'accordo, è accaduto che non tutti i lavoratori sono stati riassorbiti rispetto ai 120 previsti (le assunzioni si fermano a circa 100 unità) e nessuna delle spettanze dovute a titolo di esodo è stata corrisposta né da TrafoItalia né da Trafomec Europe ai dipendenti licenziati. Infatti, le rate delle spettanze dovute ai lavoratori licenziati previste dagli accordi non sono partite e la nuova società Trafomec Europe che doveva garantirle non ha attivato le garanzie stabilite negli accordi;
addirittura nel dicembre del 2014 il tribunale di Milano ha revocato l'ammissione al concordato preventivo di TrafoItalia per irregolarità finanziarie e ne ha decretato il fallimento (fallimento n. 1106 del 2014 del tribunale di Milano). Pertanto le spettanze dovute agli ex dipendenti sono bloccate dal tribunale fallimentare fino a quando non ne sarà autorizzato lo sblocco in presenza di fondi sufficienti;
dal momento del licenziamento (giugno 2014) l'unico elemento di sollievo per gli ex dipendenti è stata l'erogazione della quota individuale del Tfr detenuta dall'INPS;
solo nel luglio 2015 il tribunale di Milano ha ammesso come credito privilegiato le spettanze dovute ai dipendenti licenziati, ma non vi è alcuna certezza né sulla effettiva possibilità di recuperare per intero le somme né sui tempi (lunghi) per la liquidazione del dovuto;
il Governo – rispondendo alla interrogazione n. 5-04572 della prima firmataria del presente atto – ha riferito che nel corso dell'incontro del 18 febbraio 2015 presso la prefettura di Perugia alla presenza, tra l'altro, dell'assessore regionale allo sviluppo economico e alle attività produttive, del questore, dei vertici aziendali e delle rappresentanze sindacali dei lavoratori «Trafomec Europe spa ha manifestato la volontà di rispettare gli impegni assunti, chiedendo al curatore fallimentare di Trafoitalia spa l'autorizzazione per il pagamento della somma di 8 mila euro, a titolo di incentivo all'esodo, oppure, nel caso non sia possibile ottenere tale autorizzazione, di ricercare ulteriori soluzioni economiche attraverso finanziamenti. L'impresa ha chiesto, pertanto, 15 giorni al fine di individuare una soluzione percorribile»;
ad oggi, tuttavia, quasi nulla è cambiato: «Al contrario però di quanto dichiarato dal nuovo assessore Fabio Paparelli, nei primi mesi del 2016 e non nel corrente mese di ottobre, verranno liquidati solo i crediti coperti dai fondi di garanzia dell'Inps (trattamento di fine rapporto e fondi pensione complementari non versati), per il resto delle spettanze (la parte più cospicua) molto probabilmente bisognerà attendere tempi biblici con il serio rischio che comunque ne verranno erogati solo una parte (in base ai ricavati del fallimento che già si annunciano modesti). È anche per questo che gli ex dipendenti rivendicano il fatto che parte dell'eventuale prestito che dovrebbe essere erogato a sostegno delle attuali attività industriali debba servire a saldare le spettanze del fallimento non coperte dagli istituti di garanzia dell'Inps in maniera da risolvere almeno in parte le problematiche di decine di lavoratori che si sono ritrovati senza lavoro non per loro responsabilità ma grazie alle “pittoresche e naif” politiche produttive messe in atto dalla nuova proprietà i cui risultati, purtroppo, sono a tutti evidenti» (www.umbria24.it del 7 ottobre 2015);
a parere dell'interrogante, appare drammatica la situazione che si è determinata che sta danneggiando in modo evidente i lavoratori che subiscono gli effetti di una crisi industriale frutto per lo più di logiche di carattere finanziario e della mancanza di vere politiche aziendali produttive e di investimento –:
quali iniziative intenda adottare il Governo – anche di concerto con le istituzioni locali e regionali – per favorire il rispetto degli accordi e degli impegni economici all'epoca sottoscritti da lavoratori e azienda al fine di sollecitare l'azienda medesima al pagamento di quanto dovuto e se, a tal fine, si intenda aprire un tavolo di confronto/presso il Ministero dello sviluppo economico;
se siano a conoscenza di quali iniziative abbia assunto l'azienda per ottenere finanziamenti al fine di pagare quanto spettante agli ex dipendenti in base agli accordi sottoscritti e quali iniziative di competenza intenda adottare per assicurarne il pagamento;
se l'azienda Trafomec Europe abbia un piano industriale che comprenda un effettivo rilancio dell'attività produttiva dello stabilimento e che assicuri il pagamento di quanto dovuto ai lavoratori in base agli accordi sottoscritti. (5-06645)