• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.9/00282-A/049 premesso che: il provvedimento al nostro esame dal titolo: «Disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita», in realtà non contiene misure...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/00282-A/049presentato daMELILLA Giannitesto diMartedì 24 settembre 2013, seduta n. 83

La Camera,
premesso che:
il provvedimento al nostro esame dal titolo: «Disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita», in realtà non contiene misure essenziali per introdurre elementi di maggiore equità nel nostro sistema fiscale, ed in particolare, non prevede una revisione della curva Irpef che salvaguardi le fasce di reddito più basse ed incrementi il prelievo fiscale sui redditi più elevati, a parità di pressione fiscale complessiva, operando una redistribuzione del reddito, redistribuzione non solo utile per rendere più equo il nostro sistema fiscale, ma anche ai fini del rilancio dei consumi e della nostra economia;
fermo restando che la progressività del nostro sistema impositivo come richiesta dalla Costituzione (articolo 53: «Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività») nella concreta situazione italiana si determina con un più efficace contrasto all'evasione ed all'elusione fiscali, e con l'introduzione di un imposta patrimoniale ordinaria sulle grandi ricchezze, anche una revisione della curva dell'irpef sarebbe utile allo scopo;
oltre i 75.000 euro di reddito imponibile l'aliquota prevista per il calcolo dell'irpef è pari al 43 per cento;
il decreto-legge 13 agosto 2011 n. 138 ha introdotto, a decorrere dal 2011 e fino al 2013, un contributo di solidarietà del 3 per cento a carico dei contribuenti con un reddito complessivo superiore a 300.000 euro lordi annui;
il reddito complessivo su cui applicare il contributo e dato dalla somma dei redditi elencati nell'articolo 6 del Tuir e, quindi, non rilevano i redditi soggetti a tassazione separata, quelli esenti, i redditi soggetti a ritenute a titolo di imposta e quelli soggetti a imposte sostitutive dell'Irpef, anche su opzione del contribuente;
il contributo è dovuto nella misura del 3 per cento da tutti i soggetti passivi irpef sulla parte di reddito eccedente i 300 mila euro lordi annui;
nel determinare la base imponibile del contributo di solidarietà, si tiene conto anche di altre disposizioni di carattere straordinario che, con analoghe finalità:
1) hanno ridotto i trattamenti economici complessivi dei dipendenti pubblici superiori a 90.000 euro lordi annui: a decorrere dal 1o gennaio 2011 e sino al 31 dicembre 2013, infatti, i trattamenti economici complessivi dei singoli dipendenti pubblici, anche di qualifica dirigenziale, superiori a 90.000 euro lordi annui sono ridotti del 5 per cento per la parte eccedente il predetto importo fino a 150.000 euro, nonché del 10 per cento per la parte eccedente 150.000 euro. La Corte Costituzionale con la sentenza 223/2012 ha ritenuto incostituzionale la riduzione degli stipendi pubblici e conseguentemente con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri è stata disposta la restituzione degli arretrati negli anni 2012 e 2013;
2) previsto un contributo di perequazione sui trattamenti pensionistici superiori a 90.000 euro lordi annui. A decorrere dal 1o agosto 2011 e fino al 31 dicembre 2014, i trattamenti pensionistici corrisposti da enti gestori di forme di previdenza obbligatorie, i cui importi complessivamente superino 90.000 euro lordi annui, sono assoggettati ad un contributo di perequazione pari al 5 per cento della parte eccedente il predetto importo fino a 150.000 euro, nonché pari al 10 per cento per la parte eccedente 150.000 euro e al 15 per cento per la parte eccedente 200.000 euro;
pertanto in questi casi il contributo di solidarietà si applica solo sulla parte del reddito complessivo eccedente 300.000 euro, che trova capienza nei redditi di categoria diversa da quelli di lavoro dipendente (retribuzioni e pensioni) già assoggettati a riduzione o contributo di perequazione. Sulla base di quanto sopra esposto si evidenzia che circa 86.792 sono dipendenti pubblici o pensionati che hanno avuto una riduzione dell'importo corrisposto per un ammontare di 105 milioni di euro;
l'analisi per classi di reddito complessivo evidenzia che solo lo 0,07 per cento dei soggetti (pari a 31.752) dichiara redditi maggiori di 300.000 euro: il reddito dei soggetti di questa classe è composto prevalentemente da redditi da lavoro dipendente (45 per cento), da lavoro autonomo (20 per cento), reddito da partecipazione (15 per cento), redditi da capitale (6 per cento), redditi da pensione (3 per cento), fabbricati (3 per cento) e redditi d'impresa (3 per cento). I soggetti che hanno pagato il contributo di solidarietà sono circa 28.000 per un ammontare complessivo di 260 milioni di euro (poco più di 9.000 euro in media, deducibili dal reddito complessivo Irpef),

impegna il Governo

a prendere le opportune iniziative anche legislative, ferme restando le prerogative del Parlamento, al fine di avviare una riforma organica dell'Irpef, aumentare la no tax area per i redditi bassi e definire una maggiore progressività permanente dell'imposta per i redditi superiori ai 150.000 euro di imponibile.
9/282-A/49. Melilla, Di Salvo, Marcon, Boccadutri, Paglia.